#perlaGloria – Dignità, ovvero l’involuzione della specie

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#perlaGloria – Dignità, ovvero l’involuzione della specie

La dignità.

Qualcosa che abbiamo tutti in dotazione.

La dignità.

Qualcosa che spesso dimentichiamo cosa sia, a cosa serva e quanto conti.

DIGNITÀ : Rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e un contegno adeguati.

Ecco di cosa parliamo.

Parliamo di una parola che più che appartenerci ci definisce come esseri umani.

Come persone.

Come umanità nel suo senso generale.

Invece, pare, che in quest’epoca la dignità pesi poco e valga ancora meno, è stata rilegata nel campo del decoro tacito come la compostezza nel dolore, il celare sommesso il frigo vuoto alla fine del mese, il tacere le preoccupazioni di uno stato che ci affama, accettare qualsiasi mansione o salario a testa bassa e cose analoghe.

Se taci, se non ti lamenti allora sei esempio di grande dignità.

Un bel modo di usare una parola nobile come un guinzaglio corto.

Del resto non ci si poteva aspettare che in un momento storico dove gran parte di chi sta al potere la dignità se l’è venduta talmente tanto tempo fa che nemmeno si ricorda come si scrive, potesse insegnarcene il valore.

E no, perché un popolo senza dignità è un popolo che si controlla facilmente, perché è un popolo che non si riconosce, che si svaluta, che si vende.

DIGNITATEM astratto di DIGNUS, meritevole.

Meritare, altra parola caduta in disuso fatto salvo per tutte le volte che a sproposito la lanciamo a sassate in faccia a chi, oltre al rispetto, ha perso casa, famiglia e vita.

Ma del resto siamo abituati così.

A credere che il rispetto di sé sia poco più di una merce di scambio, barattabile per due soldi, un posto fisso, uno stipendio da fame, una mansione che non avvicina lontanamente alle nostre aspettative, una comparsata in tv.

Non sappiamo più cosa meritiamo, non sappiamo più rispettarci e di conseguenza non ci sognamo lontanamente di rispettare gli altri.

Rispetto che l’uomo deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e un contegno adeguati, ossia se ti rispetti tu di base dovresti rispettare anche gli altri che sono meritevoli tanto quanto te.

Tanto quanto, capito?#perlaGloria - Dignità, ovvero l'involuzione della specie

Non è che se sei nato in Siria e sei sfigato, allora di dormire per strada come un cane un po’ te lo meriti.

No, non funziona così.

Ma se, come scriveva Pico della Mirandola, la dignità ci distingue dalle bestie allora fa comodo a tutti far sì che ci dimentichiamo cosa sia.

Così mentre siamo tutti concentrati a scannarci tra di noi come animali, tutto il resto passa lecitamente in sordina e vale tutto.

Vale vuoi il lavoro? Accucciati sotto la scrivania e poi ne parliamo.

Vale che , di questi tempi, devi già dire grazie se hai un lavoro e chissenefotte se sei un ricercatore e costretto a incartare panini al Mc Donald.

Vale che sei stagista non retribuito fino ai 30 anni.

Vale che ti pagano 700 euro al mese e devi pure dire grazie.

Vale che un politico possa dire a un altro che è un infame ed è da uccidere manco fosse un chiunque malavitoso al bar sotto casa.

Vale lanciarsi dalla finestra per scampare da Equitalia che bussa alla porta.

Vale fare affari con Capi di Stato che promuovono leggi che legittimino lo stupro di minori.

Vale sopravvivere e dimenticarsi del rispetto.

Peccato che a chinare la testa è un attimo che la dignità ci finisca sotto i piedi.

È ora che la testa si alzi, che ci si guardi negli occhi, che ci si permetta di guardarsi ancora allo specchio.

Che #perlagloria non si combatte ma per la dignità sì.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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