Milo Manara: arte ed eros al MACRO Testaccio di Roma

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Milo Manara: arte ed eros al MACRO Testaccio di Roma

Una tavola di Milo Manara presente alla mostra

Il 26 maggio è stata inaugurata a Roma, presso l’area Pelanda del MACRO Testaccio, la mostra del maestro Milo Manara dal titolo MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana. L’esposizione ci racconta, attraverso 97 opere, un artista capace di cogliere e poi riprodurre con una grande forza espressiva, tematiche e trame care al pubblico, senza mai venir meno all’elemento distintivo che lo ha contraddistinto in tutta la sua carriera: quella forte tensione erotica suggerita dalle forme sensuali dei corpi e dalla sapienza nel ritrarre quei caratteri morfologici, nello specifico della donna, che sanno toccare, più di altri, le corde dell’animo umano.

In un filmato proiettato in una delle sale dell’esposizione, Manara racconta di sé:

In casa nostra i fumetti non sono mai entrati, perché allora c’era grande pregiudizio nei loro confronti. Si credeva che fossero diseducativi e disabituassero alla lettura. Io avevo poco più di vent’anni nel ’68, ero studente di architettura a Venezia e lavoravo per uno scultore spagnolo che in pieno franchismo era stato esiliato. Lui aveva una moglie francese e quindi in casa aveva tutte le novità provenienti da Parigi. È stato lì che sfogliando Jean-Claude Forest, ho conosciuto Barbarella e ho scoperto un nuovo universo di possibilità. Mi ricordo che decisi proprio in quel preciso momento che avrei fatto quel lavoro lì, avrei fatto proprio quello, per tutta la vita.

Una tavola tratta da Caravaggio realizzata dal maestro Manara

Il fil rouge della mostra si snoda intorno a due tematiche principali: da un lato il rapporto con Roma, l’immagine della città rievocata dalle tavole del maestro di Luson, che ha avuto modo nel corso della vita di sviluppare e consolidare un rapporto speciale con la città eterna. Dall’altra un percorso antologico che propone l’opera di Milo Manara degli anni ’70, ’80 e ’90 passando per le collaborazioni con l’amico Hugo Pratt, come nell’opera Tutto ricominciò con un’estate indiana, da cui deriva, con un gioco di parole, il nome stesso della mostra.

All’inizio del percorso troviamo di fronte a noi la prima sezione dal titolo La Roma di Caravaggio e i Borgia. Qui Manara riesce a dar sfogo alla sua passione per la storia, rievocando la figura di Michelangelo Merisi attraverso una timbrica perfettamente riconoscibile. La sensualità e la potenza erotica trovano invece una perfetta commistione con le trame e le vicende della famiglia Borgia, riscritte e sceneggiate da Jodorowsky. Gli intrighi e gli ardenti scandali della nobile famiglia, ben si sposano con la fantasia dell’artista che non perde l’occasione di rappresentare Roma come parte integrante della narrazione stessa.

In conferenza stampa, Manara ci parla del fascino della città eterna

Mi capitava di passeggiare per Roma con Federico Fellini. Lui spesso mi faceva notare la straordinaria bellezza notturna della città. Era solito parlare di organicità del paesaggio. Come se quei ruderi avessero un’anima, come se fossero degli enormi esseri viventi addormentati.

Una vignetta con Federico Fellini

E proprio dedicata a Fellini è la sezione Manara & Fellini. Il regista riminese sarà infatti, una figura chiave nella carriera del fumettista, che in conferenza spiega come avvenne il loro incontro:

Era il 1985, Fellini compiva 65 anni. Così, il giornalista Vincenzo Mollica aveva chiesto ad alcuni artisti di realizzare delle opere celebrative che sarebbero poi state esposte in un museo. Io accettai. Qualche giorno dopo mi giunse a casa la chiamata di Federico, il quale mi diceva di essere stato molto colpito da quella storia a fumetti. Fu l’inizio di una grande amicizia.

La mostra prosegue poi con una serie di illustrazioni realizzate per la rivista francese LUI che ritraggono con la solita piacevole sensualità alcune dive del cinema internazionale. Pur non essendo un appassionato di astrologia, Milo Manara si dedica anche all’oroscopo e realizza una particolare rivisitazione dello zodiaco in cui ciascun segno assume connotati suadenti e conturbanti movenze femminee, connaturandosi di uno spiccato senso erotico che mai abbandona le sue opere.

Il maestro Manara all’incontro con la stampa

MACROMANARA è un’antologica a tutto tondo, quindi, costruita per celebrare il maestro del fumetto italiano e che al contempo rende omaggio alla città di Roma, per secoli fonte di ispirazione di tanti artisti.

Manara, geniale interprete della sensualità femminile, non è solo il maestro dell’eros, ma un raffinato conoscitore della società, uno scrittore di storie, che nascono da un immenso background culturale e da una straordinaria abilità artistica.

La vita e le esperienze di tutti i giorni, costituiscono il calamaio da cui attingere, raccontando vicende capaci di catturare l’attenzione attraverso un linguaggio diretto e in grado di produrre un forte impatto emotivo e quasi fisico. Quella calda sensualità che trasuda dalle sue tavole non è un esercizio retorico, richiuso su se stesso, ma piuttosto il mezzo attraverso il quale perseguire il fine ultimo di una artista: raccontare una storia a chi è disposto a sentirla.

MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana
A cura di Claudio Curcio
MACRO Testaccio, Roma
Dal 26 maggio al 9 luglio 2017

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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