“Cose da non chiedere”: il programma che affronta senza vergogna i pregiudizi

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Cose da non chiedere: il programma che affronta senza vergogna i pregiudizi

"Cose da non chiedere": il programma che affronta senza vergogna i pregiudizi
Giacomo Mazzariol con il fratello Giovanni – Il libro in cui ha raccontato della loro vita

Avete mai pensato a delle domande che non avete posto per paura di sembrare fuori luogo? Real Time, nel programma Cose da non chiedere, in onda da domenica 21 maggio, invece sottopone a persone considerate “diverse” i quesiti della gente dettate dai pregiudizi e dall’ignoranza.

La voce narrante del programma è quella di Giacomo Mazzariol, autore del blog Z su Repubblica.it e del libro Mio fratello rincorre i dinosauri, in cui racconta la sua vita accanto al fratello Giovanni, affetto dalla sindrome di Down. Gli spettatori sono accompagnati in un viaggio attraverso i luoghi comuni per arrivare a capire che le persone si possono conoscere solo ascoltandole e mettendosi nei loro panni.

Real Time ha invitato i telespettatori a inviare anonimamente le domande che avrebbero voluto fare a quelle persone considerate “diverse”, domande che in genere non si ha il coraggio di chiedere apertamente oppure non se ne ha l’opportunità. La scelta degli individui da intervistare in Italia si è orientata su profili rilevanti per la nostra cultura ed è stata possibile grazie al supporto di alcune associazioni, rapporti e conoscenze personali ma anche attraverso il sito web del canale. I profili della versione italiana sono: Persone affetti da acondroplasia, Obesi, Immigrati dall’Africa, Transgender, Persone sulla sedia a rotelle, Persone con la sindrome di Down, Musulmani, Rom. Cose da non chiedere ha ripreso il format australiano You Can’t Ask That, prodotto da Toro Media per Discovery Italia, ed è stato lanciato domenica 21 maggio in occasione della Giornata mondiale della diversità culturale.

"Cose da non chiedere": il programma che affronta senza vergogna i pregiudizi
“Cose da non chiedere” a chi è in sedia a rotelle

Tramite le storie svelate grazie a Cose da non chiedere si capiranno molti aspetti della loro vita che non sono sotto gli occhi di tutti e sarà più facile comprendere come è meglio comportarsi in determinate occasioni.

Si usa la parola pregiudizio per esprimere un giudizio a priori, senza conoscere prima di chi si sta parlando. Solamente il dialogo aperto e senza muri può essere utile per modificare un pregiudizio, spesso ben radicato all’interno del nostro inconscio. Tendiamo a generalizzare, convinti di avere in tasca la verità e che essa si possa applicare a tutte le persone che appartengono a una determinata categoria.

Domandare a una persona in sedia a rotelle cosa invidia a chi può camminare, nonostante la domanda possa risultare indelicata, serve in questo contesto a capire cosa realmente pensano queste persone, che può essere molto diverso da quello che immaginiamo sia la risposta per noi. Siamo tutti unici e diversi l’uno dall’altro e anche se queste persone hanno una disabilità in comune la vivono in modo a volte completamente diverso, non dando adito quindi ai pregiudizi esistenti. Si tratta di un programma non facile, che coinvolge sia gli intervistati, toccati nel profondo, magari nelle proprie insicurezze, sia il pubblico che pò trovare una risposta alle sue domande e forse modificare qualche pregiudizio.

La pietà e il finto buonismo, che nascondono a volte superficialità e indifferenza verso l’essere umano che ci sta di fronte sono condannate dalle persone con difficoltà fisiche. Si possono sentire ferite nella loro indipendenza e autonomia e non riescono a mostrarsi per come sono in realtà, apparendo agli occhi della gente come “poverini” che hanno bisogno di una mano in tutto.

Come dice Mazzariol nel suo libro, riprendendo Einstein:

«Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità ad arrampicarsi su un albero, lui passerà tutta la vita a credersi uno stupido»; beh, sono qui per dirvi che la stessa frase potrebbe iniziare con «Ognuno è un disabile», perché è proprio così, ognuno di noi, semplicemente, ha qualcosa che non sa fare.

"Cose da non chiedere": il programma che affronta senza vergogna i pregiudiziEntrare in contatto con qualcuno che non ha la tua stessa visione del mondo può cambiarti la vita, ti permette di vedere la realtà da nuove prospettive. Secondo Mazzariol: «se penso a me e a mio fratello penso che io ho un solo modo. Io, ad esempio, ho sempre pensato che ci fosse un solo modo di concepire l’amore. E mio fratello tornava a casa dal cinema con una sua amica e diceva di essere sposato. Ho sempre pensato che ci fosse un solo modo di avere successo. E mio fratello esultava per giorni solo se faceva ridere un amico».

Cose da non chiedere è un programma che mostra come andare al di là dell’apparenza, per mostrare che in fondo non siamo poi molto differenti. La diversità, fisica, etnica, di statura, non deve essere motivo di barriere e incomprensioni ma fonte di ricchezza e condivisione di valori per tutti.

Andrea Porro per MIfacciodiCultura

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