Piero Guicciardini: una mostra per la Riforma e per la libertà religiosa

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Piero Guicciardini: una mostra per la Riforma e per la libertà religiosa

Conte Piero Guicciardini

Piero Guicciardini (Firenze, 21 luglio 1808 – ivi, 23 marzo 1886): un nome che, ai molti, dice poco, se non niente, ma rappresenta uno dei principali esponenti del protestantesimo italiano, diffusore delle dottrine riformate durante il Risorgimento. Nel contesto dei 500 anni delle tesi luterane, la Biblioteca Nazionale di Firenze dà contezza al grande pubblico dell’impegno profuso dal Guicciardini per favorire la diffusione della teologia protestante e anche delle opere dei grandi riformatori cinquecenteschi, a cominciare dal sinolo Lutero-Calvino.

È opportuno collocare cronologicamente l’opera del Guicciardini: siamo nella Firenze risorgimentale, ma soprattutto nell’Italia che inizia a ribellarsi contro la Chiesa e l’Inquisizione romana, è l’epoca di Massimo D’Azeglio (ho già parlato del suo impegno nei confronti della minoranza valdese) e di Camillo Benso, conte di Cavour, padre della celebre frase «Libera Chiesa in Libero Stato», massima espressione della concezione separatista tra Stato e Chiesa. È proprio in questo contesto (nel 1836) che il conte Guicciardini, fervente cattolico romano, si converte al protestantesimo in seguito alla lettura di una bibbia avuta dall’abate Lambruschini e alla conoscenza della contessa Matilde Calandrini, una pedagoga lucchese calvinista trapiantata a Ginevra per motivi religiosi e, a Pisa, fondatrice di un asilo.

La Bibbia, tradotta da Giovanni Diodati

Il conte Piero, dopo un viaggio in Inghilterra, dette vita alle chiese dei Fratelli, il cui fulcro teologico è rappresentato dalla predicazione del Vangelo e della celebrazione ogni domenica della Cena del Signore (una questione non da poco, in quanto la discussione sorta intorno alla natura della Comunione aveva visto lotte e scontri tra gli stessi protestanti tra i secc. 16° e 17°). La sua forte fede lo spinse a costituire una libreria religiosa (l’attuale Fondo Guicciardini presso la Biblioteca Nazionale di Firenze), che accoglie i testi dei riformatori magisteriali e gli scritti dei riformatori italiani. Inoltre lo stesso Guicciardini si impegnò in un’opera filologica-linguistica di non poco conto: la revisione della Bibbia Diodati, la quale, dal sec. 16°, costituisce il testo biblico base dei protestanti italiani.

Pietro Martire Vermigli

Perché questa mostra? Al di là del cinquecentenario della protesta luterana, la retrospettiva dà conto anche del contribuito dei riformatori italiani al dibattito europeo: i visitatori possono così ammirare le edizioni acquistate da Guicciardini di Pietro Martire Vermigli, che giocò un ruolo fondamentale nella Riforma inglese e fu uomo di fiducia dell’allora arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer, oppure Celio Secondo Curione, l’apostolo della tolleranza religiosa dopo la morte di Serveto, o ancora Bernardino Ochino, ex frate e poi acceso polemista riformato. 

La mostra presso la Biblioteca Nazionale fiorentina va in una precisa direzione: è un invito alla libertà religiosa in una fase storica in cui essa si trova in un momento che dire difficile è dire poco. Da una parte ci sono i proclami del presidente statunitense Trump e il suo Muslim Ban, dall’altra ci sono i paesi europei che, in nome della lotta, al terrorismo islamico, si trovano a proclamare infiniti stati di emergenza (è di qualche giorno fa l’estensione di misure d’emergenza in Francia da parte del neoletto presidente Emmanuel Macron). Se 500 anni fa erano i cristiani protestanti a essere perseguitati nell’Italia cattolica romana, adesso a essere perseguitati sono i musulmani.

Libertà religiosa

Il conte Piero Guicciardini è la punta dell’iceberg di questo movimento: soltanto quando l’empito patriottico ha raggiunto l’apice, allora anche gli italiani hanno iniziato a guardare con meno sospetto ai cosidetti “eretici” (che non vuol dire nient’altro che esseri umani che hanno fatto una scelta religiosa diversa dal dogma) e anzi si sono convertiti.

Vi invito a visitare la mostra e, soprattutto, a capire le implicazione che essa potrebbe avere oggi, in un’epoca in cui la libertà religiosa è soltanto difesa sulla carta e in Italia è soggetta alle pretese della Chiesa romana.

Una Riforma religiosa per gli italiani. Le edizioni del XVI secolo del Fondo Piero Guicciardini
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Sala Dante)
Dal 3 maggio al 30 giugno 2017

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura 

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