“The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains”: un tempio-museo del rock psichedelico

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"The Pink Floyd Exhibition - Their Mortal Remains": un tempio-museo del rock psichedelicoLa notizia che ai Pink Floyd è stato dedicato un museo, personalmente, non mi ha stupito per niente. Un po’ tutti ci aspettavamo un avvenimento del genere, visto che quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario del loro primo singolo: Arnold Lane. D’altronde, quale band è stata in grado di catalizzare l’attenzione non solo sulla sua musica, ma anche sulla sua immagine, come hanno fatto loro? Chi non ha mai desiderato di avere in casa non solo i loro album in vinile, ma anche i poster delle loro copertine? Il maiale-palloncino che vola sopra la fabbrica di Battersea, la mucca di Atom Earth Mother, il prisma di Dark Side, difficilmente non restano impressi nella memoria. Proprio tutte queste immagini iconiche e molto altro è stato esposto al Victoria and Albert Museum di Londra sotto il nome di The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains dal 13 maggio e vi resterà fino al 1° ottobre.

In realtà la stessa storia del gruppo sembra essere stata pensata per un museo: il loro debutto nell’Inghilterra degli anni ’60, la sperimentazione psichedelica, l’emblematica figura di Syd Barrett…  Tutte caratteristiche che fanno della loro storia un racconto intrigante e affascinante, anche senza citare il loro contributo dato alla musica del ‘900. A questo proposito basti pensare al fatto che Michele Mari dalle loro vicende, e in particolare dei contrastanti rapporti con la follia creativa di Barret, ha tratto lo spunto per un bellissimo libro: Rosso Floyd.

Alcuni dei loro lavori hanno infatti caratteri narrativi, uno su tutti: The Wall, mentre molti altri presentano figure curiose. Il primo loro lavoro, ad esempio, in cui le canzoni di Syd sono popolate da essere fantastici e da paesaggi onirici. La creatività impetuosa della band ha generato quindi un vero e proprio Pantheon di personaggi, sonorità ma anche di concetti-chiave di matrice filosofica.

"The Pink Floyd Exhibition - Their Mortal Remains": un tempio-museo del rock psichedelicoIn questo senso si può parlare della loro musica come già di per sé un museo, dove le loro idee, e, possiamo dire, i pensieri che sconvolgono tutti noi, sono percorribili attraverso itinerari musicali. Anche il mezzo cinematografico è già  stato utilizzato ampiamente per mettere in scena la loro produzione musicale, ma certo attraverso la visione diretta degli oggetti e dei simboli diventa più naturale entrare a far parte del Pantheon – Pink Floyd. Trasporre quindi questi messaggi dal loro svolgersi in un tempo (quello delle canzoni e dei film) ad uno spazio fisico come la Victoria and Albert, facendo anche uso di proiezioni audiovisive, certamente richiede uno sforzo creativo, ma è anche un’operazione che parte da un immaginario già delineato.

D’altronde, altro elemento che ha facilitato il compito agli organizzatori, è stato avere al loro fianco sia il batterista degli stessi Pink Floyd, Nick Mason, sia personalità che sono ruotate attorno alla band per quasi tutti  i suoi 50 anni di attività, come Aubrey “Po” Powell e Storm Thorgerson, gli ideatori grafici delle copertine forse più emblematiche e di successo della storia del rock. Coloro che quindi hanno creato questo mondo sono stati i primi a cercare di restituirlo nelle sale della mostra, ed è questa una delle caratteristiche che la rende la più completa e meglio strutturata tra quelle realizzate finora. Il tentativo non è infatti nuovo, proprio per i motivi sopra citati, ma serviva qualcosa che raccogliesse la summa di tutte le esperienze tentate in precedenza: per farlo non potevano astenersi i diretti interessati.

"The Pink Floyd Exhibition - Their Mortal Remains": un tempio-museo del rock psichedelico
The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains

Già l’aver fatto riferimento a questa moltitudine di arti attraverso cui può essere trasposta l’opera della band, chiaramente sottintende la straordinaria poliedricità attraverso cui può essere vista la loro opera.  Ed è proprio questa la chiave che forse ha garantito l’enorme successo di pubblico, 250 milioni di copie vendute, di cui ha goduto questo mostro sacro: la capacità di sollecitare continuamente la nostra fantasia in tutti i modi possibili.

Questa mostra sicuramente darà ancora più mezzi per realizzare questo proposito, quindi anche essa è parte, data anche la partecipazione attiva dei suoi membri storici, del decennale progetto Pink Floyd.

The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains 
A cura di Victoria Broackes, Aubrey Po Powell of Hipgnosis, Paula Stainton
Victoria and Albert Museum, Londra
Dal 13 maggio 2017 al 1° ottobre 2017

Daniele Rigamonti per MIfacciodiCultura

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