Velázquez, Bernini e Perugino: autoritratti in mostra al Nobile Collegio del Cambio

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Velázquez, Bernini e Perugino: autoritratti in mostra al Nobile Collegio del Cambio

Velázquez, Bernini e Perugino: l'autoritratto in mostra al Nobile Collegio del Cambio
Autoritratto Gian Lorenzo Bernini

Velázquez e Bernini: autoritratti in mostra è un’esposizione ma anche un meraviglioso incontro artistico tra Diego Velázquez, Gian Lorenzo Bernini e Pietro Perugino, nel nobile Collegio del Cambio a Perugia, città simbolo per eccellenza del Rinascimento italiano.

Curata da Francesco Federico Mancini, la mostra sarà fruibile dal 22 giugno al 22 ottobre e si configura come un unicum per indagare, con assoluto rigore scientifico l’influenza e l’influsso vicendevole tra Bernini e lo spagnolo Velázquez nell’ambito della ritrattistica, anzi, viste le opere, in quello dell’autoritratto. Un viaggio, un confronto tra Bernini, questa volta in vesti insolite, quelle di pittore, e Velázquez, l’artista che ha saputo decantare i fasti e la gloria del regno, destinato all’inesorabile decadenza, di Filippo IV d’Asburgo in Spagna. Due geni ospiti del sommo Perugino, maestro di Raffaello.

Punto di partenza della mostra è un’opera particolarmente simbolica: un’immagine fotografica dello studio di Valentino Martinelli (1923 – 1999), storico dell’arte barocca e titolare della cattedra di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna nell’Università di Perugia dal 1962 al 1975, con due delle tre versioni, possedute dallo studioso, dell’Autoritratto di Velázquez conservato nella Pinacoteca Capitolina di Roma e datato tra il 1629 ed il 1630.

Velázquez, Bernini e Perugino: l'autoritratto in mostra al Nobile Collegio del Cambio
Autoritratto Pietro Perugino

La prima versione è sicuramente dell’allievo di Bernini, il carrarese Carlo Pellegrini, la seconda attribuita ad un pittore romano della metà del Seicento e la terza, realizzata nel 1876, del veneziano Luigi Quarena. Accanto al “trittico Martinelli” e al prototipo capitolino si trovano l’Autoritratto a mezza figura di Bernini della Galleria degli Uffizi e l’Autoritratto di Velázquez sempre degli Uffizi. Sono esposte nove opere in tutto, tra cui l’Autoritratto di Gian Lorenzo Bernini che disegna della Collezione Koelliker di Milano, legate tra loro da un filo indissolubile.

A mio parere l’incontro romano e il conseguente, straordinario incrocio di esperienze di due fra i maggiori protagonisti del Seicento europeo produsse benefici di reciproca utilità. Velázquez, grazie a Bernini, comprese quale forza espressiva si celasse nel taglio a mezzo busto del ritratto, da lui già sperimentato sul versante della scultura, e quanta vitalità potesse scaturire dalla tizianesca contrapposizione tra la maniera abbozzata degli abiti e la maniera finita dei volti. Bernini apprese dal collega spagnolo il modo di scavare nell’intimo nei personaggi, di entrare nella loro complessità psicologica.

Francesco Federico Mancini

I due artisti ebbero sicuramente modo di incontrarsi durante i soggiorni in Italia di Velázquez, il primo tra il 1629 ed il 1631, incoraggiato dall’artista Pieter Paul Rubens, ed il secondo tra il 1649 ed il 1650 per volere dello stesso sovrano che desiderava alcune sculture per la creazione di un’accademia d’arte in Spagna. Se Bernini fu influenzato dalla profondità e indagine psicologica tipica di Velázquez, quest’ultimò mutò il suo stile aderendo ancora di più al vero fatto di estrema cura dei particolari ed uso dei colori prima sconosciuto.

Velázquez, Bernini e Perugino: l'autoritratto in mostra al Nobile Collegio del Cambio
Autoritratto Diego Velázquez

Continua il curatore: «In definitiva condivido la conclusione cui giunge Montanari, che a lungo si è occupato di questi temi».  Lo storico dell’arte Tomaso Montanari, infatti, nel 2007, scrisse che:

È indubbio come Velázquez in questa fase abbia ancora da imparare dal collega italiano sotto il profilo stilistico. Ed è probabilmente la conoscenza dei ritratti berniniani che indirizza lo spagnolo verso un taglio vitale e presente delle mezze figure (un problema che Bernini ha già risolto brillantemente nei busti in marmo). Ma nello stesso tempo, Bernini comprende, grazie a Velázquez come far virare i propri autoritratti da una rappresentazione esteriore di vita e movimento, a un’acuta e malinconica meditazione sulla propria interiorità

Velázquez e Bernini: autoritratti in mostra
A cura di Francesco Federico Mancini
Nobile Collegio del Cambio, Perugia
Dal 22 giugno al 22 ottobre 2017

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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