La rivincita della cultura sui social: il fenomeno del Wikibombing

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La rivincita della cultura sui social: il fenomeno del Wikibombing

La rivincita della cultura sui social: il fenomeno del WikibombingAvete per caso notato girando per Internet degli strani commenti che parlavano di ricette, notizie storiche o definizioni letterarie? Si tratta del Wikibombing, una nuova moda che sta dilagando online e che propone una rivincita della cultura sui contenuti di bassa qualità. I link presi di mira maggiormente sono gli articoli condivisi sulle pagine ufficiali delle testate giornalistiche o sui post di singoli personaggi, che vengono appunto commentati con un copia-incolla di voci prese da Wikipedia.

A quanto pare gli utenti non sono più disposti a leggere articoli di contenuto scadente e hanno deciso di intervenire con un movimento di massa per protestare contro il decadimento dell’informazione. Tra i vip colpiti dal fenomeno del Wikibombing troviamo Fedez e Chiara Ferragni: sotto una notizia che riguardava il loro recente fidanzamento, è apparso un commento che parlava del Cinque maggio di Alessandro Manzoni. Il via per questa mobilitazione sembra essere stato dato sotto un video del matrimonio del nuovo presidente francese Emmanuel Macron e la moglie che sottolineava la loro grande differenza d’età.

In particolar modo con il Wikibombing si cerca di combattere la tendenza di alcune testate giornalistiche nel condividere un gran numero di articoli creati al solo scopo di ottenere il maggior numero di click, fenomeno anche definito clickbaiting (“esca da click”). Ci sono alcuni siti infatti che hanno come obiettivo principale quello di aumentare le visite alla propria piattaforma per generare rendite pubblicitarie online. Gli utenti vengono attratti con titoli accattivanti che però non corrispondono al reale contenuto dell’articolo, inducendo a cliccare il link con l’inganno.

Il fenomeno del clickbaiting

Questi luoghi ambigui spesso sono terreno fertile dove nascono le cosiddette fake news, di cui tanto si sta parlando in questo periodo. Non solo contribuiscono a diffondere notizie non vere ma a volte possono rovinare la reputazione delle persone con falsi allarmismi: come è accaduto a un 24enne parmense, che si è visto additato ingiustamente come pedofilo senza un perchè. Molto spesso infatti la gente condivide le notizie senza neanche leggerne il testo ma solo dando un’occhiata veloce al titolo: si chiamano analfabeti funzionali e aiutano la condivisione delle bufale.

Perciò non sembre tanto assurdo il fatto che una frangia del pubblico social abbia deciso di rivoltarsi a un metodo di informazione falso e poco trasparente. Le persone non sono più un auditorio passivo e inconsapevole ma diventa parte attiva, interagisce con chi ha dall’altra parte dello schermo, aprendo anche un dialogo con i mezzi di informazione, non considerati più come unica fonte della verità. Una parte consistente degli utenti web dice di non dare importanza al contesto in cui legge una notizia, perciò è più predisposta in questo modo ad andare incontro a una bufala, piuttosto che affidandosi a un editore online. Fortunatamente sono presenti dei supporti per contrastare il fenomeno delle fake news, come ad esempio il sito Bufale.net che si occupa del monitoraggio di determinati articoli individuati grazie proprio alle segnalazioni degli utenti.

Fake News

Ciò che conta è la rapidità e l’immediatezza dei contenuti, a discapito della veridicità e comprovatezza delle notizie. I lettori chiedono ai giornalisti uno sforzo maggiore, di approfondire di più i temi trattati, di fare inchieste per riportare nel modo migliore la notizia. La serietà e la professionalità pagano nel lungo periodo e aiutano le testate online ad affermarsi come autorevoli perchè gli utenti capiscono che c’è un impegno nello svolgere il loro lavoro e premiano il sito con la propria fedeltà.

Il Wikibombing perciò, anche se di primo acchito può sembrare una presa in giro collettiva di poco spessore, al contrario nasconde alla base un reale malcontento delle persone per quanto riguarda il ciclo dell’informazione che non deve essere sottovalutato se si vuole mantenere i propri lettori e acquisire nuove visite al proprio sito.

Andrea Porro per MIfacciodiCultura

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