#ArtSpecialUNESCO – Le città di Mantova e Sabbioneta

0 794

Nel 2008 altre due città italiane, ricche di storia e di cultura, sono entrate a far parte della World Heritage List. Nell’elenco di tutti quei siti (naturalistici o creati dall’uomo) ritenuti meritevoli di tutela internazionale da parte dell’UNESCO, sono quindi da ricomprendersi anche le città lombarde di Mantova e Sabbioneta, trentesima tappa della nostra rubrica.

Palazzo Te a Mantova, progettato da Giulio Romano, architetto manierista

Per lo sviluppo, in epoca rinascimentale, di questi due centri abitati, determinante fu il ruolo giocato dai componenti di una potente famiglia mantovana, quella dei Gonzaga. Anche se, bisogna precisare, che mentre a Mantova i Gonzaga si insediarono nel 1328 e vi rimasero fino agli inizi del 1700 influenzando in modo determinante la vita politica e l’organizzazione urbanistica del borgo, invece la città di Sabbioneta fu costruita ex novo, secondo i canoni della città ideale, per volere del duca Vespasiano Gonzaga (1531-1591).

A Mantova non possono dunque essere tralasciati il Palazzo Ducale, emblema del potere politico gonzaghesco che, con la sua imponente struttura (500 le stanze ospitate) e i suoi cortili e giardini, costituisce una vera e propria città-palazzo e al cui interno trova collocazione la famosa Camera degli Sposi (affrescata dal Mantegna tra il 1465 e il 147); il Tempio di San Sebastiano, chiesa a pianta centrale, progettata da Leon Battista Alberti e i cui lavori iniziarono nel 1460; il Palazzo Te, realizzato sul disegno dell’architetto Giulio Romano ed edificato a partire dal 1525 in cui l’architetto manierista dimostra tutte le sue abilità nel fondere tra loro elementi architettonici e decorativi, esprimendo al contempo la rottura con gli equilibri armonici classicisti.

Il Teatro Olimpico di di Sabbioneta (1590) progettato dall’architetto Vincenzo Scamozzi e primo esempio di teatro moderno

Sabbioneta, a partire dal 1544 e per volere di Vespasiano Gonzaga, si trasformò radicalmente grazie ai numerosi cantieri messi in moto che donarono a quello che, in precedenza, era un villaggio medioevale, l’aspetto di piccolo borgo rinascimentale. Il comune si sviluppa, quindi, all’interno di una cinta muraria continua, a forma di stella, in cui piazze e palazzi ordinati e raffinati, pensati secondo i dettami della città ideale del Rinascimento trovano spazio, alternandosi in un’incantevole ed elegante cornice. Sono quindi da menzionare, oltre al Palazzo Ducale –anche qui presente- il Teatro Olimpico, opera dell’architetto Vincenzo Scamozzi che si dedicò a questo ambizioso progetto nel 1590. Quest’ultimo, grandioso, in quanto primo esempio di teatro moderno in Europa e caratterizzato da elementi strutturali fortemente innovativi tra cui un dietro le quinte occupato dai camerini per gli artisti e una sistemazione di accessi al teatro multipla.

Le valutazioni svolte in seno all’UNESCO, in sede di esame del sito in questione, sono riassunte nel criterio II e III. Secondo il II criterio:

[…] Mantova e Sabbioneta rappresentano due forme urbanistiche del Rinascimento: la città di nuova fondazione, basata sul concetto di città ideale e la trasformazione di una città esistente.

Secondo il III criterio invece

Mantova e Sabbioneta sono testimonianze eccezionali di una particolare civiltà in uno specifico periodo storico. […] gli ideali del Rinascimento, sostenuti dalla famiglia Gonzaga, sono presenti nella loro architettura e morfologia urbana, nel loro sistema funzionale e nelle tradizionali attività che si sono per lo più conservate nel tempo.

Dunque un unico sito UNESCO per queste due città lombarde, quelle di Mantova e Sabbioneta, altri risultati delle ricche committenze che in Italia, durante il periodo Rinascimentale, hanno giocato un ruolo determinante nella riorganizzazione delle città. Risulta automatico a questo punto il confronto con un altro sito UNESCO – di cui già ci siamo occupati- quello della città di Pienza che, prima di subire le trasformazioni volu Jte da Papa Pio II, presentava una sistemazione ancora medioevale.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.