Narrativa ed empatia: la lettura ci rende persone migliori nella società

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Narrativa ed empatia: la lettura ci rende persone migliori nella società

Narrativa ed empatia: la lettura ci rende persone migliori nella società
Keith Oatley,

Keith Oatley, romanziere e docente di Psicologia all’Università di Toronto, ha raccolto in uno studio neuroscientifico tutte le ricerche che fino a oggi hanno riguardato gli effetti che la narrativa ha sul nostro cervello. Il tutto è stato pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences. Secondo i differenti contributi che sono stati coinvolti in questo lavoro, la letteratura sarebbe un ottimo strumento per migliorare e affinare l’empatia con le altre persone, puntando a una effettiva sfocatura della tendenza ad agire con pregiudizi e potenziando le proprie capacità relazionali all’interno della società.

Lavorando sull’empatia, la letteratura – nella sua mimesi del sociale – aumenterebbe le nostre abilità di interazione con il mondo in quanto ci consente di interpretare meglio, con più acume, le emozioni e gli stati d’animo di chi abbiamo intorno. Ma nel fare questo, secondo la ricerca di Keith Oatley, non solo si attua un miglioramento di noi con gli altri bensì viene a manifestarsi uno stesso perfezionamento nel rapporto di noi con noi stessi, una crescita personale nella comprensione della propria persona.

Nel suo studio scientifico, Keith Oatley ha sfruttato il contributo di personalità di spicco nel mondo delle scienze umanistiche per avvalorare la tesi di una letteratura che aiuta a vivere meglio: parliamo di un Proust, di un Forster, di un Platone. All’inizio della stesura scritta dello studio riportato sul sito della rivista, si può leggere:

Plato distrusted literary art and wrote of it as a “mimesis”, an imitation. He argued that, in daily life, we see only shadows, not unchanging truths, such as those of mathematics.

Platone diffidava, dunque, dell’arte letteraria e scrisse a tal proposito parlando di una mimesi, un’imitazione, una simulazione del reale. Secondo Platone, nelle nostre vite quotidiane, vediamo solamente ombre, non verità immutabili, come quelle matematiche. In Aristotele, la stessa mimesi è il fulcro del pensiero che vede una relazione tra l’imitazione e la metafora: così come la metafora permette di associare termini che altrimenti non si accosterebbero, accrescendo la nostra conoscenza in vista di un inedito legame e artificiale correlazione, così l’imitazione non modifica l’oggetto imitato in sé ma coglie qualcosa che altrimenti ci sfuggirebbe.

La narrativa riporta una simulazione della realtà che ci circonda, una serie di imitazioni che noi possiamo cogliere e confrontare con la nostra vita quotidiana in modo da non guardarci intorno sempre con gli stessi occhi ma poter osservare e percepire tutto in maniera non ordinaria. La letteratura lascia a ogni lettore una zona di libertà, secondo Keith Oatley, perché, nel coinvolgerci emotivamente, ogni scrittore ci dona la possibilità di attivare la nostra immaginazione per figurarci ciò che viene narrato. La nostra mente completa quello che lo scrittore ci offre, costruendo dentro di noi un mondo più complesso di quello presentatoci. Proprio «chi si impegna in questo sforzo di simulazione riesce meglio a capire gli altri», afferma Keith Oatley.
Narrativa ed empatia: la lettura ci rende persone migliori nella societàGli scrittori ci danno suggerimenti e noi li rielaboriamo nella nostra mente, sviluppando capacità che migliorano il nostro stare nel mondo e il nostro grado di empatia con gli altri proprio perché abituati ad andare oltre il dettaglio fornitoci.

L’importante è che nel testo che leggiamo vi sia una storia. Se ci dedichiamo alla lettura di un saggio, un effetto come quello appena descritto sul nostro cervello non ha luogo. Ciò che conta è che vi sia una trama di spessore psicologico.

The social world is complex and, although we humans are good at understanding others, we are not always that good; literary simulations help us to improve.

Keith Oatley, qui, ci dice come in definitiva il mondo sia probabilmente eccessivamente complesso per giungere a una sua totale comprensione, e le nostre capacità non sono così evolute; ma con le simulazioni del reale che giungono dalla letteratura, noi possiamo aiutarci a migliorare, possiamo allenare ed educare le nostre abilità. E questo avviene perché con la lettura ci è permesso di vivere tante realtà quante sono quelle in cui sono calati i personaggi che incontriamo, e possiamo così mettere mano in molteplici vite differenti.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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