Worldwide Wall: al Testaccio si celebra la Poster Art

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Worldwide Wall: al Testaccio si celebra la Poster Art

Affiggere i poster sui muri è una prassi consolidata dal lontano XIX secolo quando, a partire dalla scuola di Parigi, il noto artista bohémien Henri de Toulouse-Lautrec immortalò con i suoi celebri manifesti gli scenari della Belle Époque nella capitale francese. Ciò di cui non tutti sono al corrente però è che la poster art è ancora una forma di libera espressione artistica molto diffusa e apprezzata, che dà voce alle passioni e ai sentimenti delle masse e che, a dispetto di una credenza molto diffusa,  va ben oltre la propaganda pubblicitaria o politica. Al Villaggio Globale nel quartiere romano di Testaccio, la street Poster Art viene celebrata ed esaltata con il  Worldwide Wall: una parete lunga venti metri e alta sei per un totale di centosettanta metri quadrati di superficie interamente ricoperta da oltre 300 poster che si lasciano apprezzare singolarmente e che nel loro insieme danno luogo ad un’unica grande opera d’arte, è un muro che nel nome della creatività, unisce le nazioni e i continenti anziché separarli. Gli artisti che hanno contribuito con i loro poster alla realizzazione di quest’opera collettiva provengono infatti da tutto il mondo.

Una dedica introduttiva recita così a proposito di questa importante forma d’arte:

L’unica che sia stata capace di attraversare indenne la storia dell’umanità, rigenerandosi di epoca in epoca, approcciabile e visibile alle masse e che per di più ha l’intrinseco e immenso valore di riportarci all’età dell’adolescenza – quella dove tutto è ancora possibile – quando quei rettangoli di carta colorata corredavano le pareti delle nostre camerette, o gli interni dei nostri armadi, aprendo finestre verso spazi e oggetti immaginifici.

Esperimento mai tentato sino ad ora, il Worldwide Wall nasce dall’iniziativa di un collettivo di street artist romani formato da Tzing Tao, Merio Fishes Invasion, Stoker, kappa2emme, Mr. Minimal, Aloha Oe, Hansellegretel e Gorilla. Lo scopo è quello di unire in un’unica grandiosa opera d’arte i lavori di 230 artisti della Poster Art mondiale. L’esito straordinario, definito come la Cappella Sistina della poster art, è una parete di poster tutti diversi e originali, ognuno con uno stile, una storia e un’idea differenti: da Papa Francesco all’Estasi di Santa Teresa, passando per Zio Paperone e l’Uomo Ragno, i protagonisti di queste opere sono figure storiche come della cultura pop, che si alternano andando omaggiare la memoria collettiva. Tutti trovano spazio in quello che sino a poco tempo fa era un anonimo muro sotto un portico a Testaccio, quartiere che ora “rivive” grazie a questa iniziativa e che attira e incanta frotte di appassionati di posterismo e curiosi.

La grande scommessa è un’opera in divenire, perché tanti artisti continuano a dare il loro contributo con opere nuove, «è diventato una specie di album di figurine della Poster Art mondiale, tutti vogliono esserci. Continuano a arrivarci poster e noi continuiamo a affiggerli se riusciamo, senza privare nessuno del suo spazio», racconta Merio, 21 anni, studente di graphic design nonché uno dei protagonisti di quest’avventura. I giovani artisti che hanno messo in atto questo progetto hanno avuto la grande responsabilità di collocare, “incastrandoli” , gli oltre 300 poster del Worldwide Wall rendendoli tutti perfettamente visibili. Non meno importante è stato infine l’aspetto che riguarda la valorizzazione e rivalutazione di un’espressione artistica spesso relegata a una forma di degrado urbano: sono sempre di più gli estimatori della poster art, che hanno compreso il valore e il significato di un gesto che non è solo banalmente l’affissione di manifesti sui muri. È attuazione di un progetto grafico complesso, è talento per il disegno, curiosità, comprensione della società in cui viviamo.

Il Worldwide Wall di Roma è stata la prima di quella che si prospetterà una lunga serie di edizioni di portata mondiale, la seconda infatti avrà luogo l’anno prossimo in Argentina.

 

Laura Pani per MifacciodiCultura

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