La Letteratura – L’importanza di quel ponte tra chi eravamo e chi saremo

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La Letteratura – L’importanza di quel ponte tra chi eravamo e chi saremo

La Letteratura - L'importanza di quel ponte tra chi eravamo e chi saremoGiugno è sinonimo di vacanza e di relax per la maggior parte degli studenti che hanno faticato sui libri per un intero anno e che hanno aspettato con trepidazione il suono dell’ultima campanella. Non tutti però possono godere ancora del meritato riposo visto che, come ogni anno, è arrivato il momento di affrontare il fatidico esame di maturità: i ragazzi dei quinta superiore, come sappiamo, sono chiamati a dimostrare senso critico, conoscenze teoriche acquisite, capacità di analisi e ragionamento che li permetterà, almeno in linea teorica, di affrontare la vita oltre la scuola secondaria. Quest’anno si partirà il 21 giugno con la prima prova, la prova di italiano, comune per tutti gli indirizzi, in cui ciascuno studente avrà la possibilità di scegliere e analizzare un tema di letteratura, di storia o di attualità.

La tendenza degli ultimi anni vede gli studenti sempre più propensi per il tema di attualità, articolato nella forma di saggio breve o articolo di giornale, a discapito di quello di letteratura. Spesso, infatti, gli autori proposti  non sono stati adeguatamente affrontati in classe per mancanza di tempo o per altre contingenze intrinseche agli adempimenti pre-chiusura dell’anno scolastico. Tuttavia, anche autori decisamente più approfonditi durante le lezioni, però, non sono molto in voga tra i più giovani, probabilmente perché offrono meno spunti per “dire la propria”, dando la percezione di dover rimanere in un qualche modo vincolato al libro di testo, o probabilmente per una più generale mancanza di interesse nei confronti della letteratura.

Sulla scia di questa constatazione vale la pena soffermarsi a riflettere per qualche istante sul ruolo e sul valore che la letteratura – e con essa la lettura e la scrittura – ha nelle nostre scuole, ma anche nel nostro quotidiano. Perché leggere i classici? Perché interessarsi agli scritti di autori contemporanei? Perché sprecare energie per qualcosa che non dà un riscontro immediato, non genera ricchezza materiale e, riprendendo le parole di illuminati ministri di passati governi, “non dà da mangiare”?

Sarebbe troppo banale rispondere che la letteratura ci permette di aprire la mente e di conoscere nuovi mondi: eppure in questa banalità è in realtà racchiusa una risposta più complessa e articolata. La letteratura è lo strumento per comprendere sia il passato, sia, e soprattutto, il presente. È il luogo per eccellenza in cui tutti i discorsi e i cambiamenti sono stati generati come espressione di una necessità, di un desiderio o di una denuncia che non poteva trovare reale compimento nella contemporaneità dell’autore e che in qualche modo suggerisce alle generazioni successive strade da intraprendere e comportamenti nuovi.

Riprendendo le parole di Hölderlin, la letteratura fa da antidoto a quel dürftiger Zeit, ovvero al periodo di povertà che può caratterizzare un determinato momento storico o anche semplicemente lo stato d’animo della persona che si avvicina all’opera letteraria. Utilizzando un esempio per tutti, può valere la pena ricordare quanto peso abbia avuto la scrittura e la letteratura per tutta la generazione di autori ritrovatisi senza punti di riferimento dopo il secondo conflitto mondiale e gli orrori dei regimi totalitari: «Cosa resta?» era la domanda che si poneva Hannah Arendt. Resta la lingua, la scrittura che genera racconto e produce letteratura, resta la capacità di usare il testo scritto come strumento di salvezza, per non soccombere, fu la sua risposta.

La letteratura, quindi, è quel mondo iperuranico in cui discorsi politici, sociali, culturali accadono ben prima di diventare delle urgenze: è una continua riformulazione della bellezza dei sentimenti, della speranza e curiosità di mondi possibili ma è anche una produzione di realtà e cambiamento nonché di una nuova percezione del mondo. Parlare di letteratura significa parlare di noi, significa capire chi eravamo, come siamo arrivati a oggi e cosa possiamo fare domani: è l’occasione per farsi ospiti dell’altro e capire qualcosa di più della nostra stessa esistenza, parafrasando Gadamer.

La Letteratura - L'importanza di quel ponte tra chi eravamo e chi saremoLa letteratura è diversa dalla storia della letteratura, è diversa dall’analisi testuale e dalla vivisezione dei testi in base a stile, registro, figure retoriche, certamente molto importanti e affascinanti, ma che la incatenano in sovrastrutture statiche e spesso trattate con sterilità. Parallelamente allo studio dei metodi e delle strutture, bisognerebbe (compito per nulla facile e banale) appassionare i ragazzi a cogliere la bellezza delle parole, a lasciarsi catturare dalle immagini che esse creano nelle loro menti e a confrontarsi con quanto lo scrittore percepiva e voleva comunicare. Bisognerebbe, cioè, educare le giovani menti all’empatia (che è diversa dalla simpatia!) e all’amore per la conoscenza e all’esplorazione di possibili vite parallele.

Enjambements e allitterazioni generano pochi amori, rari colpi di fulmine, ma la forza delle parole e dei messaggi rappresentano una fiamma che, una volta accesa, non si spegnerà mai e che genererà bellezza in ogni campo dell’esistenza costruendo le basi per un domani migliore.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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