Se vi dicessero che “Girls Just Want To Have Fun” è in realtà una cover, come reagireste?

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Se vi dicessero che “Girls Just Want To Have Fun” è in realtà una cover, come reagireste?

Se vi dicessero che "Girls Just Want To Have Fun" è in realtà una cover, come reagireste?
Bob Dylan

Quante volte vi siete ritrovati a cantare a squarciagola uno dei successi più virali della terra? Brani che hanno corso lungo le onde radio per mesi, in vetta alle classifiche per anni e che, a distanza di tempo, non smettono di emozionare e far muovere le nostre labbra a ritmo?

Brani che sono diventati le colonne sonore di momenti specifici della nostra vita: pensiamo ad esempio alla celebre Hallelujah, ballata dal suono dolce e melodico o ancora al successo straordinario di Torn, hit del 1997.

Capita spesso: queste canzoni ci si piazzano in testa, ci piacciono e ci convincono che l’artista che le interpreta sia un vero genio della musica, che quell’uomo o quella donna lì sul palco davanti a noi, abbia saputo dar vita ad un evergreen mozzafiato.

Il successo di queste canzoni ha reso famosi cantanti come Natalie Imbruglia, Cyndi Lauper, Jeff Buckley, Beyoncé, Gary Jules o gruppi come i Fall Out Boy, Blondie. Persino i Nirvana cantavano pezzi non loro!

Spulciando sulla rete, ciò che viene a galla è a dir poco sorprendente: una miriade di paternità (o maternità) confuse e incerte che lasciano intontiti e stupiti.

Scopriamo allora chi si cela dietro alcuni dei successi che siamo abituati ad ascoltare.

Se vi dicessero che "Girls Just Want To Have Fun" è in realtà una cover, come reagireste?
Fall Out Boy

Chi l’avrebbe mai detto che proprio la celebre Girls Just Want To Have Fun prima che da Cyndi Lauper, fosse stata scritta da un uomo, Robert Hazard? O che If I Were a Boy cantata da Beyoncè fosse in realtà di una giovane cantautrice, BC Jean che si vide rifiutare il pezzo dalla propria casa discografica?

Anche il successo planetario di Eric Clapton, Cocaine, era in realtà un brano di JJ Cale.

Sinead O’Connor divenne famosa in tutto il mondo per Nothing Compares 2 You, ma il pezzo venne cantato per la prima volta da Prince.

Il disco MTV Unplugged dei Nirvana datato 1994, è in realtà un disco che raccoglie, oltre che ad una serie di rivisitazioni di brani propri, anche le cover di The man who sold the world di David Bowie e Where did you sleep last night di Leadbelly, nome d’arte di Huddie William Ledbetter ed esponente del blues.

Me and Bobby McGee, cantata dalla splendida Janis Joplin, è in realtà un brano di Kris Kristofferson.

Anche la famosissima I’ll always love you cantata da Whitney Houston è in realtà stata eseguita per la prima volta da un’altra cantante: Dolly Parton.

I Fall Out Boy nella loro Centuries hanno ripreso gran parte del brano di Susanne Vega, Tom Diner.

Ovviamente il debutto di Natalie Imbruglia nel 1997 con Torn è da considerare in parte merito del gruppo rock Ednaswap, cui spetta la paternità del brano.

Jimi Hendrix portò al successo All Along the Watchover, brano di Bob Dylan.

La colonna sonora del famoso film Donnie Darko, Mad World, interpretata da Gary Jules e diventata un vero e proprio cult, è in realtà una canzone incisa nel 1982 dal gruppo inglese Tears of Fears.

Ma anche in Italia non mancano i casi di cover (o forse meglio dire rivisitazioni) che col loro successo hanno oscurato i brani originali.

Basti pensare ad esempio a Meraviglioso, brano rispolverato da i Negramaro ma in realtà di Domenico Modugno, oppure Alta Marea di Venditti, il quale reinterpretò il brano di un cantante pop-rock neozelandese (Don’t dream it’s over).

Se vi dicessero che "Girls Just Want To Have Fun" è in realtà una cover, come reagireste?
Prince

O ancora: A Mano A Mano, canzone resa famosissima da Rino Gaetano ma in realtà di Cocciante, Ad ogni costo di Vasco Rossi, rivisitazione testuale del brano Creep dei Radiohead di cui ha utilizzato la parte musicale.

Per finire: vale la pena ricordare (a scanso di equivoci) che Hallelujah è del canadese Leonard Cohen. Tuttavia, bisogna ammettere che la strepitosa e struggente interpretazione di Jeff Buckley ottenne un successo tale da aver reso quasi l’originale la vera cover.

Sembrerebbe dunque lecito chiedersi il motivo per cui queste canzoni siano arrivate al successo solo in un secondo momento, passando tra le corde di cantanti (o meglio dire interpreti) cui non spetta la paternità. O anche, se il debutto  di alcuni degli artisti ad oggi giorno più noti (e che di fatto hanno contribuito a dare peso alla scena musicale mondiale) non sia dovuto al lavoro di cantanti semi-sconosciuti che, per una serie di improbabili coincidenze, non hanno avuto l’opportunità di brillare.

Chissà… L’unica cosa certa è che il mondo della musica nasconde miriadi di sorprese, verità omesse e forse anche piccola bugie.

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

 

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