Quando viaggio e fotografia s’incontrano: Gabriele Merlo in mostra a Torino

Quando viaggio e fotografia s’incontrano: Gabriele Merlo in mostra a Torino

Gabriele Merlo

Nascosta tra i viottoli di una zona di Torino chiamata “Quadrilatero Romano”, più precisamente in via Barbaroux 44/E, esiste un’intima realtà fatta di volumi, manuali e oggettistica per la casa che si chiama Pop Heart, una libreria dotata anche di un piccolo spazio espositivo che permette ad artisti emergenti di organizzare mostre con le proprie creazioni, liberamente accessibili a chiunque. È proprio in questa cornice che Gabriele Merlo, un ingegnere alessandrino di 49 anni, ha deciso di mettere a disposizione del pubblico la visione delle sue opere più sorprendenti nella mostra Istantanee. Dentro il mondo, oltre i confini.

Ciò che colpisce immediatamente di Gabriele sono la sua gioia e il suo sorriso, due accessori perfetti ed assolutamente necessari a risvegliare nello spettatore la curiosità per i suoi scatti.

Nato in una famiglia di viaggiatori, Gabriele cresce con i racconti dei viaggi del nonno e della mamma, e sviluppa ben presto non solo una vivace curiosità per il mondo, ma anche per la fotografia. Scatta la sua prima foto all’età di 6 anni, e quando compirà la maggiore età, riceverà in regalo dalla madre la sua prima macchina fotografica. Nasce un vero e proprio amore; col suo primo viaggio in Scozia inizia a scattare fotografie che sviluppa da solo in camera oscura e da lì in poi il connubio viaggio-fotografia diventa un’unica grande passione per Gabriele. Ed è proprio da questo binomio che nasce per gioco, come lui stesso ammette, questa sorprendente mostra.

Lungo le pareti dello spazio espositivo è possibile ripercorrere i viaggi di Gabriele fatti nell’arco di questi anni: si passa dall’India alla Cambogia, dalla Namibia alle Galapagos, dal Lago Titicaca a Gerusalemme, con una sequenza di immagini scattate in maniera naturale servendosi solo dei giochi di luci ed ombre, senza nessun fotoritocco né postproduzione. Gli scatti di Gabriele non fanno altro che catturare ciò che l’occhio sta realmente osservando, con una precisione ammirevole. Lo spettatore può dunque sentirsi pienamente coinvolto nello scenario e la piccola sala espositiva della libreria Pop Heart, si trasforma a poco a poco in una macchina del teletrasporto in grado di far viaggiare il pubblico da un luogo paradisiaco all’altro.

Forse è proprio per questo motivo che alcune foto di Gabriele sono state scelte per essere esposte al London Photo Festival. Si tratta di un Festival che mette in contatto amatori da tutto il mondo con le più famose gallerie d’arte: Gabriele, sempre per gioco, ha voluto partecipare a tale concorso inviando tre delle sue creazioni, le quali hanno suscitato l’interesse dei giudici, al punto che gliene sono state richieste altre due. Proprio in questi giorni, fino al 20 maggio, sarà dunque possibile vedere cinque delle sue creazioni in mostra nella capitale britannica.

Elefante

Dopo aver ammirato tutti gli scatti messi a disposizione del pubblico, sorge spontaneo un quesito: «Qual è l’immagine che preferisci?». Sebbene non ci sia domanda più scorretta da fare ad un artista, poiché sarebbe come chiedere ad un padre di scegliere tra uno dei suoi figli, Gabriele risponde senza esitazione. È stata intitolata Stand Alone la foto che più preferisce. Riguarda il ritratto di un albero nel mezzo del Deadvlei, un deserto in Namibia, caratterizzato dalla presenza di un notevole numero di alberi d’acacia secchi che svettano attraverso le dune di sabbia bianca. Gabriele ci spiega che quell’albero che lui ha catturato in quell’immagine rappresenta se stesso: si tratta di un tronco isolato rispetto agli altri, ben piantato al terreno, che però si apre verso un cielo azzurrissimo. È questo, forse, il segreto della buona riuscita degli scatti di Gabriele: l’apertura al mondo che lo circonda, e un forte spirito d’osservazione.

Il prossimo viaggio di Gabriele, come anticipato da lui stesso, si svolgerà in Argentina e Cile e riguarderà quelle zone di mondo che restano per lo più spopolate: i deserti. Salar de Arizaro, con il famoso Cono de Arita, e Atacama, in Cile, sono solo alcuni degli inospitali luoghi che compariranno nelle prossime fotografie di Gabriele Merlo. Noi non possiamo che augurargli un buon viaggio ed attendere impazienti il suo ritorno.

Istantanee. Dentro il mondo, oltre i confini
Libreria Pop Heart, Torino
Dal 5 maggio al 5 giugno 2017

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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By on maggio 19th, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Visual & Performing ARTs

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