GelosaMente – Tondelli: l’amore e la gelosia nelle “Camere separate” di Leo e Thomas

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GelosaMente – Tondelli: l’amore e la gelosia nelle “Camere separate” di Leo e Thomas

Camere separate: una filosofia di vita, oltre che un libro. Questo romanzo di Pier Vittorio Tondelli (Correggio, 1955 – Reggio nell’Emilia, 1991), edito da Bompiani nel 1989, è il racconto di un’intensa e disperata storia d’amore a distanza. Il protagonista, Leo, è un celebre scrittore che si innamora di Thomas, un giovane musicista tedesco; questi diventa ben presto suo compagno di vita, mantenendo una connessione emozionale sempre viva anche durante le settimane trascorse senza vedersi. Il romanzo è una narrazione costituita da un intarsio di riflessioni e flashback, che a poco a poco svelano pezzi della vita di Leo e, in particolare, del suo rapporto con Thomas.

I due giovani si incontrarono per caso a una festa a Parigi; cominciarono a passare sempre più tempo assieme, innamorandosi. Ma Leo, un po’ per il lavoro, che lo portava a viaggiare in tutto il mondo, e un po’ per indole, scelse la filosofia delle “camere separate“, ovvero di avere con Thomas solo una relazione a distanza: Leo «voleva continuare a essere un amante separato, voleva continuare a sognare il suo amore e a non permettergli di infangarsi nella quotidianità».  Thomas era più giovane di Leo, e in realtà avrebbe voluto un progetto di vita condivisa, certezze e stabilità. Purtroppo, Leo, già sulla trentina ma con uno spirito libero e indipendente, non era ancora in grado di dargli nulla di tutto ciò; forse non avrebbe potuto darglielo mai. Per due anni continuarono la storia vedendosi quando e dove potevano, dandosi appuntamenti attraverso tutta l’Europa.

Se per Leo vivere un amore con Thomas in “camere separate” – e separate da almeno due migliaia di chilometri di distanza – divenne qualcosa di perfettamente sopportabile e naturale, per Thomas non lo fu mai. Thomas soffriva tantissimo durante le assenze di Leo, a tal punto che, pur amandolo e volendo continuare la relazione, decise di andare a convivere con un’altra persona. Una persona che, a differenza di Leo, poteva essere quotidianamente presente nella sua vita.

La gelosia entra in scena a questo punto: Leo non poteva sopportare che Thomas convivesse con qualcun altro.

Quando Leo apprese che Thomas viveva con un’altra persona diventò furioso. Si sentì tradito, soprattutto umiliato. Ma Thomas fu irremovibile: “Tu vuoi vivere solo, Leo. E io voglio invece vivere accanto alla persona che amo”.

La gelosia è qui un ambiguo sentimento fatto di rabbia e rancore per un tradimento percepito come umiliante. Ma Thomas non voleva sostituire Leo, semplicemente aveva trovato qualcuno con cui condivideva la stessa idea di amore. Questo qualcuno era Susann, una ragazza di circa vent’anni, con la quale aveva cominciato a progettare un futuro insieme. Leo probabilmente era geloso proprio di questo futuro stabile che Thomas poteva avere, mentre lui, a causa della sua volubilità, sarebbe sempre stato condannato a una vita errabonda fra mete variabili ed effimeri amori.

I due provarono a riallacciare la relazione trascorrendo una vacanza da soli, in Spagna. Ma non era più come prima; l’arrivo di Suzann aveva alterato l’equilibrio sentimentale che Leo, un po’ egoisticamente, aveva costruito adattandolo alle proprie esigenze di autonomia, senza tenere conto del bisogno di supporto e condivisione di Thomas. Suzann, sebbene fosse assente, era «un’ombra che si intrometteva fra di loro». Leo comprese, a quel punto, che Thomas non dipendeva più solamente da lui, aveva iniziato un’altra vita in autonomia con un’altra persona. E questo lo ferì: «Leo si incupiva perché Thomas aveva una vita nella quale lui non sarebbe mai potuto entrare». È lo stesso concetto di gelosia che abbiamo visto tormentare l’amore tra Cosimo e Viola, illustrato da Italo Calvino ne Il barone rampante.

Lo stato d’animo di Leo, a detta del narratore – che fornisce il suo punto di vista – oscilla tra soddisfazione e risentimento: soddisfazione perché è consapevole che Thomas continua ad amarlo; risentimento perché, tuttavia, egli non riesce a fare a meno di una terza persona, che si frappone tra loro, sottraendo a Leo un pezzo della vita del suo compagno, che vorrebbe per sé tutto intero, anche se a distanza.

Inutile negare che era stato proprio Leo, tuttavia, a volere queste complicazioni, a desiderare una storia a distanza pur nel tormento, e accettando il fantasma della gelosia che aleggiava sulle loro camere separate. Tuttavia, nella vita di Leo non c’è spazio per la cristallizzazione delle abitudini; in lui è troppo forte la «consapevolezza che non troverà mai pace e che, per quelli come lui, niente sarebbe mai sufficiente». Leo si era votato a una costante ricerca di se stesso, mentre Thomas aveva scelto la verità di un amore sicuro e stabile. Anche se, alla fine, non avrebbero mai potuto fare a meno l’uno dell’altro: «Leo e Thomas si amano, in pace, proprio da quel momento in cui hanno sentito l’impossibilità del loro amore. Si amano, perché si sono già lasciati».

Arianna Capirossi per MIfacciodiCultura

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