L’avant-garde di Hayao Miyazaki – Dai robot di “Laputa” all’umanoide della DARPA

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L’avant-garde di Hayao Miyazaki – Dai robot di Laputa all’umanoide della DARPA

L'avant garde di Hayao Miyazaki - Dai robot di "Laputa" all'umanoide della DARPAL’antimilitarismo è da sempre uno dei main theme di Miyazaki, sviluppato mostrando la spietatezza delle guerre. In particolare, in Laputa (leggi qui la prima parte) le divise dei militari dell’esercito sono uguali a quelle tedesche della Prima Guerra Mondiale, ed i due veri antagonisti sono un capitano ed un generale. Ci sono tutti gli elementi della guerra: il telegrafo morse, i carro-armati blindati, le corazzate, gli inseguimenti via terra e aria, bombardamenti e distruzioni. Il risveglio della mattina è un soldatino sulla torretta, con la liberazione delle colombe e la tromba che squilla. Non solo: il maestro aveva già pensato all’intelligenza artificiale e con oltre trent’anni di anticipo racconta i robot militari, dando loro quell’umanità che l’uomo stesso ha perso.

Nelle sue visioni premonitrici, Miyazaki probabilmente ha risentito anche della letteratura di fantascienza che si stava facendo strada in quegli anni. Isaac Asimov scriveva delle tre leggi della robotica ne I Robot nel 1950. Nel 1973 gli androidi di Michael Crichton erano capaci di imparare, mostrare emozioni ed interagire con le persone. Il mondo dei robot (Westworld), fu il primo film a parlare di virus, realizzato con la grafica computerizzata per gli effetti speciali.

Attingendo anche a tutto questo fermento culturale, il sensei guarda già oltre. Avverte ed invita ad abbracciare uno stile di vita più ecologico e sereno, senza guerre e distruzioni. Un presente di morte ed egoismi sarà un futuro senza vita umana.

Il mondo di Laputa è crepuscolare, in declino. La sua interpretazione pacifista ma premonitrice diventerà una delle cifre stilistiche che lo distingueranno e che si potranno anche trovare nei successivi Stargate La porta delle stelle; Conan e Lupin III (il castello di Cagliostro); Il mistero della pietra azzurra.

Guardano a lui anche gli ingegneri informatici, che gli dedicano la piattaforma open source Rapyuta, il luogo dove vivono i robot, una memoria centrale che rende possibile l’esecuzione di compiti più complessi fuori dal corpo robotico. Trasferisce il carico elaborativo dalla macchina alla nuvola informatica (cloud computing) costituendo un cervello online a cui ogni automa si può collegare in modalità wireless per svolgere determinate funzioni ed essere assistito.

L'avant garde di Hayao Miyazaki - Dai robot di "Laputa" all'umanoide della DARPAAnticipando i tempi, Miyazaki racconta il dopo: un paradiso fluttuante dove l’uomo non c’è. Una visione delicata ma allo stesso tempo molto significativa. Interrogativi potenti che oggi più che mai risuonano forti.

Auspicando un mondo senza conflitti, i suoi robot sono pacifisti dal cuoricino pulsante, difendono natura e castello, donano fiori divenendo portatori di una poetica struggente.

Ma la società attuale sembra andare in tutt’altra direzione.

Nella realtà, l’uso degli UAV, velivoli senza equipaggio armati e comandati a distanza, è ormai consolidato da tempo. Droni e robot militari sono presenti in oltre un centinaio di Paesi in tutto il mondo (per es. Predator e Repaer), così come contraeree automatiche (sistema Phalanx americano, Iron Dome israeliano), blindati telecomandati (Guardium israeliano) e robot-sentinella (Samsung Sgr1 sudcoreano, Sentry Tech israeliano). L’italiana Oto Melara (Finmeccanica) produce il robot-sentinella Trp2: un piccolo cingolato armato telecomandato, appositamente creato per proteggere le basi del contingente italiano impegnato sul fronte afgano, senza mettere a rischio uomini in pattuglia (Il fatto quotidiano).

Nel 2013 i ministri della Difesa di Italia, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Olanda e Polonia hanno firmato a Bruxelles un protocollo d’intesa per cooperare nella produzione di aerei da guerra senza pilota. Una tecnologia alla quale le industrie militari europee stanno lavorando da tempo, in particolare nel progetto del cacciabombardiere automatico stealth Neuron (Alenia Aermacchi, Dassault, Selex Galileo, Microtecnica, Ase, Tema, Oma e Ufi Filters). Sono già attualità i quadrupedi BigDog e Cheetah (prodotti dalla Boston Dynamics per  DARPA), ed i nuovi prototipi sperimentali (X-47B americano della Northrop Grumman, Taranis britannico della Bae Systems).

Ma già nella Seconda Guerra Mondiale l’esercito tedesco aveva in dotazione Goliath, un veicolo a controllo remoto utilizzato per fare saltare ponti e distruggere i mezzi dei nemici a distanza. Oggi i robot da guerra sono sempre più sofisticati, con una nuova “intelligenza scarafaggio” e diverse forme di semi-autonomia, sono in grado di trovare fonti di energia e scegliere autonomamente gli obiettivi da attaccare (Scientists Worry Machines May Outsmart Man By JOHN MARKOFF, NY Times, July 26, 2009). I sistemi come l’Energetically Autonomous Tactical Robot consentono ai robot di sostentarsi anche dalle materie vegetali, potendo operare da soli per lunghi periodi di tempo.

Recentemente l’agenzia del Pentagono DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ha presentato Atlas, un umanoide alto 1,88 cm di 150 kg. Possiede una tecnologia avanzata, si sposta con un’andatura simile ad un umano, anche in terreni irregolari, ha mani flessibili e precise, oltre ad un radar con un sistema di luce laser LIDAR. Lo sviluppo dello speciale soldato robot sembra prioritario anche per il governo russo, nella prospettiva di raggiungere Stati Uniti e Cina (quotidiano nazionale Komsomolskaya Pravda). Nel frattempo, vengono utilizzati Platform Argo, per ricognizione e copertura, e M-Robot, cingolato armato con lanciagranate e Kalashnikov, dotato di localizzatori ottici e radio. Entrambi possono muoversi di notte elaborando informazioni d’intelligence per l’individuazione e l’eliminazione di bersagli nemici (Debka File, La voce della Russia, Lookout).

Le macchine non si stancano, non chiudono gli occhi; esse non si nascondono sotto gli alberi quando piove e non parlano con i loro amici. L’attenzione per i dettagli di un essere umano scende drasticamente nei primi 30 minuti, mentre le macchine non conoscono la paura.

Maggiore Kenneth Rose della formazione dell’esercito degli Stati Uniti, in Robot soldiers BBC News, 12 aprile 2002

Aerei senza piloti, quadrupedi e umanoidi che combattono rappresentano una tecnologia che affascina e che (forse) potrebbe ridurre le perdite umane tra i soldati. Allo stesso tempo, questa suscita forti timori per i suoi inquietanti e rapidi sviluppi verso la capacità di attaccare senza intervento umano. Basti pensare che l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch e il Premio Nobel per la pace Jody Williams (artefice della messa al bando delle mine antiuomo) hanno lanciato una campagna mondiale contro lo sviluppo dei robot killer.

Per Miyazaki la salvezza è nella scelta dell’uomo stesso, nel dare valore e priorità alla vita, superando gli egoismi e la sete di potere.

Cosa succederà a questa umanità?

Il vero problema non è se le macchine sappiano pensare, ma se gli uomini lo facciano.

F. Skinner

Fuck Pirlott, let’s rock

Lara Farinon per MIfacciodiCultura

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