I 10 motivi per amare il Salone Internazionale del Libro di Torino

I 10 motivi per amare il Salone Internazionale del Libro di Torino

Il Salone Internazionale del Libro di Torino (la cui edizione 2017 si è conclusa ieri) è un appuntamento annuale imperdibile per qualunque appassionato di lettura. Io parlerei proprio di festa: come affermerebbe Bachtin a proposito del Carnevale, la festa è il momento in cui l’individuo, e attraverso l’individuo, e l’intera collettività si rigenerano. Quale migliore rigenerazione individuale e collettiva se non quella che si produce leggendo?

Partecipando al Salone riceviamo un sacco di stimoli che ci spingono a ripensare a noi stessi come “lettori” e a ripercorrere la storia del nostro “io lettore”. Ognuno di noi è portato a chiedersi, anche se solo inconsciamente, «A che punto sono io nella mia vita di lettore? Ho già assistito ad almeno una delle situazioni grottesche narrate nelle novelle di Boccaccio, ho già seguito le gesta di Orlando attraverso il percorso funambolico tracciato da Ariosto, ho già osservato il tempio del Sole descritto da Campanella, riflettuto con i filosofi illuministi, sospirato durante le trame melodrammatiche dei romanzi ottocenteschi? Ho già ascoltato la storia bislacca del gentiluomo Tristram Shandy, pianto la morte dello zio Tom, misurato il valore del tempo seguendo la ricerca di Proust?».
Una delle parti più creative e belle della nostra vita è proprio quella dedicata alla lettura e le più di 165000 persone che hanno visitato il Salone Internazionale del Libro sembrano averlo ben presente, nonostante la cosiddetta e tanto dibattuta “crisi del libro”.

Ma vediamo ora i 10 motivi per amare il Salone Internazionale del Libro di Torino.

1 – Ritrovare se stessi attraverso i libri, ovvero: «Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei». Al Salone, camminando tra gli stand, si entra in contatto con le tipologie di libro più disparate, diverse per contenuto, grafica di copertina, obiettivi. Lasciandoci andare a tutta quella molteplicità di stimoli, possiamo creare un nostro percorso e cercare di capire quali sono gli argomenti che ci attraggono di più e cosa cerchiamo di approfondire leggendo un libro. Preferiamo il romanzo, il saggio di psicologia o quello di filosofia? Oppure ancora il fumetto? È l’occasione giusta, oltre che per assecondare i nostri gusti, anche per affinarli o… scoprirne di nuovi.

I 10 motivi per amare il Salone Internazionale del Libro di Torino2 – Trovare libri utili allo studio e al lavoro. Finora ho parlato di un “io lettore” che legge, perlopiù, per piacere. Ma il nostro “io lettore” si ritrova a leggere, forse ancora più spesso, per studio e per lavoro. Il Salone del Libro accoglie anche molte case editrici specializzate e di settore: è dunque un buon momento per aggiornarsi, percorrendo le novità esposte e facendo incetta di cataloghi. Tra l’altro, è molto comodo poterlo fare trovando la maggior parte delle case editrici raccolte tutte nello stesso luogo.

3 – Gli eventi: non solo festa, ma anche festival. Durante la cinque giorni del Salone si può assistere a centinaia di presentazioni editoriali, conferenze, incontri con gli autori. Certo, gli eventi sono molto, molto affollati. Ma i nomi sono celeberrimi e dunque è fisiologico: Daniel Pennac, Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Annie Ernaux, Alicia Giménez Bartlett. Vale la pena fare ore di fila per un firmacopie? Al singolo l’ardua sentenza: dipende dal valore che date al libro in questione. Se è un libro che segna qualcosa di importante nella vostra vita, beh, forse una dedica con firma del creatore potrebbe renderlo ancora più prezioso e personale. Io ultimamente preferisco saltare i firmacopie e andare solo alle conferenze o alle interviste, per un incontro diretto con gli autori e per capire meglio cosa si cela dietro la magia della scrittura.

4 – La cura per l’estetica e la materialità del libro. Ad oggi stiamo davanti a uno schermo di pc o di smartphone svariate ore della giornata. Se lavoriamo in ufficio, almeno otto. Ore. Al giorno. Molti di voi sapranno quanto è sfiancante: uno schermo luminoso costantemente davanti alle pupille degli occhi non è certo l’immagine del benessere. E vorreste costringerci anche a leggere – o studiare – su dei maledetti schermi? Giammai! È vero, i lettori di e-book – com’è già che si chiamano quegli aggeggi? Forse, e-reader – sono fatti apposta per non affaticare la vista e simulare la pagina cartacea. Eppure, il Salone è un trionfo del libro cartaceo, è la sua festa con i colori, il lettering dei titoli, la grafica delle copertine. Ma, soprattutto, il taglio. Quanto sono eleganti i libri col taglio colorato, specialmente se dorato? Ci avete mai fatto caso?

5 – La promozione della lettura presso i giovani. Oltre all’area Bookstock Village e ai numerosi appuntamenti pensati per bambini e ragazzi, mi preme segnalare in particolare l’iniziativa Buono da leggere: si tratta di 12000 buoni libro messi a disposizione da 236 editori alle scuole e ai ragazzi residenti in Piemonte (un limite? Io parlerei piuttosto di esempio da seguire in tutte le altre regioni!).

I 10 motivi per amare il Salone Internazionale del Libro di Torino6 – Il valore storico della manifestazione. La prima edizione fu inaugurata il 18 maggio del 1988 al Teatro Regio di Torino. Lo scrittore e premio Nobel Josif Brodskij la presentò come «Un’idea luminosa con un pizzico di follia»: luminosa, perché era iniziativa encomiabile di promozione della cultura; folle, perché probabilmente le aspettative non erano elevatissime. Eppure, fin dal primo anno il Salone ha raccolto migliaia di visitatori, guadagnando la loro fiducia e divenendo un appuntamento imperdibile non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per gli appassionati.

7 – L’attenzione riservata ai piccoli e medi editori. Il Salone Internazionale del Libro valorizza i piccoli e medi editori, incentiva il loro incontro con il pubblico che coglie l’occasione per scoprirli e fidelizzarsi. E il pubblico, di fronte alla scelta ampia e stuzzicante che viene fornita, sembra apprezzare. E sembra invece guardare con maggior sospetto la manifestazione voluta dai grandi editori blindati nel loro fortino milanese, Tempo di Libri (dal 19 al 23 aprile 2017), che però sembra essere molto a misura d’industria e poco a misura di lettore. Per sottolineare la palese insensatezza dello scontro Torino-Milano, riporto qui due reazioni: lo sconcerto del direttore Nicola Lagioia, che ha visto Mondadori negare ad Einaudi la possibilità di allestire uno stand a Torino, la città di nascita di questa casa editrice; la perplessità di Elisabetta Sgarbi sulla quasi coincidenza delle date delle manifestazioni di Torino e Milano. Perché farsi concorrenza e proporsi come alternativa, quando si potrebbe curare la promozione dell’editoria in due periodi diversi dell’anno?

8 – L’importanza di avere un momento di celebrazione per la passione “lettura”. La passione per la musica si celebra andando ai concerti, quella per l’arte andando alle mostre. E quella per la lettura? Certamente, andando in libreria. E infatti, recarsi al Salone significa entrare nella libreria più grande d’Italia, nata dalla somma delle forze di tutte le librerie del Paese. Che sì, esistono, non sono luoghi fantasma o locali retrò, ma ambienti accoglienti dove potrete trovare preziosi amici del vostro tempo.

9 – Torino. La cinque giorni del Salone è anche un ottimo momento per scoprire l’elegante Torino, la città italiana di garbo parigino, secondo le parole del poeta Guido Gozzano. Non a caso, il Salone ha dedicato alla sua città un programma particolare, detto Salone Off, giunto ormai alla 14a edizione: prevede musica, spettacoli, letture, angoli gastronomici sparsi in tutta Torino, a partire dalle ore 20:00, l’ora di chiusura della fiera al Lingotto.

10 – Il mercato come scambio non solo di merci, ma di idee. Sì, è vero, anche il libro è un oggetto di commercio, viene “esposto” sui banconi e gli scaffali. Tuttavia, il libro non è una merce inerte: il libro è veicolo di voci umane, parla, entra in dialogo con chi gli si avvicina, si lascia guardare e sfogliare, a volte rivela fin dalla copertina i suoi segreti, ma nella maggior parte dei casi, li tiene ben custoditi. L’incontro in libreria fra lettore e libro è un gioco di sguardi che potrebbe finire in mezzo secondo, durare qualche minuto – magari, il tempo di regalare qualche massima al lettore errante – oppure continuare per molto più tempo, proseguendo fino a casa del novello acquirente.

Tornare a casa dopo la visita al Salone è entusiasmante: si riguardano gli acquisti fatti, le borse colorate, i cataloghi traboccanti di titoli, e i libri fragranti. Ognuno di essi non è solo un ricordo piacevole di un’esperienza unica, ma un nuovo viaggio da cominciare; questa volta, anche solo seduti nella propria poltrona di casa. Se siete andati al Salone, forse concorderete con me; se non siete andati, spero di avervi incuriosito. Anzi, già che ci siamo, segnatevi in agenda le date per l’anno prossimo: 10-14 maggio 2018.

Arianna Capirossi per MIfacciodiCultura

Tutte le foto dell’autrice

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By on maggio 23rd, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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