Milano inclusiva: l’architettura per tutti durante la Milano Arch Week

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Milano inclusiva: l’architettura per tutti durante la Milano Arch Week

Milano inclusiva: l'architettura per tutti durante la Milano Arch Week
Palazzo della Regione Lombardia

Dal 12 al 18 giugno 2017 verrà consacrata a Milano la settimana dell’architettura il cui progetto è promosso dal Comune e con la partnership del Politecnico e della Triennale di Milano. Il direttore artistico Stefano Boeri ha annunciato ospiti di fama internazionale: la prima edizione della Milano Arch Week avrà il suo fulcro nelle sale della Triennale di Milano oltre che nel Teatro Burri del Parco Sempione.

Ci aspetta dunque una settimana di iniziative, lezioni aperte al pubblico, letture, performance, incontri dedicati all’architettura, il cui focus si struttura trasversalmente intorno alle tematiche relative alle trasformazioni in atto nella città contemporanea. Il concetto di trasformazione difatti si riferisce più precisamente all’evoluzione dei comparti urbani e a come questi possano essere intesi nella globalità del sistema urbano. Di recente il dibattito ha riguardato la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi e delle periferie, e la rivalorizzazione delle aree verdi agricole e rurali. Con il termine trasformazione si vuole inoltre includere la ricostruzione delle aree nel post-terremoto oltre che le trasformazioni del mercato dei materiali edili e le conseguenti innovazioni tecnologiche.

La Milano Arch Week è l’evoluzione del Festival Mi/Arch, un’idea che nasce dal Politecnico quattro anni fa per creare un’occasione di dibattito insieme a professionisti, studenti e ricercatori di tutto il mondo sull’architettura. Mi/Arch si sveste degli abiti accademici per aprirsi alla città e includendo tra i temi scottanti il ruolo sociale dell’architettura nel territorio.

Massimiliano Fuksas è tra i grandi nomi italiani previsti tra gli ospiti della settimana: il noto architetto terrà un seminario sul suo ultimo grande progetto della Nuvola. Il centro congressi la cui dimensione è pari a circa 55 000 m² è stato realizzato a Roma nel quartiere EUR ricevendo un importante premio, nel 2012 a Londra, il Best Building Site del Royal Institute of British Architects, prima ancora della stessa inaugurazione ufficiale dello stabile, avvenuta il 29 ottobre 2016. Questa occasione, inoltre, sarà fondamentale per dialogare sui necessari rapporti logistici tra Milano e la Capitale.

Pensati per gli addetti ai lavori sono invece gli incontri sul tema delle nuove tecnologie e l’evoluzione annessa ai materiali edili e ai nuovi linguaggi progettuali. In questo senso sono invitati Peter Eisenman (USA), Diébédo Francis Kéré (Burkina Faso), Ben Van Berkel (UNStudio, Paesi Bassi), Mario Bellini, Diller, Scofidio + Renfro (USA), Giancarlo Mazzanti (Colombia) e il già citato Massimiliano Fuksas. Inoltre, gli studi professionali della città e l’Ordine degli Architetti della Provincia apriranno al pubblico per una settimana, divenendo permeabili e accoglienti.
«Milano deve riacquistare il suo ruolo di protagonista dell’architettura contemporanea come autore di grandi progetti per il mondo» aggiunge il Rettore del Politecnico Ferruccio Resta. In tal senso questo aspetto è in parte già ampiamente verificato se si pensa al gran numero di studi riconosciuti a livello internazionale che hanno sede a Milano.

Milano Arch Week vuole aprirsi alle istituzioni culturali, alle associazioni del territorio oltre che alle sedi formative, al mondo dell’editoria e ancor di più a quelle delle arti visive e plastiche. Queste ultime, difatti, assumono un ruolo sempre più vitale nell’interfacciarsi all’architettura oltre i limiti precostituiti dell’architettura tradizionale e si aggiudicano un approccio analitico d’eccellenza nell’affrontare i temi come quelli della condivisione negli spazi pubblici. Un esempio per tutti lo studio Parasite 2.0 di Milano, nominato a Roma vincitore dello YAP MAXXI 2016.

Al contempo, la Milano Art Week è un’evidente opportunità per affiancare gli addetti ai lavori al grande pubblico sui temi dell’urbanistica e dell’architettura, in una platea di spettatori che vuol essere inclusiva e contemporaneamente “esclusiva” nell’accezione positivista. Difatti, un omaggio fondamentale viene fatto all’artista, critico, filosofo e intellettuale Gillo Dorfles che ha da poco compiuto 107 anni. «È un omaggio dovuto a chi ha fatto tanto per la città», ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Questo omaggio arriva, nel contempo, ai numerosi testi di Dorfles che relazionano, con diversi approcci storiografici e metodologici, l’architettura e il suo contesto. Si ricordano i fondamentali Scritti di architettura (1930-1998), Architetture ambigue. Dal Neobarocco al Postmoderno del 1984 o ancora Horror Pleni. La (in)civiltà del rumore del 2008.

Nonostante ciò, contrariamente all’invito di Dorfles di recuperare L’intervallo perduto (Skira, Milano 2006), si aggiunge una “nuova settimana” nel lungo palinsesto di eventi del capoluogo lombardo che programma, una dopo l’altra, le settimane della moda, del design, della letteratura e della gastronomia. L’impegno di Milano punta ancora più in alto e porta con sé i suoi visitatori che accoglieranno l’invito – invece – all’architettura di tutti e per tutti.

Milano Arch Week
12 – 18 giugno 2017

Simona La Neve per MIfacciodiCultura

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