Quando gesto e luce si intrecciano: Giacomo Montanaro e il cortocircuito tra mente e corpo

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Quando gesto e luce si intrecciano: Giacomo Montanaro e il cortocircuito tra mente e corpo

Acido e graffi su carta fotografica, cm 180×120 © Giacomo Montanaro

La pratica del disegno, il dinamismo futurista, l’action painting e il linguaggio della body art si amalgamano in un corpo a corpo tra artista e supporto. C’è tensione tra immaginazione e impulso, tra tradizione figurativa e astrattismo, nelle opere di Giacomo Montanaro, artista nato a Torre del Greco nel 1970.

Laureatosi nel 1993 all’Accademia di Belle Arti di Napoli con Augusto Perez, Montanaro comincia ad esporre regolarmente a partire dal 1999. La sua ricerca artistica comincia nel solco della tradizione figurativa e ha come elemento cardine la figura umana. Ombre di manichini si muovono in un’atmosfera cupa, con la fatica di chi lotta per accaparrarsi uno spazio; la pittura ad olio e ad acrilico è rapida, il tratto essenziale. La figura umana è rappresentata come una marionetta senza nome, senza un’identità, riflette una condizione esistenziale condivisa.

Dai segni nervosi degli inchiostri su carta, Giacomo Montanaro continua il suo percorso artistico con gli acidi su carta fotosensibile.  In un gioco di colori brillanti, la figura umana, in un movimento nervoso, a scatti, si porta dietro una scia di luce, una matassa ingarbugliata. Dal supporto emerge chimicamente l’emozione in una corsa contro il tempo dell’asciugatura della carta, e la varietà cromatica è dettata dall’istinto, dall’emozione improvvisa che muove mente e corpo.

Dalla corrosione emergono radiografie di corpi che emanano una luce interna, come stessero per esplodere tanta è l’energia che racchiudono. Un’energia compressa in una morsa di tenebra.

Performance Vesuvio quota 1000, acidi e graffi su carta fotografica, cm 120×180 © Giacomo Montanaro

Le performance di Giacomo Montanaro sono intense e cariche di teatralità. È un atto liberatorio che coinvolge tutto il corpo ad una velocità strepitosa, uno stato di convulsione emotiva che si traduce in action painting. Tra l’artista e il supporto c’è una relazione intima, insieme amorevole e rabbiosa, un amplesso che ha una radice spirituale e che è la traduzione di un’esigenza, di un istinto che non può essere soffocato. I gesti si susseguono rapidi in un rito di liberazione momentanea dalle convenzioni, come in uno stato di trance. Giacomo Montanaro accetta la casualità e la insegue a velocità esasperata.

Corpo e spirito si contorcono a favore di un’espressione urgente tesa alla conoscenza emotiva e corporea di se stesso. È un cortocircuito tra mente e corpo che cattura la luce, filtra l’immaginazione e si trasforma in libertà assoluta. Paradossalmente le performance dell’artista torrese sembrano un rifugiarsi in sé uscendo da sé. Il supporto, steso a terra, si fa tramite tra corpo e desiderio, tra mente e ambiente.

In Giacomo Montanaro convivono controllo, consapevolezza, azzardo e velocità. La pittura è come un combattimento, una lotta contro il tempo e le convenzioni dettate dalla conoscenza della cultura figurativa che controlla l’impulso della mano. La tensione creativa passa dall’artista al supporto e dal supporto si trasmette allo spettatore. L’artista cerca di creare un equilibrio tra vari attriti.

In the middle of nowhere – Untitled 48 (2013), acidi su carta fotosensibile, 120×140 cm

Con la serie In the middle of nowhere sparisce ogni traccia di figura umana ed emergono relitti industriali in totale stato di abbandono. Si tratta di un approdo più lirico e incantato, la pittura è più liquida. L’acido è usato come un acquerello a creare luoghi indefiniti, un tessuto di riferimenti palesi e interpretazione criptica. Sogno e realtà, impossibile, invivibile e atmosfere sospese. Il tratto è di volta in volta aggressivo o evanescente, la visione sempre vivida e guidata da contrasti cromatici e chiaroscurali. L’attenzione si è quindi spostata dalla figura umana alla potenza espressiva dei volumi artificiali.

Il percorso artistico di Giacomo Montanaro tende alla ricerca di un rapporto immediato e primordiale con la materia, attingendo al proprio mondo interiore e alla costante relazione con il pubblico. La pennellata, protagonista assoluta, è gesto per dare forma al nulla e immortalare il punto di congiunzione tra anima e corpo.

Sito dell’artista

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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