Emozioni animali: esistono le emozioni non-umane?

0 1.038

Emozioni animali: esistono le emozioni non-umane?

Emozioni animali: esistono le emozioni non-umane?Marc Bekoff, professore emerito presso l’Università del Colorado, vincitore degli Award per la scienza, cofondatore di Ethologist for Ethical Treatment of Animals, sostiene l’esistenza della complessa vita emotiva, intelletiva e morale degli animali (La vita emozionale degli animali). Nonostante le differenze, tutte le specie condividono un nucleo molto simile di sensazioni, che si sono evolute per essere un collante sociale (infatti, alcuni animali potrebbero avere il senso dell’umorismo o quello della meraviglia). D’altra parte, Charles Darwin è stato il primo scienziato ad individuare negli animali le emozioni, parlando anche di continuità evolutiva: tra animali e uomini, infatti, la differenza è di quantità, non di qualità. Quindi, la convinzione che gli umani siano animali speciali e abbiano capacità uniche è più un nostro sogno che una realtà. Come evidenziano studi di neuroetologia, abbiamo in comune con mammiferi, vertebrati e uccelli strutture cerebrali che sovrintendono a varie funzioni quali sentimenti, comportamento e memoria a lungo termine.

Nel luglio del 2012 un gruppo internazionale di scienziati ha sottoscritto la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza, nella quale si afferma che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole similmente agli esseri umani.

Gli umani non sono gli unici a possedere i substrati neurologici che generano la coscienza; li hanno anche gli animali non umani, includendo tutti i mammiferi e gli uccelli, e molte altre creature, inclusi i polpi (imparano, usano attrezzi come gusci di noci di cocco per fare rifugi e giocano).

Anche Konrad Lorenz, vincitore del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia, considerato il fondatore della moderna etologia scientifica, sosteneva una coscienza animale: quasi tutte le specie hanno sentimenti, sono intelligenti, sanno bene chi sono e come comportarsi con gli altri. Ci sono cornacchie che mettono le noci sulle strade e aspettano che le automobili le schiaccino per aprirle, scimpanzé che riescono a comunicare con gli uomini, elefanti che collaborano. In alcune scimmie il tradimento (di un maschio subordinato con una femmina che appartiene all’harem del maschio alfa) avviene di nascosto e senza urla, per non essere scoperti.

Gregory Berns, neuroscienziato della prestigiosa Emory University Usa, ha scoperto tramite risonanza magnetica le similitudini dei cervelli: i cani hanno una capacità di sperimentare sensazioni come gli esseri umani, probabilmente come i bambini, cioè tramite le emozioni primarie, mentre è più difficile rintracciare in loro quelle secondarie, che anche negli umani compaiono successivamente. A confermare le teorie di Berns i risultati di una serie di esperimenti condotti per anni su decine di cani, studiando l’attivazione delle zone della materia grigia e comparando i dati con quanto avviene nelle persone (The New York Times). La risonanza magnetica ha così evidenziato che i cani felici attivano la zona cerebrale chiamata nucleo caudato, la stessa che si illumina nelle persone per l’aspettativa di piacere. La neuroscienza definisce questa similarità tra cani e persone un’omologia funzionale. Attenzione, però, non tutte le emozioni umane possono essere attribuite agli animali, ed in particolare ai cani. Esistono diverse complessità anche nel mondo dei sentimenti, spiega Angelica Da Ronco, educatrice cinofila e amministratrice del sito Cane di Famiglia, il portale italiano di riferimento per gli amici a quattro zampe. Sempre più spesso i cani vengono “umanizzati”, con comportamenti scorretti dei padroni. Il cane per certo prova sensazioni, ma vive e percepisce in modo differente dall’uomo, come già ribadito. Gli è propria la gelosia, ma gli manca la complessità del pensiero razionale. È sbagliato, quindi, proiettare troppe reazioni umane e/o aspettative su un essere diverso, precludendogli la libertà di essere secondo la sua natura.

Emozioni animali: esistono le emozioni non-umane?L’interazione tra ormoni, cervello e sistema nervoso concorre a determinare le emozioni. Di queste, la maggior parte è situata nel mesencefalo, una regione comprendente anche i centri della memoria e le percezioni di piacere/fastidio (amigdala e ipotalamo). Il pensiero razionale si è evoluto a partire dal cervello emotivo, che mantiene un ruolo fondamentale in ogni ambito dell’esistenza, apprendimento compreso. «Il sistema di piacere/fastidio è ciò che viene maggiormente usato per il training – spiega la Da Ronco – essendo più facile ricordare gli eventi che sono connessi a qualche sensazione sviluppata soggettivamente». Le impressioni, la cui etimologia significa, appunto, “effetto lasciato nell’animo”, vengono poi elaborate in zone differenti del cervello, dando vita a tante sfumature e diversità, sia tra umani sia tra altre specie animali.

Le emozioni hanno una buona componente di ormoni, non è una novità. Diverso, però, l’approccio moderno all’ossitocina, un neurotrasmettitore che ha più funzioni: muove le contrazioni durante il parto, rafforza il legame tra mamma e bambino, stimola le cellule dei dotti lattiferi delle mammelle, rilascia il piacere nell’orgasmo (per aumentare la libido maschile e intensificare la sensazione orgasmica maschile il metodo/prodotto più usato del momento è proprio lo spray). Secondo una ricerca condotta dall’University of Maryland School of Medicine, questo ormone attenua lo stress, accresce la fiducia e l’empatia, smorza l’aggressività, è collegato all’autostima e al buon umore. Un gruppo di studiosi dell’Università di Bar-llan di Tel- Aviv lo ha definito vero e proprio collante nei legami affettivi: tenendo conto del comportamento di 163 coppie di ventenni, ha verificato che le coppie avevano livelli più alti di ossitocina rispetto a chi invece era single.

Emozioni animali: esistono le emozioni non-umane?L’ormone dell’amore e del buon umore agisce positivamente non solo sui rapporti sentimentali. Viene, infatti, stimolato anche nell’interazione con gli animali. Un gruppo di ricercatori giapponesi coordinati dal biologo Miho Nagasawa dell’Azabu University ha scoperto che il contatto visivo tra uomo e cane genera nel cervello di entrambi proprio l’ossitocina. Questa corrispondenza non è innata, ma si è sviluppata nel corso dell’evoluzione (non essendo presente con lupi o altri animali selvatici). In questa direzione si stanno muovendo i ricercatori del Family Dog Project and Comparative Ethology Research Group (MTA-ELTE), esaminando i meccanismi che mediano la socialità canina nei confronti degli umani. Gli studiosi dell’Università Loránd Eötvös di Budapest, si sono infatti chiesti se il comportamento sociale dei cani verso gli esseri umani potesse essere influenzato dal gene per il recettore dell’ossitocina (oxytocin receptor, OXTR). Lo studio rivela che l’ormone può avere diversi effetti a seconda del tipo di polimorfismo del gene per il recettore di cui è portatore un cane. Da qui si aprono nuovi orizzonti anche per quanto riguarda la pet therapy ed in particolare l’uso dei cani nella riabilitazione delle persone autistiche, affette da sindrome post-traumatica da stress e malati oncologici.

Quella che potrebbe sembrare una constatazione ovvia è invece una conquista raggiunta nel tempo, a cui molti fanno ancora fatica ad adeguarsi: le emozioni appartengono agli esseri viventi, seppur elaborate ed espresse in modo diverso. Riconoscerle e rispettarle sarebbe una grande dimostrazione di intelligenza e considerazione nei confronti dell’altro.

Più cercheremo forzatamente di attribuire al nostro animale sentimenti che non gli appartengono, tanto più cresceranno le incomprensioni e i problemi nella relazione con loro. Non c’è niente di più difficile, come niente di più importante, che imparare ad entrare nell’universo dell’altro, lasciandoci alle spalle le aspettative e mettendoci in atteggiamento di ascolto. È così che si creano dei rapporti – o dei momenti – di qualità e avviene davvero una comunicazione efficace -.

Angelica Da Ronco

Questo è sicuramente applicabile a qualsiasi specie, anche ed in primis agli arroganti e supponenti umani, perfino fra loro stessi.

Fuck Pirlott, let’s rock

Lara Farinon per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.