#1B1W – “L’insostenibile leggerezza dell’essere”: intrecci amorosi e filosofia

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Milan Kundera è uno scrittore, poeta e drammaturgo boemo portato alla fama dall’indiscutibile successo de L’insostenibile leggerezza dell’essere. Il libro, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1984, è considerato ad oggi un classico della letteratura contemporanea, definito da Calvino alla sua uscita «il vero avvenimento dell’anno nel campo del romanzo su scala mondiale».

Il libro racconta l’incrocio delle vicende di quattro personaggi, sullo sfondo dell’invasione russa in Cecoslovacchia e della primavera di Praga. Tomàs è il primo di questi, medico di successo, innamorato della filosofia e delle donne. Questi vive con Tereza, una giovane ragazza che scappa dalla sua vita destinata alla mediocrità, per raggiungere il suo amore, rimanendo però intrappolata da questo per colpa dell’infedeltà di Tomàs e la sua insicurezza. Una delle amanti di Tomàs è la fascinosa Sabrina, pittrice dallo spirito libero, che è pure l’amante dell’intelligente Franz. Le storie e i pensieri di questi quattro individui si intrecceranno raccontando una storia votata a capire l’essenza di ogni animo umano e della vita.

Il libro dà moltissimi spunti di riflessione, specialmente di natura filosofica. Già dall’incipit si può capire l’impronta che l’autore vuole dare al suo romanzo, dove cita Nietzsche.

L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?

L'insostenibile leggerezza dell'essere, Kundera tra intrecci amorosi, leggerezza e filosofia
L’insostenibile leggerezza dell’essere

L’insostenibile leggerezza dell’essere è quasi un trattato sulla la filosofia nietzschiana applicata alla vita quotidiana. Le pagine del romanzo trasudano il concetto dell’eterno ritorno, formulato dal celebre filosofo tedesco, facendo trasparire l’immagine che quello che abbiamo vissuto nel passato lo vivremo infinite volte nel futuro, dando alla vita un senso circolare. Questo viene rapportato nella vita reale, trasformando i personaggi in esperimenti volti ad avvalorare tale tesi.

Il concetto dell’eterno ritorno viene subito collegato al concetto Einmal ist Keinmal, citata come un mantra in tutta la storia. Un detto popolare, che letteralmente può essere tradotto in: ciò che accade solo una volta è come se non fosse mai accaduto. Apparentemente in contrasto con la teoria di Nietzsche, l’autore ne tratta lo sviluppo di questa sua convinzione per tutto il suo libro, e, con le sue parole trasferisce nelle azioni di persone concrete, lasciando la percezione che in fin dei conti siamo solo spettatori di questa vita e ognuno di noi è impreparato a viverla.

La leggerezza è il tema portante di tutta la narrazione. Leggerezza non sempre positiva e analizzata sempre dal punto di vista di ogni personaggio. Leggerezza vista come liberazione o come peso? Il titolo è evidentemente un ossimoro, che ne anticipa poi l’idea dell’autore, e risponde a questa domanda. La leggerezza è l’aspirazione, poiché questa vita è essenzialmente vuota e quindi si può o deve viverla anche con frivolezza. Nello scorrere delle pagine però, anch’egli si accorge che una vita senza responsabilità è una vita incompleta, non vissuta appieno, e da qui ne deriva il paradosso intrinseco di tutto il racconto.

L’amore nelle pagine di Kundera è trattato in maniera non convenzionale. Non un amore romantico, ma più cinico e opportunista, dove tradimenti e insicurezze sono all’ordine del giorno. Esplora molto bene infatti il tema della separazione e del tradimento, non dando connotazioni negative a quest’ultimo, ma analizzando a fondo le motivazioni del tradito e del traditore. La paura dei legami e il timore dell’abbandono, la difficoltà di rimanere nuovamente soli sono temi molto audaci e ancora molto attuali, quasi anticipando il cinismo dei nostri giorni.

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Lo stile di Kundera è molto poetico e il suo registro aulico. Come già anticipato, i temi trattati raccontano una trama intervallata da riflessioni psicologiche e filosofiche, in cui l’autore diventa il quinto protagonista della storia con le sue digressioni. Abbiamo Kundera come narratore di tutta la storia, intervallando i suoi pensieri al racconto principale. Ognuno dei quattro protagonisti diviene protagonista di un suo capitolo, mostrando la stessa storia da diversi punti di vista, rendendo così la narrazione, anche se ridondante, molto accattivante e piacevole.

L’insostenibile leggerezza dell’essere è un libro intenso, dove l’autore, mischiando prosa, storia e filosofia, cerca di dare un significato al concetto di amore, alla leggerezza e all’esistenza. Da leggere per cercare di scoprire il senso della vita.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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