Viva Arte Viva: la 57esima Biennale di Venezia indaga il rapporto tra l'artista e il fare arte

Viva Arte Viva: la 57esima Biennale di Venezia indaga il rapporto tra l’artista e il fare arte

Christine Macel (photo by Andrea Avezzù, courtesy La Biennale)

Ha inaugurato il 13 maggio la cinquantasettesima Biennale di Venezia, il cui titolo è Viva Arte Viva: curata dalla francese Christine Macel, curatrice e figura chiave del Centre Pompidou, si ripropone di approfondire e decodificare il rapporto che intercorre tra l’artista e la sua stessa arte. Insomma, un’indagine metartistica per comprendere dove sta andando l’arte e cos’è la creatività oggi.

La libertà espressiva è la dunque l’elemento fondante di questa Biennale, che non pone limiti ma solo obiettivi, ovvero quello di spiegare a tutti cosa nel 2017 significa arte per gli stessi artisti, come si approcciano con il fare e il dialogare col pubblico, quali sono le prospettive future. Compito del pubblico è di conseguenza reagire positivamente o meno a ciò che viene proposto: questa tensione determina inevitabilmente l’incontro scontro tra la creatività più libera e una certa richiesta quasi di marketing, argomento decisamente delicato.

L’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umanità, in un momento in cui l’umanesimo è messo in pericolo. Essa è il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come degli interrogativi fondamentali.
L’arte è l’ultimo baluardo, un giardino da coltivare al di là delle mode e degli interessi specifici e rappresenta anche un’alternativa all’individualismo e all’indifferenza. Più che mai, il ruolo, la voce e la responsabilità dell’artista appaiono dunque cruciali nell’insieme dei dibattiti contemporanei. È grazie alle individualità che si disegna il mondo di domani, un mondo dai contorni incerti, di cui gli artisti meglio degli altri intuiscono la direzione.

Christine Macel

Viva Arte Viva è un interessante gioco di parole che inneggia alla vitalità stessa del mondo artistico sollecitando l’amore che questo deve provare per se stesso lontano però da una chiusura intellettuale e dall’individualismo contemporaneo, creando una rete di contatti creativi ed umani.

A partecipare alla Biennale sono ben 120 artisti provenienti da 51 paesi e i Padiglioni 86: da segnalare Antigua e Barbuda, Kiribati e Nigeria alla loro prima partecipazione alla manifestazione. L’itinerario espositivo è suddiviso in 9 capitoli, ovvero Padiglioni transnazionali: due sono situati nel Padiglione Centrale ai Giardini mentre gli altri sono disseminati lungo il percorso tra l’Arsenale e il Giardino delle Vergini.
Il Padiglione Italia è curato da Cecilia Alemani ed è intitolato Il mondo magico: qui espongono gli artisti Adelina Husui-Bey, Giorgio Andreotta e Roberto Cuoghi. Il Padiglione pare sia uno dei più belli e visitati, e perfino il Ministro Franceschini gli ha affibbiato entusiasta un 10 e lode.

Meditazione, finito, otium letterario ed artisti, il sonno ed il sogno, lo spazio comune, la condivisione, il rapporto diretto: questa Biennale è dunque un laboratorio creativo vero e proprio, come dimostra anche l’iniziativa Tavola Aperta. Infatti due volte a settimana un artista pranzerà col pubblico raccontando il proprio progetto e questo incontro conviviale sarà trasmesso anche in streaming sul sito della Biennale. Questo particolare appuntamento è stato sostenuto anche dal presidente della Biennale Paolo Baratta:

La Biennale si deve qualificare come luogo che ha come metodo, e quasi come ragion d’essere, il libero dialogo tra gli artisti e tra questi e il pubblico. Con la presente edizione si introduce un ulteriore sviluppo; è come se quello che deve sempre essere il metodo principale del nostro lavoro, l’incontro e il dialogo, diventasse il tema stesso della Mostra. Perché questa Biennale è proprio dedicata a celebrare, e quasi a render grazie, all’esistenza stessa dell’arte e degli artisti, che ci offrono con i loro mondi una dilatazione della nostra prospettiva e dello spazio della nostra esistenza.universo poetico e il loro modo di lavorare.

Viva Arte Viva si pone dunque come un esperimento innovativo, un incontro dinamico in continuo divenire: questa Biennale non è costituita solo dagli artisti ma anche dal pubblico che decide da interagirvi. Che finalmente l’Italia abbia deciso di ripartire davvero dalla cultura?

57° Esposizione Internazionale d’ArteViva Arte Viva
A cura di Christine Macel
Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on maggio 15th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs

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