L'Umana Commedia – Adamo, il Paradiso oltre il peccato

L’Umana Commedia – Adamo, il Paradiso oltre il peccato

L'Umana Commedia – Adamo, il Paradiso oltre il peccatoIl XXVI Canto del Paradiso dantesco è uno dei più interessanti e significati di tutta la terza Cantica, in quanto si distacca da quella beatitudine celeste e senza peccato tipica del clima paradisiaco e va a scontrarsi con un uomo che viene da sempre ricordato per il suo peccato: Adamo.

Spesso i personaggi del Paradiso, in particolare quelli dei cieli più alti, raggiungono un livello di santità difficile da comprendere per i lettori, una santità fatta di luce e musica, di grandezza morale troppo lontana dai tanti peccati dell’uomo. Dante, nel VIII Cielo delle Stelle Fisse, si trova proprio in questa situazione di spaesamento di fronte a tanta bellezza e beatitudine. Ad aumentare il disagio del Poeta c’è la temporanea perdita della vista che, sotto suggerimento di San Giovanni, deve essere rimpiazza da un uso cosciente della ragione.

Quando Dante riacquista le sue capacità visive riesce a percepire una luce potentissima che avvolge l’anima del primo uomo mai creato da Dio.

E la mia donna: «Dentro da quei rai 

vagheggia il suo fattor l’anima prima 

che la prima virtù creasse mai».            

vv 82-84

Il Poeta si rivolge all’anima supplicandola di parlargli, ma senza il bisogno di rivolgergli le proprie domande in quanto tutti i beati del Paradiso possono leggere la sua curiosità attraverso una mente superiore a quella umana. Del cuore e nei pensieri di Dante, Adamo legge il percorso di redenzione del Poeta e le domande che vuole porgli.

Il progenitore spiega a Dante, tra le altre cose, che il peccato originale non fu l’aver mangiato semplicemente per gola il frutto proibito, bensì il non aver voluto attenersi ai divieti divini. Il peccato è quindi da considerarsi un peccato di superbia più che di gola, una delle colpe più importanti, studiate e argomentate all’interno di tutto il poema dantesco.

Il personaggio più importante del canto non è qui l’uomo che tradì la fiducia di Dio ma è Adamo il santo, il redento, l’anima che poté ascendere all’Empireo dopo un periodo nel Limbo infernale.

Nel monte che si leva più da l’onda, 

fu’ io, con vita pura e disonesta, 

da la prim’ora a quella che seconda, 

come ‘l sol muta quadra, l’ora sesta.

vv 139-142

L'Umana Commedia – Adamo, il Paradiso oltre il peccatoSu uno dei troni della candida rosa, alla sinistra di Maria, siede proprio quell’uomo che ha rinnegato Dio disubbidendo all’unico obbligo che gli aveva imposto.

La domanda che sorge spontanea è perché nei meandri più bassi dell’Inferno risiedano personaggi che hanno peccato una sola volta e, al contrario, nei posti più alti del Paradiso siedano i progenitori di tutti gli uomini e unici colpevoli del peccato originale, madre degli altri peccati.

Dante sceglie di presentare Adamo come il frutto della redenzione umana e della bontà del Dio cristiano che sa, e vuole, perdonare qualsiasi cosa.

L’anima luminosissima del progenitore è ben diversa da quella che tutti immaginano, improvvisamente imbarazzata davanti alla sua nudità e disperata per la perdita del Paradiso; è piuttosto un novello Adamo, che come ogni uomo perdonato brilla di una consapevolezza nuova.

Il suo esempio sembra creato da Dante per ricordare agli uomini che ogni peccato può essere redento e che anche il più tragico degli errori umani può lasciare spazio alla gloria eterna se mosso da un sincero pentimento.

Questo insegnamento cristiano trasposto ai giorni d’oggi aiuta a credere in un atto che sembra quasi del tutto dimenticato: il perdono.

L'Umana Commedia – Adamo, il Paradiso oltre il peccatoPerdonare significa anche e soprattutto “andare oltre”, riuscire a dimenticare e non guardare una persona sinceramente pentita continuando a vedere errori che ha commesso nel suo passato.

Questo in un mondo dominato dalla rete virtuale, che tutto contiene e niente dimentica, sembra diventato pressoché impossibile.

Un errore adolescenziale che stronca una carriera politica, un video diffuso in rete che spinge una ragazza al suicidio, un commento sbagliato che distrugge per sempre una reputazione.

Il perdono del singolo, certo, esiste ancora, ma la perenne e vigile condanna della società ha inglobato qualsiasi cosa e ha in parte distrutto la nostra predisposizione a dimenticare.

Nel mondo del tuttoesubito, dove ogni cosa è a portata di mano, sembra che la bellezza di quel detto popolare, quello che dava speranza nei momenti difficili, sia andata perduta: non esiste più il tempo che guarisce ogni cosa?

Giulia Toninelli per MIfacciodiCultura

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By on maggio 19th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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