GelosaMente – “Una questione privata” di gelosia: la storia di Milton nel romanzo di Beppe Fenoglio

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GelosaMente – Una questione privata di gelosia: la storia di Milton nel romanzo di Beppe Fenoglio

GelosaMente – Una questione privata di gelosia: la storia di Milton nel romanzo di Beppe FenoglioSe c’è un romanzo che meglio di tutti dipinge lo stato di incertezza e angoscia interiore generato dalla gelosia, questo è Una questione privata (1963) di Beppe Fenoglio. Questo libro, anche a distanza di anni, rievoca nella mente del lettore un invincibile senso di gelo, che scaturisce primariamente dal clima e dalla costante nebbia del novembre 1944, tempo in cui è ambientata la vicenda, ma certamente anche dallo sconforto e dalla malinconia da cui è afflitto il personaggio principale. Il protagonista della vicenda è un giovane partigiano, Milton, un ragazzo appassionato della sua causa, ma anche della musica e della letteratura anglosassone. Ed effettivamente, a riscaldare il suo cuore in quei giorni freddi di abbandono, sono proprio le poesie e le canzoni che spesso gli tornano in mente, soprattutto perché gli ricordano la ragazza con cui, prima della guerra civile, li condivideva. Questa ragazza è Fulvia, una giovane torinese che aveva subito fatto innamorare Milton con la sua bellezza e la sua spigliatezza, quando si incontrarono per la prima volta ad Alba. Tuttavia, Fulvia aveva molti ammiratori; Milton, timido, non osò mai dichiararle il suo amore, preferendo manifestare il suo sentimento indirettamente, attraverso tante piccole ma assidue attenzioni: lettere, traduzioni di poesie, dediche di canzoni. Tutto il romanzo è punteggiato di riferimenti alla cultura anglosassone: canzoni come Somewhere over the rainbow, Deep purple, romanzi come Tess dei d’Ubervilles, che andavano a costituire un vero e proprio linguaggio in codice nel rapporto tra i due giovani. Tutte queste citazioni, che vengono continuamente alla mente di Milton e agli occhi del lettore, servono per ricordare e ricreare quello stato di grazia in cui si trovava il protagonista mentre era in compagnia di Fulvia.

Interviene poi la guerra a rompere l’idillio sentimentale: le Langhe, da teatro d’amore, si trasformano in un teatro di guerra.

Per le colline mai aveva provato tanta nausea, mai le aveva viste così sinistre e fangose come ora, tra gli squarci della nebbia. Le aveva sempre pensate, le colline, come il naturale teatro del suo amore […] e gli era invece toccato di farci l’ultima cosa immaginabile, la guerra.

Scena del film in uscita Una questione privata dei fratelli Taviani, tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio

L’unico legame rimasto con Fulvia è nel ricordo. Un giorno, sprezzante dei pericoli, Milton decide di vivificare quel ricordo ritornando alla villa di Alba dove aveva conosciuto la ragazza. Qui trova però solo l’anziana custode, che gli spiega che Fulvia è tornata a Torino, dunque la casa è deserta. Gli permette tuttavia di entrare, e lui può così rivedere quelle stanze tanto care. È a questo punto che entra in gioco la gelosia, per il tramite della custode, che rivela a Milton come, nell’ultimo periodo ad Alba, Fulvia si fosse vista spesso con Giorgio, un altro giovane partigiano nonché amico del protagonista. Questa novità turba completamente l’equilibrio mentale di Milton, che, con il piacevole ricordo di Fulvia, si era costruito un rifugio mentale che lo proteggeva dalle asperità del tempo di guerra.

Ora invece scopre che Fulvia preferiva Giorgio a lui; dunque, probabilmente, non lo aveva mai ricambiato. Tutte le sue certezze crollano; improvvisamente, si ritrova a pensare: «Più niente m’importa. Di colpo, più niente. La guerra, la libertà, i compagni, i nemici. Solo più quella verità». “Solo più” quella verità: un efficace regionalismo piemontese per sottolineare come a Milton interessasse ormai soltanto scoprire la verità del rapporto di Fulvia con Giorgio. Chi tra i due Fulvia amava veramente?

GelosaMente – Una questione privata di gelosia: la storia di Milton nel romanzo di Beppe Fenoglio
Beppe Fenoglio

È così che alla questione pubblica, la guerra in corso, viene a sovrapporsi, nella mente di Milton, la propria questione privata; il ragazzo entra in una spirale di ossessione e sensi di colpa, che gli impedisce di concentrarsi sulla guerra e che lo fa tornare sempre, con la mente, all’immagine di Fulvia. Alle loro canzoni. Alle loro letture. Alle loro lettere. Non riesce più a dormire; il suo cervello sembra disintegrarsi. Milton, nella sua ossessiva follia, riecheggia il comportamento dell’Orlando furioso ariostesco, un vero e proprio modello letterario per Fenoglio.

Come scoprire la verità su Fulvia e su di chi fosse innamorata? Chiedendo esplicitamente conto a Giorgio del suo rapporto con Fulvia, poiché lei, fino alla fine della guerra, sarebbe rimasta irraggiungibile. Tuttavia, parlare con Giorgio non si rivela semplice. Di mezzo c’è la guerra, nella persona dei fascisti, costantemente alla ricerca dei partigiani per eliminarli. Non a caso, la guerra impone di cancellare dalla mente le cose della vita di prima, cioè della vita normale. «Le cose di prima a dopo, a dopo!».

GelosaMente – Una questione privata di gelosia: la storia di Milton nel romanzo di Beppe Fenoglio
John Milton, “Paradise Lost”

Tuttavia, Milton non riesce a fare a meno di Fulvia e del suo ricordo, perché d’altronde è l’unica cosa che lo spinge verso il futuro, che lo sprona ad affrontare la guerra. Nell’esordio del romanzo, il protagonista afferma: «Quando la rivedrò? […] il giorno stesso che la guerra finisce correrò a Torino a cercarla. È lontana da me esattamente quanto la nostra vittoria».

Ma quando subentra la gelosia a minare l’immagine pura di Fulvia, viene meno l’ardire di affrontare la sfida bellica, e il futuro sembra, come la ragazza, sfumare in lontananza, irraggiungibile, oscurato da una nebbia sempre più fitta. Non vi svelo il finale del romanzo, ma vi invito a leggerlo, perché è una delle più belle opere sulla Resistenza che siano mai state scritte; una poesia in prosa, dedicata ai sentimenti individuali che venivano annullati e calpestati dalla violenza della guerra civile. E alla fine del libro, capiremo perché Milton ha scelto proprio questo nome di battaglia: lui lotta per un paradiso che forse è già perduto, se non nella sua mente, nei ricordi, in un mondo oltre l’arcobaleno – over the rainbow.

Arianna Capirossi per MIfacciodiCultura

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