Maggio dei Libri

Il Maggio dei Libri: un mese per promuovere la lettura e la letteratura

Maggio dei LibriMaggio è il mese dei libri, anche se in teoria bisognerebbe leggere tutto l’anno. Il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha organizzato, come da sette anni a questa parte, la campagna Il Maggio dei Libri in collaborazione col Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e sotto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Il 23 aprile con la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore era stata inaugurata la stagione, che si concluderà il 31 maggio. L’invito alla lettura è ormai diffuso in tutta Italia, seguendo lo slogan Leggiamo insieme.

L’input della manifestazione dovrebbe essere quello di far immergere i lettori in una dimensione parallela alla nostra realtà. Reading, dibattiti, conferenze possono solo incrementare l’avvicinamento al mondo del libro, facendo sì che le storie escano anche da contesti tradizionali, inserendosi invece in universi fantastici e inusuali, capaci ugualmente di attirare la curiosità del pubblico. In quest’edizione si punta l’attenzione sulla lettura come strumento di benessere: uno strumento che è educativo a qualunque età e in qualunque contesto, che porta benessere sia al corpo sia alla mente, rigenerandoci.
Accanto a questo filone altre aree di interesse sono la legalità, gli anniversari di autori illustri e il paesaggio. In questo modo le schiere di lettori si concentrano sul senso di responsabilità civile; ricordano pietre miliari della letteratura internazionale come Pirandello, Austen, Baudelaire, Tolkien; riscoprono le bellezze naturali e geografiche raccontate dalla penna degli scrittori.

Maggio dei LibriInsomma, Il Maggio dei Libri si pone un unico obiettivo: l’espansione del popolo di lettori sul piano culturale e sociale del nostro paese, dove i primi passi importanti partono dal target infantile e giovanile, poiché la passione per la lettura già da piccoli è un mezzo che può portare solo frutto e beneficio in età adulta. Sarebbe solo positivo se in Italia il numero di lettori raggiungesse un risultato superiore al 42 %, come è stato registrato nel 2015. Naturalmente bisognerebbe tenere conto di quanti libri vengano letti durante l’anno e del loro genere di appartenenza.

Certamente non si può parlare di libri senza fare riferimento alla trentesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino (18-22 maggio 2017), che trova proprio sostegno nel progetto Il Maggio dei Libri. Realizzato nei padiglioni di Lingotto Fiere, è al contempo la più grande libreria italiana del mondo, un riuscitissimo festival culturale e una notevole opportunità per gli operatori professionali dell’ambito editoriale e per tutti i giovani che prendono parte all’evento. Il Salone è una di quelle manifestazioni in grande stile che offre la possibilità di trovare l’introvabile, di districarsi tra il mondo dei fumetti e il mondo degli ebook, di dare spazio sia ai marchi più famosi sia a quelli indipendenti ed esordienti.

Tempo fa una pubblicità televisiva chiedeva come ci si potrebbe sentire in un mondo senza musica, oggi potremmo chiederci come sarebbe invece un universo senza libri. Saremmo gli stessi noi in un mondo senza libri, in una casa senza libri, in una scuola senza libri?

Maggio dei LibriLibro vuol dire parola, parola vuol dire pensiero, pensiero vuol dire emozione. Tutto questo vuol dire storie. Vivere senza quest’inchiostro sarebbe come vivere solo a metà, cancellando tutta la storia che ventisei letterine soltanto hanno creato da quando la civiltà umana esiste.

La questione non riguarda semplicemente il cartaceo e il digitale, non si sta parlando del modo di comunicazione o di fruibilità: il succo del discorso è molto più profondo. Il concetto chiave sta nel fatto che i libri ispirino vita attraverso i viaggi mentali che le persone sono portate a intraprendere sfogliandone le pagine. I libri danno molte risposte, eppure pongono altrettante domande, ci rendono incontentabili ma sempre più colmi di conoscenza. Possiedono la capacità di rivelare ogni volta di più un aspetto di noi stessi, le sfumature del nostro carattere, sono in grado di metterci davanti i nostri difetti e le nostre paure senza mezzi termini. Ecco perché, come diceva Oscar Wilde in un suo celebre aforisma, «non esistono libri morali o immorali», perché i libri «o sono scritti bene o sono scritti male». A noi posteri sta la scelta, l’ardua sentenza.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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By on maggio 17th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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