“Amore e Rivoluzione”: le avanguardie russe al MAN di Nuoro

0 1.417

Amore e Rivoluzione: le avanguardie russe al MAN di Nuoro

Popova Ljubov, 1921

Il MAN di Nuoro torna a sorprendere i suoi visitatori con una mostra insolita ed affascinante: nel centenario della grande Rivoluzione d’Ottobre va in scena Amore e Rivoluzione. Coppie dell’avanguardia russa, nata dalla collaborazione con la Galleria Statale Tretjakov di Mosca e con il Museo Statale Schusev di Architettura, in partership con Bank Austria Kunstforum di Vienna. La mostra offre un punto di vista inedito sull’arte Sovietica che viene così indagata attraverso le coppie di artisti protagoniste dell’acceso clima rivoluzionario, che hanno tessuto un legame tra arte e vita privata. Legame che inaspettatamente si rivela forte e profondissimo in un’epoca di stravolgimenti politici e sociali come quella dell’ottobre russo.
La rivoluzione è stata innanzitutto sessuale, grazie alle leggi bolsceviche del 1917/18 che hanno concesso libertà ed autonomia alle donne e fatto sorgere, seppur per poco, una società affrancata dalle discriminazioni di genere; in seconda istanza “le coppie” hanno ribaltato  il concetto dell’arte intesa come espressione dell’estro di un individuo singolo.
Il fulcro dell’avanguardia  e della creatività dell’arte russa è stato dunque rappresentato dalle coppie che per periodi più o meno lunghi del loro ménage familiare hanno collaborato nel nome di un arte collettiva, condivisa e poliedrica.

Rodchenko/ Stepanova, First horse-riding. Page for the photo album about the Civil War and First Horse-riding Army. Photo-montage with Lenin, 1937, stampa a rilievo, Collezione privata, ©A.Rodtchenko e V.Stepanova Archiv

Attraverso il filo rosso delineato dalle opere di questi artisti, Amore e Rivoluzione. Coppie dell’avanguardia russa illustra la storia dell’avanguardia russa a partire dagli esordi pre-rivoluzionari nel 1907, passando per le espressioni astratte del Cubo-Futurismo, del Raggismo e del Suprematismo per arrivare infine al Costruttivismo che inneggiava all’arte finalizzata ad una produzione funzionale.

Un intero piano del museo è dedicato alla coppia costituita da Nataya Goncharova (1881-1962) e Mikail Larinov (1881-1964) ai quali si deve il grande merito di aver mediato, nel periodo immediatamente precedente la rivoluzione, tra il progressismo dell’Occidente europeo e le tradizioni visive dell’Est. Strenui sostenitori di un ritorno alle origini incorrotte dell’arte popolare russa, del neo-primitivismo come base per il nascente movimento avanguardista, la loro è stata una relazione idilliaca e senza prevaricazioni, fatta di incoraggiamento reciproco e rispetto per l’estro altrui. Il risultato è il cosiddetto Raggismo che fonde elementi dell’Orfismo, del Cubismo e Futurismo.

Attraverso la collaborazione  in ambito artistico e la poco chiacchierata relazione privata, Lyubov Popova (1889-1924) e Alexander Vesnin (1882-1959) invece hanno invece trovato un punto di contatto tra il mondo della pittura e quello dell’architettura: i progetti architettonici di lui sono stati spesso ispirati dai dipinti cubo-futuristici di lei. La volontà di sperimentazione e commistione tra forme espressive differenti, li fa approdare  al mondo del teatro e agli eventi dell’Agit Pop, impegnandosi nella realizzazione di scenografie e abiti di scena.

Varvara Stepanova (1894-1958) e Alexander Rodchenko (1891-1956) sono stati protagonisti del sopracitato Costruttivismo il cui obiettivo era quello di ridefinire lo scopo dell’arte: non più solo pittura da cavalletto ma fabbricazione di beni industriali per un uso di massa. Insomma dall’arte pittorica all’arte dei prodotti, che oggi chiameremo design. Rodchenko in particolare ha progettato stoviglie, abiti da lavoro, tessuti, mobili e arredamenti.

Varvara Stepanova e Alexander Rodchenko

All’inizio degli anni Venti hanno intrapreso la via della produzione grafica che teneva in considerazione le recenti conquiste avanguardistiche e al contempo si affacciava ad un’estetica nuova e originale; si faceva largo impiego della tecnica del fotomontaggio che sembrò particolarmente adatta alla poetica costruttivista. Rodchenko si dedicò inoltre alla realizzazione di manifesti propagandistici e pubblicitari, spesso “a quattro mani” con il contributo del grande intellettuale Mayakovskij, sperimentando l’unione di tecniche differenti: pittura, disegno, fotografia. Passò dal creare fotomontaggi usando immagini già pronte, a immortalare personalmente ritratti, scene di genere, oggetti, architetture. Un esempio noto è il poster pubblicitario con il ritratto di Lilja Brik, realizzato nel 1925 per la sezione di Leningrado della casa editrice di Stato (Gosizdat).

Quest’esposizione si propone dunque di raccontare l’arte russa sotto un’ottica differente, mostrando sì la produzione artistica di inizio ‘900 ma anche gli artisti e le loro eclettiche personalità, dando spazio ad un sentimento come l’amore, raramente associato alla Rivoluzione russa. Un’occasione davvero unica per lasciarsi stupire, ancora una volta, dall’arte e dalla sua forza comunicativa e creatrice.

Amore e Rivoluzione. Coppie dell’avanguardia russa
A cura di Heike Eipeldauer e Lorenzo Giusti
MAN, Nuoro
Dal 1° giugno al 1° ottobre 2017

Laura Pani per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.