Erri De Luca: un illuminato assetato di verità e giustizia 

Erri De Luca: un illuminato assetato di verità e giustizia
Erri De Luca durante il processo NOTAV

Erri De Luca, nato a Napoli il 20 maggio 1950, non è un autore comune. È uno che non si è mai scervellato per scrivere, neanche quando faceva il manovale, uno che in tutta la sua carriera si è sempre lasciato ispirare dalle persone che conosce, perché le storie non le sa inventare.  Uno che prima di iniziare a scrivere ha svolto svariati mestieri per circa un ventennio: magazziniere, manovale, operaio in fabbrica, volontario in Africa, autista di convogli umanitari nella guerra in ex Jugoslavia. Insomma un personaggio che non è mai stato ad oziare mentre sfornava best seller da milioni di copie.

Eppure il successo (anche se tardivo) è arrivato: precisamente nel 1989, con il romanzo Non ora, non qui pubblicato quando aveva già 39 anni. I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta lingue in tutto il mondo e sono molti anche i premi vinti, facendo dell’autore napoletano lo scrittore dell’Italia del decennio.

La scrittura è sempre stata per Erri una sòrta di necessità: fin da giovanissimo si è battuto per la continua ricerca della verità e la giustizia sociale, fino a quando nel 2013 è stato incriminato per istigazione a commettere reati, in seguito a interviste in sostegno della lotta NOTAV in val di Susa.

Erri De Luca: un illuminato assetato di verità e giustizia
Erri De Luca durante un’arrampicata, sua grande passione

Il processo iniziato il 28 gennaio del 2015, si è concluso dopo ben cinque udienze il 19 ottobre del 2015, con l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Durante quel periodo furono molte le prese di posizione nei confronti dello scrittore, così come fu molta la solidarietà ricevuta da tutto il mondo dell’editoria e della cultura in generale: erano anni che in Italia non si accusava uno scrittore per reato di opinione, un’accusa tanto ingiusta, quanto stupida. A sua difesa ha pubblicato La parola contraria dove, a modo suo, ha fatto chiarezza sulle accuse ricevute, svelando alcuni retroscena ancora nascosti all’opinione pubblica.

Le battaglie sono da sempre il pane quotidiano di De Luca: non riesce proprio a starsene con le mani in mano mentre vede la nostra società sgretolarsi davanti agli occhi degli individui inermi. Con la sua arma migliore (la penna) cerca costantemente di raccontare il vero, al fine di placare l’odio sempre maggiore fra la gente e soprattutto per diminuire le disuguaglianze.

L’ultima battaglia che sta combattendo è per alcuni strettamente politica, per chi lo conosce invece è strettamente umanitaria: quella sulle ong.

Io sto con questi pescatori di uomini che salvano migranti nel Mediterraneo.

Erri De Luca: un illuminato assetato di verità e giustizia
Con l’amico scrittore Mauro Corona

In questa frase non c’è nessun colore politico, nessuna strumentalizzazione del pensiero, ma soltanto una dimostrazione d’amore: un amore verso la vita, verso gli uomini che salvano altre vite, un amore verso la fratellanza e la pace reciproca; valori purtroppo ancora estranei nelle coscienza di molti.

Definire dunque Erri De Luca semplicemente come uno scrittore, oltre che improprio è anche ingiusto. Erri è un attivista, uno che per il prossimo farebbe qualsiasi cosa e la sua storia non dice assolutamente il contrario.

Personaggi di questo calibro sono essenziali nella società 2.0. Fungono da ago della bilancia, dove sul piatto sono posti odio e umanità, disinformazione e razionalità. Insieme a tanti altri scrittori ed intellettuali Erri De Luca si batte ancora per giuste e nobili cause, andando oltre lo schieramento politico di turno e la vetrina televisiva in grado di concedere un successo sintetico per non più di una settimana.

Le sue parole e i sui testi sono ancora illuminati, sono immuni a quelli che Gaber chiamava i bordelli di pensiero, in cui ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione senza pagarne le conseguenze, cosa che invece allo scrittore stava costando la libertà. L’attività letteraria e umanitaria di Erri dovrebbe essere un motivo di vanto ed un esempio per tutti noi, molti invece continuano ad accusarlo di strumentalizzare la politica per trarne dei benefici; molti come al solito non hanno capito.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
By on maggio 20th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

RELATED ARTICLES

Leave Comments

12 − nove =

Su Facebook

Su Instagram

Su Twitter