Donald Trump: storia di un presidente americano (per caso)

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Donald Trump: storia di un presidente americano (per caso)

Donald John Trump

Donald John Trump (New York, 14 giugno 1946) è dal 20 gennaio scorso il 45° presidente statunitense, un uomo senza  alcun dubbio controversoimpolitically correct a più riprese e con uno stile politico tutt’altro che conformista. Tuttavia, Donald Trump non ha esordito come politico, ma, come è noto, come imprenditore, attore e socio di concorsi di bellezza, come Miss Universo, Miss USA e Miss Teen Usa.

Nato a New York, Trump rifugge alcol e sigarette traumatizzato dalla morte per alcolismo del fratello Fred. C’è un dettaglio molto significativo riguardo al background familiare dell’attuale inquilino della Casa Bianca: la guerra allo straniero e al diverso iniziata in questo primo squarcio di presidenza Trump non ha assolutamente alcun senso, poiché egli stesso afferma fieramente di essere di origini tedesche: infatti Trump è l’anglicizzazione del cognome “Drumpf”, il cognome del nonno paterno, Friedrich Drumpf, originario della Renania che si trasferì nel 1885 negli Stati Uniti aprendo alberghi e ristoranti grazie ai proventi della corsa dell’oro. Allo stesso tempo la madre di Trump è di origine scozzese, proveniente da Tong, una cittadina nei pressi di Lewis, nelle Ebridi. La retorica razzista del presidente, alla luce di questi dettagli biografici, è destituita di qualsiasi senso, come il suo “America First”. 

Trump Tower

Dopo la laurea in economia conseguita alla 1968 alla Wharton School of Economics della University of Pennsylvania, Trump divenne presidente, nel 1973, della Trump Organization, seguendo le orme paterne e costruendo complessi residenziali e la ristrutturazione del Grand Hyatt Hotel adiacente alla stazione di New York.

Durante il mio breve soggiorno a New York uno degli edifici che più mi colpì per imponenza fu proprio la Trump Tower, la residenza newyorkese del presidente americano. Si tratta di un grattacielo di 58 piani sulla Fifth Avenue che ospita non ospita solo il lussuoso appartamento di Trump, ma anche uffici, negozi e bar. Nella Tower inoltre ha visto svolgersi anche il reality show statunitense The Apprentice, condotto dallo stesso Trump, dove i partecipanti devono dimostrare le loro capacità nel campo degli affari (poi portato in Italia da Briatore).

Nonostante la conduzione di un reality show dove il senso degli affari è fondamentale, Donald Trump ha dimostrato di essere inaffidabile coi creditori, tanto ché le sue attività sono finite spesso in bancarotta, con Trump che ha fatto spallucce invece di preoccuparsi della condizione dei suoi immobili e dei suoi dipendenti.

Qual è il Trump politico? In un parola: un autentico caos. L’attuale presidente degli Stati Uniti ha sostenuto inizialmente il Partito della Riforma, una formazione politica che voleva farsi fautrice del “Contratto con gli americani” (la mente corre a celebri contratti nostrani). Dopo il Partito della Riforma, Trump appoggiò i Democratici e dopodiché finì per sostenere i il GOP, i Repubblicani. Ed è con i Repubblicani che Trump ottiene la nomination presidenziale per le elezioni dello scorso anno, annunciando un programma estremamente conservatore riassumibile nel celebre slogan Make America Great Again. 

La ricetta di Trump è molto semplice: la globalizzazione ha danneggiato gli USA e non si può fare altrimenti che ricorrere a misure protezionistiche, che devono rendere di nuovo l’America grande. Soprattutto si è detto contrario all’Obamacare (la riforma sanitaria caldeggiata dal suo predecessore, e fatta a pezzi dall’attuale segretario alla salute e ai servizi umani Tom Price e dal presidente della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan) ed è sempre pronto ad ascoltare le rivendicazioni della NRA, la potente lobby delle armi. Il 9 novembre dello scorso anno Donald Trump, inaspettatamente, diventa il presidente della più potente nazionale al mondo, battendo l’ex First Lady ed segretaria di stato Hillary Clinton.

James Comey, ex direttore dell’FBI

Dal 20 gennaio l’America è sottosopra: l’amministrazione Trump approva il cosiddetto Muslim Ban, il bando sui paesi islamici per sei mesi (bando che non interessa i grandi paesi produttori di petrolio), bloccato prima dalla Attorney General (la ministra della giustizia) dell’epoca, Sally Yates, immediatamente licenziata, e poi riformulato per evitare la Corte Suprema.

Finora, lo scandalo che ha investito maggiormente l’amministrazione è quello russo, che vede al centro diversi esponenti del governo (come l’Attorney General Jeff Sessions e l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Flynn) e che ha portato al licenziamento del direttore dell’FBI James Comey, il quale stava soltanto facendo rispettare la legge e indagando nelle interferenze russe nelle elezioni.

Ciò porterà all’impeachment del presidente per ostruzione alla giustizia?   

Questa è la storia di Donald John Trump, presidente per caso e, soprattutto, presidente controverso.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura 

 

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