Che John Stuart Mill possa rinascere nel cuore di ogni uomo

Che John Stuart Mill possa rinascere nel cuore di ogni uomo

Che John Stuart Mill possa rinascere nel cuore di ogni uomo
John Stuart Mill

Se solo l’argenteo scrosciare del Tamigi avesse il dono della parola non trascurerebbe mai il ricordo dello sfavillante cielo primaverile di quel 20 maggio 1806. Il fiume da buon cantastorie si lascerebbe andare al mormorio di  un nome importante. Ma si dice che i luoghi abbiamo memoria eterna, perciò basta un attimo che la moviola delle acque cominci a rievocare. In quel giorno nel quartiere londinese di Pentoville, vede la luce John Stuart Mill, che morirà l’8 maggio 1873 in Francia.

Figlio dello storico e filosofo scozzese James Mill, il pargolo non può che abituarsi e accorgersi fin dai primi anni di quanto il suo sangue sia follemente destinato a diluirsi con la cultura. Stuart approfondisce i suoi studi destreggiandosi tra geniali intuizioni matematiche e scorrevoli letture dei classici greci e latini. Il prodigioso ragazzino, dopo aver intrapreso l’analisi della logica classica, negli anni comprende quanto la ragione umana non nasca che come uno scrigno vuoto da colmare con le proprie esperienze. Da buon empirista fonda il suo sistema logico a carattere induttivo sulle conoscenze libere dell’individuo.

Che John Stuart Mill possa rinascere nel cuore di ogni uomo
John Stuart Mill

Stuart, vittima delle vessazioni pedagogiche paterne che hanno dominato la sua infanzia, riesce a creare in sé, dopo un periodo di depressione, una condizione esistenziale di sicurezza che lo porta alla fusione del pensiero utilitaristico e liberista della società.

Con il suo Saggio sulla libertà definisce “crimine la censura e la limitazione dell’espressione personale dei singoli cittadini. Si ribella a quelle convenzioni bigotte e tiranne, dichiarando che la diversità è sempre ricchezza in un mondo soggetto alla relativa evoluzione storica. Anticonformista fino all’ultimo spiraglio del suo animo romantico, amante dei colori originali delle singole gioie umane.

Ogni uomo è libero di perseguire la propria felicità. Stuart la sua la insegue fino all’ultimo. Incrocia lo sguardo di Harriet Taylor e comprende perché tutte le parole più profonde e sincere al mondo siano al femminile. Harriet, la donna che rende genio un grande, femminista estrema, vittima delle chiacchiere di un mondo patriarcale che la costringe ad un primo matrimonio di convenienza. Vent’anni di corteggiamento del giovane Mill e poi la rinascita.

I filosofi che fanno l’amore anche solo con la forza delle menti generano a quattro mani La servitù delle donne, prima opera filosofica che abbatte ogni diversità sessuale nel diritto di famiglia, d’istruzione e nel suffragio universale. Primo passo verso l’’abolizione dei cliché femminili europei, verso l’indipendenza e l’affermazione della donna nella società.

Stuart ed Harriet nella sfera coniugale riescono a creare una parità di ruoli e dignità inimmaginabile per la società ottocentesca, riescono a parlare di violenza e femminicidio sventrando il silenzio della vile Inghilterra vittoriana. Insieme gridano controvento l’inno al vero amore che nasce e sopravvive con la stima  per se stessi e i propri simili.

Che John Stuart Mill possa rinascere nel cuore di ogni uomo
Harriet Taylor

Una storia di emozioni, la loro, che sconfigge la morte, senza smettere mai di commuovere gli animi puri. Una storia di cultura che, dopo la morte di Harriet per tubercolosi nel 1858 e quella di Stuart per erisipela nel 1873, è diventata il simbolo del movimento femminista delle suffragette e dei successi politico-sociali raggiunti nel ‘900 in materia di libertà.

Si dice che i luoghi possiedano l’arte del ricordo, ma il Tamigi è solo un cantastorie e non ha la capacità di far risorgere nessun eroe.

E così oggi, il riflesso di John Stuart Mill nelle acque grigie londinesi rabbrividisce e sceglie di dissolversi dinanzi all’immagine di piccole Harriet nell’angolo della soffitta che chiudono gli occhi per non vedere i lividi sulla loro pelle.  

Oggi lentamente muoiono Cultura, Libertà, Dignità, Umanità.

Forse perché pochi uomini riflettono sulla bellezza infinita di queste parole al femminile.

Forse perché troppe donne riescono a dimenticare di esser state create dal fianco dell’uomo e non dai suoi piedi.

Giuliana Vendola per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
By on maggio 20th, 2017 in Articoli Recenti, Philo

RELATED ARTICLES

Leave Comments

14 − undici =

Su Facebook

Su Instagram

Su Twitter