Honoré de Balzac e La Comédie Humaine: lo scientifico intreccio di storia, etica e psiche

Honoré de Balzac e La Comédie Humaine: lo scientifico intreccio di storia, etica e psiche

Sul finire del ‘700 nasceva sulle sponde della Loira un fantasioso visionario: così, anni dopo, Baudelaire chiamò il grande Honoré de Balzac (Tours, 20 maggio 1799 – Parigi, 18 agosto 1850), scrittore che ha donato al pubblico nuovi occhi per osservare, concepire e analizzare la società e il mondo in cui viviamo.

Il suo nome è certamente legato alla sua opera monumentale formata da 137 romanzi, di cui 91 portati a termine e 46 incompiuti, racchiusi sotto il nome di Comédie Humaine. Il nome, di dantesca memoria, riprende un po’ l’idea generale del Poeta fiorentino – seppur con strutturali differenze – ovvero quello di trattare dell’essere umano con i suoi pregi e difetti, forze e debolezze.

La Commedia scritta da Balzac tra il 1831 e il 1850 ha come sfondo le vicende e la contemporaneità stessa dell’autore, precisamente il periodo della Restaurazione, con qualche reminiscenza delle vicende napoleoniche. Il fantasma di Napoleone aleggia ancora nella mentalità popolare così come la dicotomia tra aristocrazia e borghesia, tra spinte conservatrici da un lato e impulsi progressisti e innovatori dall’altro, alimentati da borghesi sempre meno artigiani e da contadini sempre più imprenditori e commercianti.

Sono gli anni che lasciano pian piano l’interesse prettamente romantico di esaltazione del sentimento e della contemplazione della natura per cedere il passo a un’analisi più oggettiva della realtà. In questo Balzac si fa portavoce d’eccellenza perché nella Comédie ha saputo ricostruire con precisione scientifica l’essere umano e il suo modo di agire nella società. Riprendendo infatti le teorie scientifiche del tempo e in modo particolare quelle di Geoffrey de Saint-Hilaire, secondo cui gli animali si diversificano a seconda dell’habitat in cui vivono, lo scrittore francese insiste molto sulla descrizione degli ambienti e del contesto sociale che normalmente, nei testi, fungono da preludio all’arrivo successivo dei personaggi e ne determinano le scelte e i comportamenti.

Si tratta di uno stile narrativo che verrà poi anche ripreso dal cinema: partire da una macrodescrizione di un ambiente per poi stringere sempre di più e concentrarsi sugli interni, sulla descrizione minuziosa di oggetti che rivelano qualità, abitudini e psicologia dei personaggi. È una narrazione inizialmente lenta, che si sofferma sui dettagli e che poi scorre fluida e ininterrotta con l’apparire dei protagonisti: accuratamente preparato, il dramma scorre veloce perché i meccanismi più intimi e nascosti sono già stati svelati. Il potere, l’eros e soprattutto il denaro, elementi caratterizzanti della stessa società francese dell’epoca (e oggi di ogni società moderna), sono gli ingranaggi che spingono i personaggi ad agire e che spesso condizionano l’andamento degli eventi.

Narratore onnisciente esterno alle vicende, analisi accurata delle psicologie dei personaggi, creazione di caratteri socialmente ben riconoscibili e definizione accurata dell’ambiente sono le caratteristiche principali del romanzo realista che da Balzac in poi si è diffuso in tutta Europa. Già Victor Hugo e Stendhal avevano abituato il lettore a una descrizione storica della realtà. Tuttavia se ne I Miserabili la descrizione fa da sfondo a vicende etiche e morali e nelle opere di Stendhal il contesto sostiene una trattazione psicologica dei personaggi, con Balzac le tre componenti, storia sociale, etica e psiche, si uniscono in un modo tale che la scrittura rappresenta, e dunque spiega, la realtà interpretata dall’autore e presentata al lettore.

Non ci sono sentimentalismi nelle sue parole. I suoi racconti sono una selezione di episodi tradotti in linguaggio letterario in cui la avveniristica modernità si estrinseca attraverso la perdita dei valori individuali a favore dell’avvento della società di massa e della tecnologia, attraverso la perdita di una struttura sociale nota e l’avanzare di una sempre più liquida, porosa e incline al cambiamento, attraverso i concreti risultati di ogni momento di crisi storica e politica.

Più di duemila personaggi abitano le pagine delle opere che compongono la Comédie Humaine, sebbene alcuni di essi ritornino in altre vesti e attraversino le varie storie rimandando il lettore da un romanzo all’altro e creando un vero e proprio dialogo tra essi.

Come ha sottolineato Proust, nei romanzi di Balzac non c’è distinzione tra la vita reale e quella fittizia delle sue storie perché le due componenti si intrecciano e identificano attraverso la scrittura. Balzac ha insegnato tanto agli scrittori seguenti e insegna ancora oggi l’affascinante potere che la letteratura ha di raccontare e spiegare il mondo.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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By on maggio 20th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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