Oggi compie gli anni Paul McCartney (ammesso che sia quello vero)

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Oggi compie gli anni Paul McCartney (ammesso che sia quello vero)

Oggi compie gli anni Paul McCartney (ammesso che sia quello vero)
Paul McCartney

18 giugno 1942, Liverpool. Al Walton Hospital nasce James Paul, il figlio di Mary Mohin e di Jim McCartney. Si sa, ogni genitore spera il meglio per i propri figli, sin dal primo momento in cui posano gli occhi sulla piccola vita che hanno creato. Chissà se i genitori di questo James Paul avrebbero mai potuto prevedere, però, di aver dato alla luce il futuro Paul McCartney, il bassista dei Beatles, uno dei compositori più prolifici della storia della musica accompagnato dall’amico John Lennon. Uno dei cantanti più famosi del mondo, per Rolling Stones è il terzo nella classifica dei migliori 100 bassisti e undicesimo in quella degli altrettanti cento migliori cantanti.

Il piccolo Paul cresce a Liverpool, dove frequenterà anche il Liverpool Institute grazie agli ottimi risultati ottenuti nella scuola primaria. Sarà qui che il destino vorrà fargli incrociare il primo futuro Beatle, durante un viaggio in autobus. George Harrison era entrato nella sua vita quasi per caso, per un incontro così strano da sembrare orchestrato alla perfezione dal destino.

La passione per la musica viene trasmessa a Paul dal padre, noto trombettista e pianista che suonava in una nota band locale, la Jim Mac’s Jazz Band. È così che il futuro ragazzo di Liverpool, colui che farà girare la testa a tante giovani donne insieme ai suoi tre colleghi, in realtà cresce tra ottoni e musica classica.

È il 31 ottobre del 1956 quando la madre muore, sconfitta da un tumore al seno. Il padre regalò a Paul una tromba, sperando di vedere il figlio seguire le proprie orme sulla strada del sempre vivo jazz.

Ma sono altri i piani del destino per questo McCartney: baratta la tromba con una chitarra, anche se impara a suonare il pianoforte del padre. Scriva la sua prima canzone, I Lost My Little Girl.

La morte della madre è un duro colpo, contando la giovane età di Paul. Fu sicuramente questa una delle esperienze che lo avvicinò a Lennon, uomo dall’infanzia travagliata e con una madre mancata troppo presto.

Nemmeno un anno dopo la morte di Mary, infatti, McCartney conosce quel Lennon con cui firmerà alcune delle canzoni più famose della storia: è il luglio del ’57 quando il giovane Paul sente il futuro amico suonare con i Quarrymen, la sua band. Con uno dei soliti contrasti, Paul riesce a inserire nella band anche quel suo amico, Harrison: insieme a Stuart Sutcliffe e Pete Best iniziano a suonare.

Ad Amburgo, nel ’60, scelgono anche il loro nome definitivo: nascevano i Beatles. Nel 1962 la band assume la composizione con cui è passata alla storia: Lennon, McCartney, Harrison e Starr.

Oggi compie gli anni Paul McCartney (ammesso che sia quello vero)
The Beatles

La vita del gruppo, in realtà, è molto più breve di quanto possa lasciar pensare la loro fama: nel 1966 si esibiscono per l’ultima volta live.

Le cose cominciano a farsi complicate. Lennon e McCartney aumentano notevolmente il numero dei loro litigi, i quattro iniziano a prendere carriere soliste, la stampa mormora su quel viaggio in India e quella Yoko Ono che sembra avere strane influenze su John. È proprio quest’ultimo a non voler firmare un nuovo contratto, ad ostacolare l’idea di Paul di tornare alle loro origini. Di tornare a essere i quattro ragazzi di Liverpool, che così tanto avevano cambiato nel loro stile e nella loro musica.

È proprio McCartney a proclamare pubblicamente lo scioglimento della band, che ormai era un dato di fatto: è l’aprile del 1970. Un mese dopo esce McCartney, primo album da solista.

La carriera di Paul McCartney da allora non si è mai davvero fermata, nonostante la lunga pausa presa dopo l’uccisione di Lennon. Sorprendentemente, tra alti e bassi, l’ex Beatle è riuscito a scucirsi di dosso la fama della sua precedente band riuscendo a riscuotere un successo riconosciuto in tutto il mondo. Con i suoi 74 anni è sicuramente una leggenda vivente, un musicista che ha saputo anche darsi alla recitazione, alla regia e alla sceneggiatura, riscuotendo quel successo che forse non gli è stato pienamente riconosciuto.

Le canzoni scritte per i Beatles, infatti, sono tutte registrate a nome Lennon-McCartney: per un accordo interno preso dalla band, non vi sarebbe stata differenza tra quelle scritte da John o da Paul. Il quale ha firmato canzoni del calibro di Let It Be o Yesterday. Pare che Yoko Ono, dopo la morte dell’amore di una vita, non abbia mai accettato di scindere i diritti tra McCartney e Lennon e non abbia nemmeno concesso di mettere prima il nome di Paul. Almeno nelle canzoni da lui composte.

Il risentimento per Lennon e Yoko alle volte torna anche nelle interviste che rilascia, come questa: Lennon sarebbe diventato famoso, più famoso degli altri, solo perché venne assassinato.

Ma in realtà nei suoi concerti McCarney non dimentica mai l’amico, cui dedica sempre qualche canzone scritta insieme o scritta per lui. Perché le amicizie più durature fanno oltre tutto: vanno oltre una donna del tuo amico che credi lo stia rovinando, vanno oltre ogni alterco, oltre ogni disaccordo. Persino oltre la morte.

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Paul Is Live, album del ’93 con cui McCarney prende in giro la celebre copertina di Abbey Road tanto usata nella teoria PID

A proposito di morte…

Tutta questa breve panoramica sulla vita di Paul McCartney potrebbe essere totalmente una bugia. Infatti, secondo la famosissima leggenda PID – Paul Is Dead, l’attuale McCartney che suona -mancino- e canta per tutto il mondo potrebbe essere un sosia abilmente piazzato dai Beatles e dal loro manager per evitare lo scandalo della sua dipartita.

Pare infatti che il 9 novembre del 1966 Paul abbia perso la vita in un incidente d’auto, trasportando una autostoppista che, resasi conto di essere in compagnia di uno dei cantanti più famosi (forse più di Gesù, come sostenne Lennon – blasfemia per cui molti pensano alla sua morte come punizione divina) si sia fatta prendere dall’euforia facendo perdere il controllo della macchina a McCartney.

Sarebbe morto per un colpo alla testa o, peggio, per decapitazione.

Copertine di dischi, canzoni ascoltate al contrario, album interi tanto dei Beatles quanto di McCartney da solista sembrano ricondurre a questa teoria. Persino, in certi casi, quelle prima di quel 1966.

Quindi, se vogliamo credere a questo complotto, stiamo festeggiando il compleanno (finto) di un Paul McCartney (finto) che però, alla fine, non sembra portarsi così male i suoi decenni di fama e di splendore.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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