#ArtSpecialUNESCO – Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli a Genova

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Questo martedì l’appuntamento è con la città di Genova, capoluogo ligure, nel cui centro storico è collocato un complesso residenziale affascinante, composto da palazzi di grande pregio architettonico, divenuto patrimonio dell’umanità nel 2006. Stiamo parlando del sito UNESCO delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli, quartiere fatto costruire tra il 1500 e il 1600 sotto l’impulso del doge Andrea Doria negli anni di massimo splendore della Repubblica Marinara.

#ArtSpecialUNESCO - Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli a Genova
Palazzo Rosso a Genova, tra i più belli dei Palazzi dei Rolli

Dopo aver guidato la rivolta antifrancese, appoggiata dal re spagnolo Carlo V, Andrea Doria dotò la rinata Repubblica di Genova di una Costituzione, riorganizzando la nobiltà aristocratica genovese e influenzando di fatto le sorti della futura politica repubblicana. Fu così che a partire dal 1551, proprio sotto l’impulso di questa potente renovatio, iniziarono i lavori per la realizzazione di un nuovo ed elegante centro residenziale, quello dei Palazzi dei Rolli. Il termine “Rolli” sta per “ruoli” ed indica gli elenchi su cui erano annotate le residenze di proprietà delle più influenti famiglie nobili liguri, destinate ad ospitare le illustri personalità di passaggio per la città di Genova. Di proprietà privata ma rivestite da investitura pubblica, i Palazzi dei Rolli rappresentavano all’epoca della Repubblica e rappresentano ancora oggi un vanto per Genova considerato il loro valore storico e architettonico.

Dei 72 palazzi di questo quartiere, chicca del centro storico e punto di incontro tra le vie medioevali da una parte e le vie trafficate della contemporaneità dall’altra, solo 42 sono stati inseriti dall’UNESCO nella World Heritage List (qui l’elenco dei 42 edifici) e tra questi alcuni meritano di essere osservati più da vicino.

Palazzo Brignone, detto anche Palazzo Bianco, parte del polo museale di Genova

Palazzo Doria Tursi, il cui cantiere iniziò nel 1565 per volere di Niccolò Grimaldi, signorotto di nobili origini detto anche “Il Monarca” per il lungo elenco di titoli nobiliari dallo stesso accumulati. Ubicato al civico 9 di via Garibaldi, è il più imponente dei fabbricati sulla stessa strada e presenta una maestosa facciata, arricchita da materiali preziosi di diversi colori: dal rosa della pietra di Finale si passa al nero dell’ardesia o al bianco del marmo di Carrara. Oltre che per le decorazioni interne e per l’articolata disposizione degli spazi, questo importante edificio deve essere menzionato anche per un oggetto di elevato valore artistico custodito al suo interno. Parliamo della statua in marmo della Maddalena penitente, realizzata da Antonio Canova tra il 1793 e il 1796, alta circa 90 cm, in cui lo scultore trevigiano rappresenta la figura della peccatrice, così come narrata nel Vangelo di Luca, come una donna sì bellissima e attraente, ma allo stesso tempo abbandonata al pentimento.

Palazzo Brignole, detto anche Palazzo Bianco, al civico 11 della stessa via Garibaldi, è insieme al Palazzo Rosso e al Palazzo Doria Tursi parte del polo museale della città di Genova. Fatto costruire tra il 1530 e il 1540 dal nobile Luca Grimaldi, oggi al suo interno ospita una ricca e pregevole pinacoteca. Tra i dipinti più belli troviamo i cinquecenteschi Susanna e i vecchioni di Paolo Veronese, la Pala di Francesco Lomellini di Filippino Lippi, Il Ritratto di gentiluomo del Vasari e la Madonna della candela di Luca Cambiaso, oltre ad una prosperosa collezione di tele della pittura fiamminga.

La Madonna Penitente di Antonio Canova, custodita nel Palazzo Doria Tursi a Genova

Tra le vie Lomellini, Garibaldi e Balbi si aprono dunque i palazzi più belli. Con cortili, giardini e architetture maestose, questo aristocratico quartiere viene riscoperto ogni anno dai turisti e dagli stessi genovesi durante i Rolli Days, ovvero fine settimana (solitamente due a maggio e due a settembre) in cui i palazzi vengono aperti alla fruizione del grande pubblico.

Secondo il IV criterio, adottato per la valutazione del sito UNESCO in questione, «le Strade Nuove di Genova rappresentano un esempio straordinario di un insieme urbanistico comprendente palazzi aristocratici di grande valore architettonico, che illustrano l’economia e la politica della città mercantile all’apice del suo potere nel XVI e XVII secolo».

Dunque oltre alla Repubblica Marinara di Amalfi, di cui abbiamo avuto modo di parlare in occasione della settimana dedicata alla Costiera Amalfitana, anche la Repubblica di Genova è stata in grado di tramandarci un importante sito culturale e storico, esempio di scambio di valori nello sviluppo dell’architettura e della pianificazione urbanistica nei secoli XVI e XVII.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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