“Bowie: Still Life Image” – Il mito del Duca Bianco è all’Università degli Studi di Bergamo

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“Bowie: Still Life Image” – Il mito del Duca Bianco è all’Università degli Studi di Bergamo

"Bowie: Still Life Image" - Il mito del Duca Bianco è all'Università degli Studi di BergamoCon Bowie: Still Life Image il Duca Bianco entra nel mondo accademico: il 18 e il 19 maggio infatti sarà ospitato all’Università degli Studi di Bergamo il simposio internazionale volto a indagare l’impronta e il rilievo culturale avuto da Bowie durante la sua vita.

La sua scomparsa, a gennaio 2016, ha dato l’idea di quanto in realtà il suo personaggio – o meglio, i suoi personaggi – abbia lasciato una forte impronta nella società, lasciando quasi l’idea che con lui stesse finendo un’era. Anzi, un secolo.

Alla fine David Bowie, con la sua carriera, ha praticamente coperto mezzo Novecento, accompagnando più o meno attivamente non solo il mondo musicale ma anche quello, genericamente parlando, dello star system. Lui era una popstar, qualsiasi genere decidesse di suonare in quel preciso momento della sua vita: ha conosciuto artisti di tutto il mondo, ha frequentato la Factory, ha fatto parlare di sè e del suo orientamento sessuale, ha cantato e ballato avvolto da una, nessuna o centomila maschere pirandelliane. Il mito e la leggenda si intrecciano con la realtà, rendendolo una icona nel più originario senso della parola: per molti, senza dubbio, alla stregua di un oggetto di culto.

Bowie: Still Life Image, a cura di Fabio Cleto e Francesca Pasquali, porta in cattedra undici studiosi internazionali, da Parigi, da Edimburgo, dal Sussex e da tutta Italia, da Bologna alla scuola Holden di Torino.

Non tutti fan ed intenditori di Bowie, ma esperti di teatro, cinema, moda, fumetto, arte: un simposio di arti, non solo musicali, che riflettono l’ecletticità e la versatilità di un performer del suo calibro. Moda e magia nella creazione di Ziggy Stardust», «Brecht al music-hall. David Bowie, la mimica e il teatro», «Bowie nel fumetto, tra iconografia e sperimentazione», «L’uomo che non c’era. Bowie al cinema», o anche «La politica queer del glamour», «Mimesi visive, legature sonore» o «La grazia di Bowie. Un modello di soggettività ultramoderna».

"Bowie: Still Life Image" - Il mito del Duca Bianco è all'Università degli Studi di BergamoPerché alla fine David Bowie, come ogni grande artista, ha saputo adattarsi alle mode del momento ma, soprattutto, ad anticiparle: era queer prima che questo termine venisse inventato, giocando su una bellezza e una grazia femminee mischiate ad una sensualità spesso volutamente fraintendibile. Il giorno prima era ballato in tutte le discoteche, mentre il giorno dopo si era già dato a sonorità più rock e avanguardistiche. Era su tutte le copertine e tutti credevano di conoscerlo: ma prima era Ziggy Stardust, poi Aladdin Sane, poi ancora Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler. Tanti volti per un solo uomo, che però quasi si estraniava dalla propria già costruita personalità per vestirne un’altra, abbracciando uno dei significati del persona inteso alla latina: maschere, rivestimenti, travestimenti, camuffamenti scenici.

Inoltre, per Bowie: Still Life Image è prevista anche la proiezione, il 18 maggio alle 18.30, presso l’’Auditorium di Piazza Libertà, di David Bowie Is (Happening Now), in collaborazione con Lab80 e il festival Orlando: un documentario ispirato all’omonima mostra del Victoria and Albert Museum di Londra, allestita quando Bowie era ancora in vita e che ha attraversato tutto il mondo (Italia compresa).

Come se non bastasse, il simposio è gratuito ed aperto a tutti: quale migliore occasione, anche per chi non è un fan accanito, per capire l’ascesa di un mito?

Bowie: Still Life Image
A cura di Fabio Cleto e Francesca Pasquali
Università degli Studi di Bergamo
18 – 19 maggio

Il programma del simposio

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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