“The Death and Life of Otto Bloom”: storia di un uomo che si muove a ritroso nel tempo

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The Death and Life of Otto Bloom: storia di un uomo che si muove a ritroso nel tempo

"The Death and Life of Otto Bloom": storia di un uomo che si muove a ritroso nel tempo
La locandina del film

The Death and Life of Otto Bloom (Morte e Vita di Otto Bloom) è un film-documentario romanzato che racconta la storia di un uomo che si muove a ritroso nel tempo. Scritto e diretto da Chris Jones, ha fatto il suo debutto come film d’apertura al Melbourne International Film Festival il 28 giugno 2016.

Di primo acchito, viene subito in mente il paragone con Il Curioso Caso di Benjamin Button, famoso film hollywoodiano in cui Brad Pitt interpreta quest’uomo, Benjamin, che nasce anziano per poi morire bambino. The Death and Life of Otto Bloom racconta una storia analoga, ma completamente diversa. Biologicamente, infatti, Otto Bloom (Xavier Samuel) segue il normale corso della vita: nato bambino negli anni Settanta, crescerà per poi diventare adolescente e infine adulto come tutti noi. È solo la sua mente che viaggia a ritroso nella quarta dimensione.

Assurdo, eppure geniale, Otto percepisce tutto al contrario. Ciò che per gli altri è il passato per lui è il futuro. E vice versa. Conosce sempre ciò che gli sta per accadere, ma una volta successo non ne serba alcun ricordo. Da qui il titolo del film, in cui Death (morte) precede Life (vita).

Attendendo tremanti l’annuncio del suo arrivo nelle sale nostrane, facciamo un tuffo indietro nel tempo.

La pellicola si apre su un giovane Otto alla stazione di polizia. È ben vestito, curato ed educato, ma non ha generalità. Ovviamente non conosce la sua data di nascita, né l’indirizzo dei suoi genitori: tutto ciò per lui non è ancora esistito. La polizia decide quindi di portarlo da uno psichiatra ed è all’ospedale che il nostro protagonista incontra una giovanissima Ada Fitzgerald (Matilda Brown).

Tra Ada e Otto sboccerà una grande avventura. Tuttavia mentre dal di fuori la loro sembra la storia d’amore per eccellenza, è in realtà senza futuro. O senza passato. Nonostante essi stiano vivendo il presente assieme, si muovono in due direzioni opposte. L’Ada adulta (Rachel Ward) racconta che, appena incontrati, Otto la conosceva già alla perfezione, ma come lei iniziò a conoscere lui, lui iniziò a disconoscere lei.

Il tempo è il centro nevralgico della vita di Otto e quindi anche della sua arte. Otto è un pittore che dipinge il tempo. La sua arte rispecchia il suo vivere il tempo al contrario: al suo debutto come artista, per il mondo ancora sconosciuto, sconvolge tutti con il suo talento e la sua profondità. Tuttavia col passare degli anni, la sua arte regredisce a quella di un bambino. Per coloro che conoscono Otto, è il campanello d’allarme di una morte imminente.

Otto diventa famoso, sia come personaggio che come artista, è su tutti i giornali e ovviamente diventa un caso scientifico. Ma chi è davvero Otto Bloom? Qual è la sua storia? Questo rimane un mistero, un mistero che attanaglierà il cuore di Ada e resterà senza risposta. All’anagrafe non c’è traccia di Otto Bloom, perché Otto Bloom non esiste. Questo è solo un nome che ha acquisito ad un certo punto appena prima della sua morte.

"The Death and Life of Otto Bloom": storia di un uomo che si muove a ritroso nel tempo
Xavier Samuel e Matilda Brown in una scena del film

Sulla note sublimi di Paul Gillett danzano attori australiani straordinari non particolarmente noti al pubblico. Xavier Samuel si cala perfettamente nel personaggio enigmatico e tormentato di Otto. La vera scoperta però è il personaggio di Ada, rappresentato da madre (Rachel Ward) e figlia (Matilda Brown). Brown interpreta la giovane e innamorata Ada, mentre Ward veste i panni di un’Ada adulta, intervistata sulla vita di Otto. Ed è una Ward straordinaria, ritornata sulla scena dopo dieci anni di regia regalandoci una performance piena di pathos e profondità.

Chris Jones, che con questo delicato capolavoro fa il suo debutto nel mondo del cinema, dichiara di essersi ispirato a Einstein e alla sua teoria della relatività: «Il tempo è semplicemente un’altra dimensione: ogni momento è quindi simultaneamente reale».

Non esistono passato e futuro, lo scorrere del tempo è una mera illusione. Ne consegue che anche le nostre memorie sono illusioni. Il fatto che ogni momento sia simultaneo significa che esiste per sempre. Il qui ed ora non è ineffabile e inafferrabile. È perpetuo.

The Life and Death of Otto Bloom è un film intenso e profondo, che mette in dubbio il concetto forse più elementare del nostro essere uomini, il tempo, in una cornice che fa vibrare anche i cuori più infermi.

Luisa Seguin per MIfacciodiCultura

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