Che cos’è il manspreading e perché non è una piccolezza

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Che cos’è il manspreading e perché non è una piccolezza

Che cos'è il manspreading e perché non è una piccolezzaManspreading è una parola che si è vista spesso, negli ultimi tempi, un po’ su tutti i giornali. Si tratta della pratica, tipicamente maschile, di sedersi a gambe divaricate sui mezzi pubblici, occupando o invadendo lo spazio altrui. Mujeres en lucha y madres estresada (donne in lotta e madri stressate) è il nome del gruppo di attiviste che a Madrid si sono ribellate contro questa pratica, chiedendo al Comune di mettere un cartello, il quale potrebbe essere «un punto di partenza per sensibilizzare le persone e iniziare a rispettare gli spazi comuni» nelle metropolitane e degli autobus: alla fine, è stato apposto solo su quest’ultimi poiché «il regolamento della metropolitana invita già a usare civilmente lo spazio comune». Le attiviste hanno continuato la loro campagna sul web, tutt’altro che soddisfatte dal risultato ottenuto: su Twitter l’hashtag #madridsinmanspreading è diventato velocemente virale con tanto di foto di leader politici famosi caduti nell’errore di sedersi tutt’altro che composti.

Anche questa può sembrare una battaglia da poco, una piccolezza; ovviamente non manca, come sempre, chi fa notare che anche le donne non siano campionesse di gentilezza e compostezza sui mezzi pubblici, ove spesso si prendono più posti del dovuto per appoggiare le borse. Innanzitutto, il manspreading, come tante altre concettualizzazioni, tende a isolare casi generali e non certo ogni singola concretizzazione: ma, alla fine, possiamo facilmente capire dove stia la differenza. Una donna la borsa la può spostare in qualsiasi momento e non è certo una protuberanza del proprio corpo: è molto diverso dall’usare le proprie gambe per occupare due posti, toccando anche chi è vicino. Solitamente una donna.

Che cos'è il manspreading e perché non è una piccolezza
Vi dà la stessa impressione che darebbe un uomo?

Come qualsiasi altro contatto non desiderato anche questo può essere considerato una molestia: alla fine, è proprio necessario allargare le gambe al punto da sfiorare quelle altrui?

Ovviamente, la questione è ben più profonda di un po’ di fastidio su un autobus. Riflettendoci, potete immaginare benissimo quale sia la vera differenza messa qui in questione: perché è lecito se un uomo allarga le gambe e siede scomposto sui mezzi, ma è impensabile che a farlo sia una donna? Se una ragazza sedesse a gambe divaricate, sfiorando le ginocchia degli altri passeggeri, quale sarebbe il messaggio? Solo uno e sessualmente connotato. Perché sin da bambine ci insegnano che dobbiamo stare composte, a gambe accavallate  o ben serrate, mai e poi mai divaricate: non è educazione.

Ma per l’uomo questi problemi non sembrano porsi. Perché, come sempre, l’uomo non deve stare attento ai segnali che manda con il proprio corpo, facilmente fraintendibili e scambiabili per un approccio sessuale.

Il problema non è la poca educazione, ma la convinzione radicata che agli uomini sia concesso sempre qualcosa in più, solo in virtù del fatto che loro sono uomini e noi donne.

Che cos'è il manspreading e perché non è una piccolezzaLo stesso concetto sta alla base del mansplaining, ovvero della pratica tipicamente maschile di spiegare qualcosa ad una donna in quanto donna: poco cambia se la suddetta, magari, sul luogo di lavoro è più qualificata di te. All’uomo sembra lecito e necessario spiegare ad una donna cosa debba fare perché… perché ha una vagina, e quindi di conseguenza ha sempre bisogno di un uomo che le spieghi le cose.

Questi concetti, come tanti altri tipici del femminismo, vengono considerati cose da poco, semplici banalizzazioni, la solita noiosa lamentela di donne poco simpatiche: ma se abbiamo bisogno di queste parole è perché queste cose accadono. Certo, anche le donne sbagliano, ed è facile trovare esempi di comportamenti totalmente in contrasto con quello di cui stiamo parlando: ma, alla fine, sono sempre casi minoritari. Un conto è la maleducazione (che non ha gender), un altro l’ideale leggermente vetusto che l’uomo possa sedersi più comodo e bivaccare solo per via del suo sesso biologico.

L’uomo e la donna sono uguali e dovremmo credere nella parità di genere: ma non possiamo ancora permetterci di non pensare al mansplaining o al manspreading, perché alla fine la parità è tutt’altro che reale, e c’è ancora chi crede che per l’uomo sia normale sedersi come se fosse sul divano di casa proprio solo perché, alla fine, è un uomo.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

9 Commenti
  1. Erik dice

    Qualcuno dovrebbe informare queste signore del fatto che i due sessi si contraddistinguono principalmente per ciò che si ha in mezzo alle gambe. Posso capire che anni di fondamentalismo femminista possano aver deviato le menti, tendenzialmente più sentimentali che razionali, a tal punto da considerare molestia ogni cosa venga da un uomo a una donna, ma pensare che l’anatomia stessa dell’uomo (che lo ricordiamo, fra le gambe ha una sacca contenente cose che sarebbe meglio non schiacciare) costituisca una molestia… questa poi….

  2. Close The Door dice

    Ho apprezzato l’articolo, un po’ meno la chiusura, perché collega due problemi differenti e rischia di far irrigidire chi legge e non condivide gli assunti femministi. Comunque grazie.

  3. DIBWidbiw dice

    Ma sul serio?

  4. Zio Sergio dice

    Una volta allargare le gambe per occupare posti, poggiare borse o zaini, allungare le gambe e quant’altro si definiva “comportarsi da stronzi”. Molto semplicemente, che tu fossi uomo o donna.
    Qui la questione di genere non c’entra niente, ci sono uomini maleducati che “si espandono” così come ci sono donne che fanno la stessa cosa. Non è che i primi lo fanno perché “credono di essere i padroni del mondo” e le seconde perché “gneh, boh”.
    Il vero problema è come si sta confondendo la maleducazione per sessismo.

    Tra parentesi, la ragazza che occupa TRE posti nella foto inserita nell’articolo dà, a me, la stessa impressione dell’uomo poco sopra: l’impressione che sia egoista.
    Ma sono un uomo non laureato in filosofia, quindi probabilmente il mio è solo mansplaining.
    Non è la questione ad essere pretestuosa, vero?

    1. IL dice

      Concordo pienamente. Il problema è, come al solito, la tendenza a fare di tutta l’erba un fascio. Perché tirare in ballo sessismo ed altro con argomentazioni molto discutibilmente valide? Il maschilismo esiste nella nostra società, ed è un problema, ma se si attribuiscono tutte le idiozie ad esso si rischia di non essere nemmeno più in grado di vedere chiaramente il problema, e di conseguenza risolverlo.

  5. Cristian Papi dice

    Se io mi siedo a gambe larghe davanti a una donna, il molestatore sono io, se una donna in minigonna si siede a gambe larghe davanti a me, e il mio occhio cade in mezzo alle sue gambe, il molestatore sono sempre io.
    Ma se non la guardo e cerco di fare l’indifferente, mostro insensibilità.
    E quindi la sto comunque danneggiando, e quindi molestando.
    Ome faccio, sbaglio. :O

  6. Andrea Rendine (AndySky21) dice

    Mi prendo la libertà di rispondere, per una volta.
    Questo articolo è ridicolo, in quanto tratta di un problema ridicolo in modo serio.
    Prima o poi qualcuno dovrà prendersi la responsabilità sociale di mettere fine al denigrare pratiche comportamentali diffuse in entrambi i sessi come questioni di sessismo. Non importa che l’articolo si riferisca a casi limite e non alla generalità. Il solo fatto che questo neologismo inizi per MAN- dovrebbe far paura. Anche questo è sessista. Perché, parliamoci chiaro, se un uomo fa così molesta. Se lo fa una donna, beh, allora la società ci dice che diventa una cosa accettabile, che rappresenta il diritto di una donna a stare comoda e a ignorare le convenzioni sociali, che la malizia è nell’occhio di chi guarda.
    In Italia è pratica comune delle donne di appoggiare le gambe sul sedile di fronte, o su qualsiasi supporto trasversale. Dico che è pratica comune femminile senza tema di smentita, perché lo fanno più le donne degli uomini. Premesso che mi darebbe parimenti fastidio, se lo fa una ragazza che può indossare…varie cose e di conseguenza mettersi in mostra, la ritengo una mancanza di dignità e di rispetto verso gli altri. Che si aggiunge alla mancanza di rispetto rappresentata dall’ appoggiare scarpe sudice di qualsiasi cosa dove un altro passeggero dovrà sedersi o appoggiare le mani, e in quel caso sarebbe biasimevole da parte di chiunque.
    Tornate a insegnare il rispetto per il prossimo e per sé stessi/e. In un’epoca in cui ci avete abituato giocoforza che sesso biologico, genere percepito e ruolo sociale sono diventati più mutevoli di un post-it, questi discorsi sono ormai tendenziosi, illogici, anacronistici e, nella buona sostanza, inutili.

  7. Filippo dice

    Non ho MAI visto questa roba sui m3zzi pubblici. Tema ridicolo. Gli uomini hanno pene e testicoli in mezzo alle gambe, e possono dare problemi con una seduta troppo stretta (o vanno bene voluminosi solo finché non ti fanno tenere le gambe 30 cm più larghe?) soprattutto se si indossa intimo non stringente. Ma allora in quei casi basterebbe IMPORRE ai maschi di mettere solo slip stretti no? Ridicolo

  8. Jon dice

    Sessismo a manetta.

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