Arriva in Italia la Cannabis Light di EasyJoint: un primo passo verso la legalizzazione?

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Arriva in Italia la Cannabis Light di EasyJoint: un primo passo verso la legalizzazione?

Arriva in Italia la Cannabis Light di EasyJoint: un primo passo verso la legalizzazione?Cannabis Light è il nuovo prodotto della EasyJoint, presentata alla fiera internazionale della canapa di Casalecchio di Reno (Bologna). La particolarità di questa sostanza è che, stando alla legge, è assolutamente legale: benché rimanga il divieto di vendita ai minorenni, avendo un contenuto bassissimo di delta-9-tetraidrocannabinolo (o Thc), inferiore alla soglia dello 0,6%, può essere coltivata senza incappare in problemi legali. D’altro canto, la sostanza possiede alti livelli di cannabidiolo (Cbd), un cannabinoide legale dai forti effetti ansiolitici. Quindi, la sostanza sarebbe utilizzabile anche in campo erboristico, soprattutto per placare stati di ansia o, semplicemente, per favorire il rilassamento.

Il Thc è il responsabile dell’effetto psicotropo della cannabis, quindi a rigor di legge non dovrebbe avere effetto su chi ne fa uso, essendo presente in così bassa concentrazione. Il problema però, che è poi quello alla base della querelle su quanto la cannabis sia dannosa, è che ogni individuo reagisce diversamente a questo principio; inoltre, gli effetti possono essere diversi in base alla somministrazione. Infatti, tramite la combustione i livelli di Thc possono variare.

Ma nonostante i potenziali dubbi, la Cannabis Light, sul sito di EasyJoint sta spopolando: dopo poche ore dalle vendite online, lo shop ha dovuto interromperne la vendita per le troppe richieste. Quindi, al momento, non potete ordinarla (nel caso vi avessimo provocato un moto di di curiosità…).

Arriva in Italia la Cannabis Light di EasyJoint: un primo passo verso la legalizzazione?EasyJoint ha ammesso di aver preso l’idea dal precedente svizzero: Alessia Caverzasio, 36 anni, ha infatti studiato e prodotto un tipo di cannabis capace di passare i test svizzeri sugli stupefacenti. Badate bene: in Italia non è comunque legale per i suoi livelli di Thc e Cbd, anche se i clienti del nostro paese sono quasi il 30%. Vedendo la possibilità di un buon profitto, la EasyJoint non ha tardato a emulare l’idea dei nostri cugini. Il problema del precedente elvetico era principalmente l’assoluta somiglianza con la normale Cannabis – quella illegale -: solo test di laboratorio possono certificare quale sostanza sia quella in possesso. Il problema qui si apre dunque per i minorenni, che potrebbero facilmente incappare in sostanze considerate illegali; senza contare l’ovvio problema di frodi varie ed eventuali.

La Cannabis Light italiana da molti viene considerata un sottoprodotto, praticamente quella parte che viene scartata quando ci si rolla una canna: ma è anche vero che l’alternativa di EasyJoint costa 17 euro per 8 grammi. Certo molto meno di quanto costa la marijuana classica e i cui proventi finiscono totalmente sul mercato nero.

Proprio questo è il problema: sconfiggere un mercato totalmente illegale, dove la merce può essere tutt’altro che buona (la Cannabis comprata dagli spacciatori non è sempre così pura e pulita). Inoltre, si tratterebbe di un commercio che esclude sempre e comunque i minori, che nonostante tutto rimangono grandi fruitori di ganja. Aveva suscitato molto scalpore il caso del ragazzo di Lavagna, che si è lanciato dalla finestra per scappare dalla possibile condanna per la detenzione di sostanze illegali.

La lotta alla legalizzazione delle droghe leggere è di lunga data, e se siete abbastanza giovani potete ricordare la famosa Ohi Maria degli Articoli 31, tra le tante canzoni che inneggiano alla liberalizzazione delle droghe leggere (per non parlare del famoso Legalización ). La lunga lotta aveva subito una forte botta d’arresto con la Fini-Giovanardi, dove le droghe pesanti e quelle leggere (le ultime non creano dipendenza rispetto alle prime) erano state equiparate. La legge è stata bocciata dalla Corte Costituzionale, annullando di conseguenza le condanne per detenzione di sostanze stupefacenti per chi non fosse in possesso di droghe pesanti. Ma, al momento, nessuna legge sembra all’orizzonte.

Arriva in Italia la Cannabis Light di EasyJoint: un primo passo verso la legalizzazione?
Ohi Maria – Articolo 31

La Cannabis, di cui in Italia è permesso l’uso terapeutico ma con diverse legislazioni per ogni singola Regione, suscita da sempre grande dibattito: la comunità scientifica non riesce a stabilire quanto possa essere effettivamente dannosa. C’è chi sostiene che dal consumo di marijuana si passi poi a quello delle droghe più pesanti; c’è chi sostiene che in verità causi comunque una dipendenza; difficile dire quali siano i veri effetti psicotropi.

Umberto Veronesi, in un celebre pezzo su L’Espresso, si era apertamente schierato per la legalizzazione, sostenendo che alcol e sigarette – monopolio di stato – fossero senza dubbio alcuno più dannose della Cannabis. Sempre qui tuonò Saviano, con il motto Libera canna in libero Stato. Il problema del monopolio mafioso sul commercio delle droghe, leggere o pensati che siano, è un altro motivo di discussione per chi vorrebbe legalizzare: perché non guadagnare da questo commercio, levando il monopolio alle mafie?

EasyJoint, con la sua Cannabis Light, non ha certo risolto una battaglia di questo tipo, che accosta pareri scientifici a semplice bigottismo: siamo certi però che darà l’idea, allo Stato, del reale introito che potrebbe pervenire dal commercio di questa sostanza.

E al denaro, alla fine, nessuno sa dire così facilmente di no.

Marco Cappato intanto, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni e rappresentante dei Radicali, venuto alla luce nelle cronache per il caso di Dj Fabo, si è messo a vendere semi di Canapa per un contributo minimo di 3 euro. Nel dubbio, “Coltiva e fuma la tua“.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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