#TravelConnection – Oman, meta per viaggiatori attenti

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Oman. Fino a qualche anno fa non avremmo scommesso sulla sua posizione sul planisfero. Oggi sta diventando una meta di punta per il turismo, incentivato da strutture ricettive di altissima qualità e da una compagnia aerea di bandiera, Oman Air, nata appositamente per portarci senza scali intermedi a visitarlo.

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Muscat

L’attuale reggente del territorio omanita, il Sultano Qabus, molto illuminato e lungimirante, sta cercando di incentivare il turismo occidentale lì dove prima non esisteva e non era concepibile potesse esistere.

Un modo per sganciarsi almeno in parte dall’unica fonte di reale sostentamento, quella petrolifera.

Nell’ultimo periodo mi imbatto sempre più spesso in turisti che vivono la meta come una nuova Sharm El Sheik o un’alternativa ai vicini Emirati Arabi.

Ma l’Oman non è questo.

Non è l’Egitto e non è Dubai.

L’Oman è un Paese ”nuovo”, costruito dagli anni ’80 in poi, ma lontanissimo dalle strutture da ”parco dei divertimenti per ricchi” tipiche dei suoi vicini di casa e altrettanto distante dalle costruzioni prettamente turistiche del Mar Rosso.

Le strutture turistiche si stanno incrementando, ma non esiste, per ora e speriamo per sempre, la volontà di trasformare il territorio in qualcosa che snaturi la cultura del luogo.

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Quarto Vuoto

E non ci troverete palazzi antichi o piramidi da visitare, tanto meno quartieri costruiti come appendici di un modo occidentale o percorsi tracciati solo per i visitatori.

La bellezza dell’Oman è proprio questa, ogni passo che muoverete nei suq, che siano nella zona di Muscat, la capitale, o al sud a Salalah, per le strade, nelle moschee e tra la gente, sarà autentico. Non spettacolare per il suo passato, ma vero nel suo essere totalmente nuovo al mondo del turista.

L’Oman è essere guardati per strada tra il curioso e lo stupito, essere fermato da qualcuno con la frase ”posso farti una foto” esattamente come noi siamo soliti fare ovunque durante i nostri viaggi e di norma senza chiedere permesso.

È raggiungere i 2000 metri sulla vetta del Jabal Al Akhdar, la montagna rocciosa a picco sul canyon, riempiendovi gli occhi e i ricordi di quel paesaggio mozzafiato.

È svegliarsi all’alba e assistere al mercato del bestiame di Nizwa dove gli animali vengono fatti sfilare in circolo di fronte a una moltitudine di potenziali clienti, proprio alle porte del suq, moderno e lustro in una rigorosa architettura anni ’90.

È bere un bicchiere di limone e menta a un moderno bar guardando il golfo, a 48 gradi e non voglio sapere quanto tasso di umidità, vicino a un tavolo di donne velate con solo gli occhi scoperti che ti guardano con la stessa incapacità di comprendere che abbiamo noi verso di loro.

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Mercato del bestiame di Nizwa

È entrare per chilometri nel deserto Rub ‘al- Khali, il Quarto Vuoto, quella parte che Allah creò quando divise l’universo in quattro parti: cielo, terra, mare e vuoto. Guardare il tramonto dalle dune, mangiare e ballare intorno al fuoco, bere un caffè omanita prima di dormire con le orecchie che sembrano non riconoscere tutto quel silenzio e il cielo foderato di stelle che sembra sfiorarti la testa.

L’Oman è l’incanto di scoprire ogni dettaglio di una terra che non avete mai visto e che chissà per quanto potrete ancora vedere così.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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