Elezioni amministrative: il fascismo in Italia è un fenomeno ricorrente?

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Elezioni amministrative: il fascismo in Italia è un fenomeno ricorrente?

Elezioni amministrative: il fascismo in Italia è un fenomeno ricorrente?
L. Boldrini

Alle elezioni amministrative dell’11 giugno di Sermide e Felonica, in provincia di Mantova, è stata presentata una lista Fasci Italiani del Lavoro, che presenta come simbolo un fascio littorio. La lista della ventenne candidata sindaco Fiamma Negrini ha ottenuto il 10,41%  dei consensi (334 voti), ottenendo così un seggio in consiglio comunale. L’evento ha suscitato lo sgomento dell’ANPI e dell’Osservatorio sulle nuove destre oltre che la denuncia da parte del Presidente della Camera Laura Boldrini e numerose critiche della Sinistra Italiana.

Oggigiorno l’assenza di un grande partito che rappresenti gli ideali della destra più radicale si traduce sempre più nella crescita di consensi per organizzazioni extraparlamentari di estrema destra, considerate di nicchia ma che sono una realtà molto presenti ed espanse sul territorio. Non è, come si potrebbe inizialmente ipotizzare, un fenomeno legato a pochi nostalgici. Gli esempi di neofascismo nella nostra penisola sono numerosi e talvolta molto gravi, come quest’ultimo nel mantovano, che non è nient’altro che la punta di un iceberg che nasconde un considerevole numero di persone che, non riuscendo ad identificarsi sotto nessuno stemma democratico opta sempre più spesso per l’alternativa estremista. Quello di Sermide e Felonica non è infatti l’unico trionfo dell’estrema destra in queste elezioni amministrative: a Lucca CasaPound ha sfiorato l’8% e con due consiglieri eletti è diventata la terza forza politica della città e a Todi, in provincia di Perugia, lo stesso partito si è collocato appena sotto il 5%. Ma da dove nasce questa vena così estremista della destra italiana?È’ vero, come dice Tommaso Cerno, che «l’Italia è nata con la camicia nera, fasciata nel sacco amniotico fascista» da cui cerca invano di liberarsi da settantanni?

Elezioni amministrative: il fascismo in Italia è un fenomeno ricorrente?Il fenomeno del neofascismo in Italia è vivo, vegeto e attivo, spesso davanti al silenzio delle istituzioni (il partito di Fiamma Negrini si è presentato altre tre volte alle elezioni negli ultimi quindici anni), nonostante sia, come è ben noto, vietato dalla Costituzione. In realtà le prime organizzazioni legate al fascismo si iniziarono a formare nel 1946, quando ancora le macerie del Partito Nazionale Fascista non erano state rimosse. Infatti nel 1946 la Costituzione non era ancora stata scritta e venne concessa la formazione ufficiale e legale di un partito che si dichiarava esponente dei valori del vecchio regime: il Movimento Sociale Italiano (MSI). Il motivo per cui l’MSI rimase per quasi cinquantanni nella politica italiana è che, nonostante fosse ispirato ai valori e alle idee del fascismo, si proponeva come una voce all’interno di un contesto democratico.

Il reato di apologia di fascismo, per altro introdotto solo nel 1952, è riferito a organizzazioni che perseguono ideali antidemocratici, violenti e razzisti e il Movimento, per quanto formato da reduci della Repubblica di Salò e del vecchio PNF, si era da subito dichiarato una forza politica democratica e pacifica. In questo contesto però la nostalgia nei confronti del regime non è mai stata cancellata dal subconscio di una parte della popolazione, che si è riversata in parte nell’MSI e in parte in organizzazioni extraparlamentari spesso di stampo illegale, violento e terroristico ispirate allo squadrismo, il fenomeno che trentanni prima aveva dato il via all’espansione del consenso, sebbene forzato, nei confronti dei Fasci Italiani di Combattimento (primo movimento politico fondato nel 1919 da Benito Mussolini). Il clima di forte instabilità politica che pervase quasi tutta la Prima Repubblica di certo non permise a questi focolai fascisti di estinguersi naturalmente, anzi, i movimenti di stampo razzista, xenofobo e squadrista sono aumentati e si sono resi responsabili di molte manifestazioni di stampo fascista o nazifascista, crimini vari e azioni intimidatorie illegali soprattutto nel periodo degli anni di piombo.

Elezioni amministrative: il fascismo in Italia è un fenomeno ricorrente?Un momento cruciale nella storia di questo filo nero che si estende fino ai giorni nostri furono gli anni Novanta: la fine della Prima Repubblica fece collassare tutto il sistema politico italiano, il Movimento Sociale Italiano si scisse in Alleanza Nazionale e Movimento Sociale – Fiamma Tricolore e il decreto Mancini del 1993 mise fuori legge numerose organizzazioni di estrema destra. Il partito fu quindi diviso e fortemente indebolito. Di conseguenza, un considerevole numero di elettori si è trovò  ancora un volta a dover compiere una scelta: rimanere fedele a una delle due creature nate del vecchio Movimento Sociale, nonostante gli ideali fossero ormai compromessi, rinnegati o camuffati per necessità di alleanze e coalizioni con altre forze politiche e le possibilità di trionfo fossero ormai ai minimi storici o confluire in organizzazioni ancora più radicali. Naturalmente, persi i punti di riferimento che per anni avevano accompagnato questi elettori, una porzione di questi elettori è andata ad aumentare le fila dei militanti più estremisti della destra, che oggi, grazie anche a una certa vena populista, crescono e si affermano sempre di più nell’ombra.

Francesco Carucci per MIfacciodiCultura

 

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