Hermann Nitsch e la sua arte macabra si scontrano con gli animalisti

0 1.258

Hermann Nitsch e la sua arte macabra si scontrano con gli animalisti

Hermann NitschGli animalisti la spuntano ancora: in Tanzania è stata cancellata la performance artistica di Hermann Nitsch.

Una petizione lanciata contro l’artista e le sue discutibili opere ha raccolto più di 20mila firme e, visto la possibilità di concrete opere di sabotaggio, il direttore del Dark Mofo (Festival di musica e arte organizzato dal Museum of Old and New Art della Tanzania) è stato costretto a cancellare la rappresentazione.
Nitsch è noto fin dagli anni ’60 per l’utilizzo di carcasse, sangue ed interiora di animali per le sue performance, allo scopo di ricreare rituali arcaici e sfatare miti primordiali.

Nonostante le sue motivazioni, profondamente legate all’arte e all’importanza della sua diffusione, gli amanti degli animali sempre più si schierano contro questa forma d’arte macabra e le scene raccapriccianti proposte: animali squartati davanti al pubblico, carcasse crocifisse, interiora e sangue sparsi nell’ambiente e gli spettatori incitati a partecipare attivamente.
Già nel 2015 ben 54mila persone sottoscrissero una petizione per fermare l’evento che avrebbe dovuto ospitare Nitsch a Palermo, appellandosi alla Dichiarazione universale dei diritti degli animali dell’Unesco che recita, nell’articolo 10: «Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano gli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale».

Hermann NitschL’artista austriaco, colpito da questo attacco così sentito e condiviso, scrisse allora una lettera rivolta ai palermitani in cui si professava amante degli animali e vicino alle cause animaliste.
Leggendola attentamente si denota un pensiero estremamente coerente: come semplice uomo afferma di amare e rispettare gli animali, disprezzando le forme di allevamento intensivo che definisce come «una delle più crudeli e peggiori forme di trattamento degli animali». Sostiene invece che come drammaturgo il suo dovere sia anche quello di confrontarsi con gli aspetti tragici dell’esistenza e degli eventi naturali, come appunto la morte.
Il suo intento è quello di rispettare l’animale morto e di elevarlo ad un forma d’arte concreta, che esplora la realtà dei corpi come Michelangelo e Leonardo de Vinci fecero nel Rinascimento dissezionando cadaveri umani.
Sottolinea inoltre che la carne da lui acquistata per fini artistici proviene da macelli in cui l’animale era stato precedentemente abbattuto a scopo alimentare, per cui non viene perpetrata da lui alcuna tortura.

Hermann Nitsch e la sua arte macabra si scontrano con gli animalisti
Hermann Nitsch

Successivamente alla performance la carne viene mangiata, per non sprecare in alcun modo il sacrificio animale.
Infine, si rivolge agli animalisti con una preghiera volta affinché comprendano il significato della sua arte e l’amore per gli animali che tenta di trasmettere e possano unirsi a lui per combattere contro le ingiustizie e il dolore degli animali.

Che dire, artista e scrittore sono la stessa persona?

Sicuramente questa forma d’espressione è cruenta, dura e colpisce nel profondo. Difficile da accettare per chi non riesce a comprendere e da interpretare nel suo significato più intimo. Stiamo scagliando pietre contro un baluardo che mostra ciò che solitamente scegliamo di non vedere? È la cruda realtà che ci colpisce o un senso di colpa che muove dall’interno e che tentiamo di soffocare?
Ma soprattutto, se scegliamo di batterci per la libertà d’espressione in ogni sua forma (politica, religiosa, sessuale) non possiamo permetterci di sopprimere l’arte e le sue manifestazioni, anche se offendono i nostri princìpi; in particolar modo quando, come in questo caso, non viene fatto alcun male agli animali ma anzi, viene denunciata e condannata la violenza.

Mariachiara Manzone per MifacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.