“ICONS”: le icone del NeoPop in mostra alla galleria Deodato Arte

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ICONS: le icone del NeoPop in mostra alla galleria Deodato Arte

Tomoko Nagao

Alla galleria Deodato di Milano è da poco iniziata la mostra ICONS. Ultime tendenze NeoPop, dedicata alle tendenze artistiche attuali legate alla Pop Art.

Qual è l’eredità che ha lasciato Andy Warhol? Quanto ancora influenza Keith Haring gli artisti di oggi? Ma soprattutto il marketing è divento parte integrante del processo artistico?

Nel piccolo percorso espositivo curato da Christian Gangitano troviamo le opere di Andy Warhol, Keith Haring, Mr. Brainwash, OBEY, Takashi Murakami, Tomoko Nagao, Marco Lodola, Pao, Massimo Giacon, Matteo Guarnaccia, Felipe Cardena e Mr. Savethewall.

Ancora una volta i colori accessi e le icone del Pop guardando con occhio critico al mondo contemporaneo, analizzandone le contraddizioni e gli errori. Un insieme di linguaggi differenti foriscono un quadro completo della situazione attuale dell’arte, dove l’artista è spesso un brand, come ha voluto sottolineare il curatore. Questo ha comportato non un impoverimento dei contenuti, bensì una virata verso l’interdisciplinarità e una maggiore accessibilità da parte di pubblico e collezionisti.

Pao

Il consumo di massa è ancora l’argomento di indagine principale, ma non esclusivamente il consumo di prodotti ed icone, ma anche le sue conseguenze, come lo svuotamento di significato dei volti, l’inquinamento, la distruzione da ciò che conta veramente. Ecco che OBEY crea manifesti grafici quasi pubblicitari per richiamare l’attenzione sui diritti dei migranti: siamo talmente abituati al linguaggio pubblicitario che diamine ascolto solo ad esso?

In mostra troviamo oltre che Tomoko Nagao, i cui classici brandizzati e luccicanti sono ormai celebri, Pao, lo street artist celebre per i pinguini: oltre a due panettoni di cemento decorati con i proverbiali volatili marini, troviamone anche alcune tele, tra cui una rielaborazione colorata dell’inquinamento degli oceani, dove i nomi dei marchi sono modificati in maniera sarcaistica.

Non può mancare il linguaggio dei fumetti, da sempre grande fonte di ispirazione per l’arte pop, come dimostrano lo stesso Pao o Massimo Giacon con la sua interrogazione di Batman.

Notevole infine segnalare i colori accesissimo delle tele come delle sculture luminose di Marco Lodola. che dalle icone cancella i volti per concentrarsi sui loro contorni ormai assimilati come loghi, e le dissacranti opere di Mr. Brainwash, che omaggia Banksy e, volontariamente o meno, lo eleva a icona / brand.

Matteo Guarnaccia

Quello che dimostra ICONS. Ultime tendenze NeoPop è che oggi vi è una sorta di confusione estetica, linguistica, metodologica e comunicativa legata all’arte: questo non è necessariamente un aspetto negativo, poiché apre a diverse forme espressive permettono una critica sociale più ampia, ma comporta una maggior necessità di far comprendere in maniera chiara al pubblico ciò che si vuole raccontare. C’è bisogno di spiegare che oltre l’ironia, i colori sgargianti, lo “sfruttamento” delle icone c’è l’intenzione di far aprire gli occhi sulla nostra condizione attuale e sui problemi reali, svegliandoci dalla nostro torpore indotto dagli oggetti e dalla tecnologia.

ICONS. Ultime tendenze NeoPop
A cura di Christian Gangitano
Deodato Arte, via Santa Marta, 6 – Milano
Date 15 giugno al 29 luglio 2017

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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