Sidney Pollack, il cinema e la coerenza artistica

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Sidney Pollack, il cinema e la coerenza artistica

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Sul set di “Tootsie”

Sydney Pollack, nato a Lafayette il 1° luglio 1934 e morto a Pacific Palisades il 26 maggio 2008 è stato un grande regista, attore e produttore cinematografico statunitense.

Pollack da bambino avrebbe voluto fare il dentista, ispirato dal padre farmacista. In seguito al divorzio dei genitori e alla morte della madre per alcolismo, all’età di 17 anni seguì a New York il fratello Bernie, che di professione faceva il costumista, e iniziò a studiare recitazione alla Neighborhood Playhouse, dove lui stesso insegnò poi per anni.

Quasi per caso dunque si ritrovò nel bel mezzo di quel mondo che poi sarebbe stata tutta la sua vita. Proprio alla Neighborhood Playhouse Pollack piantò le radici di tutta la sua carriera, legandosi a persone che sarebbero poi diventati fondamentali nella sua futura carriera. Tra questi ricordiamo David Rayfeld, che diventerà il suo sceneggiatore abituale.

I primi anni di Pollack come regista sono indissolubilmente legati alla televisione, ma non appena la Paramount gli propose di lasciare la televisione per dedicarsi al cinema Pollack non se lo fece ripetere due volte e con il rischio del salto nel vuoto nel 1964 esordì con La vita corre sul filo.

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La mia Africa

Gli anni Sessanta furono densissimi di produzioni di vari generi, che servirono a Pollack come terreno fertile di sperimentazione, fatto di prove ed errori che lo portarono nel 1969 alla realizzazione del capolavoro drammatico dal titolo Non si uccidono così anche i cavalli?, che ottenne nove nomination agli Oscar.

Gli anni Settanta marcheranno definitivamente il legame tra Pollack e Robert Redford e saranno densi di produzioni che sanciranno il ruolo di Pollack all’interno di una corrente Hollywoodiana insolita, caratterizzata da una revisione nuova e un po’ eccentrica dei temi Hollywoodiani classici. Sono un esempio film come Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), Come eravamo (1973), Il cavaliere elettrico (1979).

Gli anni Ottanta furono invece gli anni del successo, quello vero, quello condiviso, che stabilirono il posto fisso per Pollack tra i registi più apprezzati al mondo. È in questi anni che vengono realizzati alcuni dei film più amati di sempre negli USA e nel mondo. Tra questi troviamo Tootsie (1982), che ottenne addirittura dieci nomination agli Oscar e incassò ben 177 milioni di sollari negli USA, e La mia Africa. Quest’ultimo, da sempre messo in discussione dalla critica, con 87 milioni di dollari negli USA al botteghino nel 1985 e sette premi su undici nominations agli Oscar, rappresenta ad oggi un’opera intramontabile, che riesce a lasciare milioni di spettatori in tutto il mondo a bocca aperta anche a distanza di più di trent’anni.

Sydney-Pollack orizzontale (1)Gli anni Novanta saranno un decennio in equilibrio tra insuccessi e grandi risalite, tra le quali ricordiamo nel 1993 Il Socio, che incassò negli USA 158 milioni di dollari, costruito su misura per Tom Cruise, indimenticabile in quel ruolo.

Nel 2005, dopo una lunga pausa alla regia, Pollack fa il suo grande ritorno con The interpreter, un saluto in grande stile per un regista che nella sua carriera in fondo tutto ha voluto fare in grande stile. Ci piace ricordarlo così, come un uomo che ha sempre scelto il meglio, sempre coerente con se stesso, come un uomo che ha saputo non rinunciare mai alle sue ambizioni, valorizzando sempre i suoi interpreti e non abbandonando mai, nonostante le mille trappole di Hollywood, i suoi valori artistici.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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