“Suggestioni Caravaggesche” a Palermo: l’influenza del Maestro in mostra

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Suggestioni Caravaggesche a Palermo: l’influenza del Maestro in mostra

Mario Minniti, Ecce Homo

Fino al 17 settembre sarà possibile visitare la mostra Suggestioni caravaggesche nella splendida cornice della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo. Le opere esposte, alcune delle quali inedite, indagano il periodo del caravaggismo nell’ambito artistico non solo palermitano e siciliano, ma anche napoletano.
La mostra, inaugurata il 13 maggio nell’ambito della “Settimana delle culture 2017”, nasce da un’idea di Gabriella Renier Filippone e Giacomo Fanale, che è anche il curatore del progetto espositivo, ed è promossa dall’associazione IDEAHub presieduta da Giacomo Badami, dal Rotary Club Palermo Est, dal Rotary Club Palermo Ovest e dall’associazione Volo. Il coordinamento generale è del Direttore Sergio Aguglia; il coordinamento e la cura scientifica sono di Evelina De Castro.

Tredici dipinti, provenienti dai depositi di Palazzo Abatellis, costituiscono il corpo della mostra: si va dall’Ecce Homo del siracusano Mario Minniti al Sacrificio di Isacco del monrealese Pietro Novelli, dalla copia della Decollazione del Battista alle opere dei napoletani Giovanni Ricca e Filippo Vitale. Mario Minniti, in particolare, il più importante fra i caravaggeschi, è forse l’amico dei primi anni romani di Caravaggio, con il quale divideva il lavoro di apprendistato nella bottega dell’artista Lorenzo Carli.

La mostra Suggestioni Caravaggesche è dedicata proprio a questo luminoso periodo e punta i riflettori non soltanto su Palermo, ma anche sull’intera isola, senza tralasciare i sottili ed importanti legami con la città di Napoli.

La mostra

Sì perché il soggiorno palermitano del Merisi è ancora un grande interrogativo. Nel 1608 infatti Caravaggio arrivò in Sicilia, visitando prima Siracusa, poi Messina. La permanenza a Palermo, invece, non è in alcun modo documentato. Nella magnifica città gli sarebbe stata commissionata la tela con La Natività con i santi Francesco e Lorenzo per l’oratorio di San Lorenzo, allora occupato dai confratelli della compagnia di San Francesco d’Assisi. L’oratorio, edificato intorno al 1570, e attualmente piccolo gioiello grazie anche ai lavori di Giacomo Serpotta del ‘700, era stato concesso tempo dopo la costruzione ai frati del vicino noviziato annesso alla chiesa di San Francesco d’Assisi. Nel dipinto palermitano, tra luci e ombre, si riscontra l’idea, simile all’Adorazione messinese, della Madonna dell’Umiltà, con alcune variazioni: la giovane Madre si solleva da terra e si appoggia ad un ripiano per guardare il Bambino nudo, sdraiato sul poverissimo giaciglio di paglia, con uno sguardo dolce quanto malinconico. La drammaticità esaltata dai colori è sublimata dalla presenza del divino, un angelo in gloria che sembra planare sul bambino. I personaggi sono tutti avvolti da un’atmosfera astratta, immobile, quasi impenetrabile fatta di povertà e desolazione con una tavolozza di base sobria con tocchi di luce, su Giuseppe, l’Angelo, Maria ed il lenzuolino del bimbo, che uniformano la narrazione.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Natività con i santi Francesco e Lorenzo

Ma lo stile del quadro è diverso rispetto agli altri siciliani: oltre la tipologia del supporto, è innegabile una maggiore cura per i dettagli, una stesura pittorica più accurata ed una tavolozza di colori diversa, quasi più accesa. Il dipinto, l’unica prova per fare chiarezza, purtroppo è stato trafugato nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre del 1969, dall’oratorio in cui si trovava, e non fu mai più recuperato.
Qualora il quadro sia stato dipinto a Palermo, si dovrebbe ipotizzare una permanenza così breve che l’esecuzione della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi avvenne in tempi molto rapidi. Così rapidi da impegnare il pittore in modo costante e da non lasciare nessuna testimonianza documentale.
C’è da dire però che l’importanza di Caravaggio a Palermo non sta tanto nell’attestazione della presenza fisica del pittore, bensì nella rivoluzione artistica che l’opera portò in una città così travagliata ma al contempo aperta, da sempre, a vari stili e linguaggi culturali.

A conclusione della mostra, un importante convegno di studi, con eminenti studiosi, fornirà l’occasione per un dibattito sul tema del caravaggismo in Sicilia.

Suggestioni Caravaggesche
A cura di Giacomo Fanale
Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
Dal 13 maggio al 17 settembre 2017

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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