“Jago – Apparato circolatorio”: la prima personale di Jacopo Cardillo

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Jago – Apparato circolatorio: la prima personale di Jacopo Cardillo

"Jago - Apparato circolatorio": la prima personale di Jacopo Cardillo
Jago, Sphynx, 2015 – Sasso di fiume, marmo statuario

La galleria Montrasio Arte accoglie nei suoi spazi fino al 28 luglio Jago – Apparato Circolatorio, la prima personale del giovane JAGO, al secolo Jacopo Cardillo, curata da Adelaide Santambrogio che ha redatto i testi insieme a Marco Tonelli.
La mostra si apre con Muscolo Minerale, un lavoro unico realizzato in sasso di fiume di marmo, nel cui centro domina un cuore iper-realistico, tanto vivo da sembrare appartenente alla pietra stessa, tanto “violento” da sentirne quasi le pulsazioni come se la materia fredda avesse sangue e arterie.

La scultura, al centro della sala, è in stretta comunicazione con altri due lavori. La prima è Apparato Circolatorio, che dà il titolo all’intera mostra: una grande installazione a parete composta di 30 cuori in ceramica, ruotati sul loro asse, come se volessero ricreare in maniera ferma e visiva altrettanti fotogrammi del movimento di un solo battito cardiaco. L’altra invece è una video installazione composta da tre schermi, un contemporaneo trittico in formato digitale, dove la pulsazione degli stessi prende vita e si fa percezione visiva.

"Jago - Apparato circolatorio": la prima personale di Jacopo Cardillo
Jago, Apparato Circolatorio, 2017 – Ceramica

La mostra prosegue con Sphynx, la scultura del felino-feto contenuto in un grembo inconsueto, offerto da madre natura nella materia del marmo, posta in diretta comunicazione con Cave Canem – Humanitas, la grande medaglia in marmo e bronzo del 1918 di Adolfo Wildt. Le due opere, figlie di epoche diverse (99 anni di distanza tra loro), intendono offrire al pubblico l’ormai rafforzata modalità procedurale cara a Montrasio Arte del confronto acronico tra artisti, ponendo in dialogo il presente con il passato. L’esposizione si conclude nella project room della galleria, trasformata per l’occasione in un ambiente mistico-teatrale, dove su di un piedistallo domina lo spazio silenzioso ed intimo Habemus Hominem il mezzo busto di Benedetto XVI per il quale l’artista ha ricevuto nel 2012 l’Onorificenza della Santa Sede “Medaglia Pontificia”. Un video documenta e ripercorre la storia di quest’opera che dal 2009 ad oggi ha vissuto una vera spoliazione, passando dall’originale realizzazione del busto papale, nelle sue vesti ufficiali, all’uomo nella sola veste di natura umana imperfetta.

Ma chi è JAGO (Frosinone 1987), scultore e artista giunto alla sua prima personale a Milano?

"Jago - Apparato circolatorio": la prima personale di Jacopo Cardillo
Iago, Muscolo Minerale

Jago, o Jacopo, vive e e lavora tra il Lazio e la Toscana, dividendosi tra lo studio di Anagni (Fr) e le cave di Azzano (Lu): giovane sperimentatore, nella pietra sente la vita contenuta in essa, ne ascolta le pulsazioni vitali e attraverso un procedimento di lavorazione d’alta precisione e tecnica, porta a vista quanto solo uno spirito sensibile può percepire. Jago è uno scultore autodidatta, oggi trentenne, che fin da bambino sognava di essere come Michelangelo e come Michelangelo riesce a conferire alla fredda e statica materia uno spirito essenziale, un respiro caldo e comunicativo. Plasma, crea, definisce, ricrea come potrebbe solo un demiurgo: egli dà il soffio vitale a una materia informe e ingenerata che preesiste a lui.

La sua opera è un perenne esercizio sulla percezione: cambiare forma, conferire morbidezza alla massa, per dimostrare che il mondo non è solo ciò che sembra. Lui ha quella dote innata di dialogare con la pietra, con il marmo nello specifico. Come affermava Michelangelo Buonarroti «Tu vedi un blocco, pensa all’immagine: l’immagine è dentro basta soltanto spogliarla»: così Jago sente e libera l’anima della materia.

Jago – Apparato Circolatorio
A cura di Adelaide Santambrogio
Montrasio Arte, Milano
Dal 25 maggio al 28 luglio 2017

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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