“Fortunata”: la Roma di borgata raccontata da Sergio Castellitto

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Fortunata: la Roma di borgata raccontata da Sergio Castellitto

Fortunata: la Roma di borgata raccontata da Sergio CastellittoFortunata è l’ultimo film diretto da Sergio Castellitto con la sceneggiatura della moglie Margaret Mazzantini, recentemente trionfatore al Festival di Cannes grazie all’intensità della storia, dei personaggi e degli attori che hanno saputo dare corpo ad una storia difficile.

Fortunata (Jasmine Trinca), dopo la fine di un matrimonio disastroso con Franco (Edoardo Pesce), uomo violento e gretto, vuole rincominciare avviando un’attività da parrucchiera. Ha una figlia, Barbara (Nicole Centani), una bambina controversa e particolare seguita dallo psicologo Patrizio (Stefano Accorsi), che andrà a destabilizzare il rapporto tra madre e figlia instaurando una relazione passionale con Fortunata. Tra i personaggi che popolano la vicenda vi sono anche Chicano (Alessandro Borghi), ragazzo bipolare e tatuatore che ha un rapporto tenero e romantico con Fortunata, che abita con la madre, ex attrice di teatro malata di Alzheimer, Lotte (Hanna Schygulla).

Il film ha echi e rimandi al Non ti muovere sempre di Castellitto tratto dall’omonimo libro della Mazzantini, nel quale spiccava il personaggio riuscito di Italia (Penelope Cruz), una donna ai margini della società che tenta di sopravvivere e che vive i sentimenti in maniera semplice e estrema. Nonostante qualche similitudine, Fortunata al contrario di Italia vuole emanciparsi e riscattarsi dal suo stato di degrado seguendo l’istinto, in maniera sconclusionata e primitiva, candidamente.

Il film delinea molti personaggi incastrati tra loro e cerca di dare uno sguardo di insieme alla realtà attuale, del nostro contesto storico, tra donne in velo sui tram e comunità asiatiche. Il regista fa una panoramica, pertinente e esauriente, di quella che è la società, con i suoi chiaroscuri e con le sue antinomie. Con questo film ci immergiamo nel substrato della vita di una città cosmopolita come Roma e, allo stesso tempo, chiusa e piena di miseria e dolore. Fortunata è un ritratto riuscito e fatto con il cuore dei nostri giorni. Il mondo acerbo e complicato dei personaggi ci fa scorgere tratti di umanità e dinamiche relazionali complesse e a tinte forti.

Ci sono soggetti intensi e ben interpretati come Fortunata: l’attrice Jasmine Trinca, verace e viscerale, ha meritatamente vinto per questo ruolo il premio come Migliore attrice nella sezione Un Certain Regard del Festival di  Cannes. Ma anche Edoardo Pesce ha saputo interpretare al meglio il personaggio di Franco, volgare e verosimile nel suo approccio materialistico alla vita.
Tra i personaggi poco riusciti invece c’è quello di Patrizio, ovvero Stefano Accorsi, la cui l’interpretazione è forzata e stridente con il resto dell’opera.
Il film ha attimi realisti e commoventi come il rapporto di Fortunata con le altre ragazze di borgata o con la figlia Barbara, molto credibile nella parte, fortemente comunicativa a livello non verbale. C’è qualcosa di lirico e fuori dagli schemi anche in Lotte e suo figlio Chicano, ma il loro disagio ha qualcosa di troppo ridondante e fuorviante: il disagio mentale è stereotipato, a differenza de La Pazza Gioia di Virzì per esempio, dove si cerca di guardare dentro il disagio per trovarci una risposta al male di vivere.

Fortunata: la Roma di borgata raccontata da Sergio CastellittoFortunata è un personaggio sfortunato che cerca di barcamenarsi nella vita di tutti i giorni. È bella e disperata, prorompente sessualmente, ma non riesce a dimenticare il suo travagliato passato. È intensa e colorata, sopra le righe.

È difficile raccontare la borgata ai livelli di Ragazzi di vita di Pierpaolo Pasolini: Castellito ha fatto un tentativo in taluni tratti riuscito, in altri no. Il suo errore principale è stato forse quello di voler raccontare troppe storie: questo film non scava mai fino in fondo nelle esistenze dei personaggi, ma se si vuole raccontare l’abisso non si può rimanere in superficie.

Fortunata è comunque un film da vedere, che fa riflettere su temi cruciali della vita: Fortunata, con il suo mondo variopinto, è un personaggio che porti con te a casa e che impari ad amare. In lei convivono le contraddizioni, proprie di ognuno di noi.

Margherita Adduci per MIfacciodiCultura

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