Perchè leggere “Le donne erediteranno la terra” di Aldo Cazzullo

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Perchè leggere Le donne erediteranno la terra di Aldo Cazzullo

Le donne erediteranno la terra
Le donne erediteranno la terra

Le donne erediteranno la terra. Sono inciampata in questo libro per caso, in uno dei miei giri solitari in libreria. Quando ho letto il titolo, confesso, ho storto un po’ il naso, e osservando l’autore che mi stava accanto e stampava autografi con solerzia, ho pensato: «Non sarà un po’ troppo?».

Poi quando ho scoperto che il titolo avrebbe dovuto essere Le donne conquisteranno la terra, ho tirato un respiro di sollievo. All’idea della conquista, di una seduzione o di un dominio ottenuto con la lotta, l’astuzia o il sacrificio, mi piaceva decisamente di più quella di tramandare, come di madre in figlia, come di generazione in generazione, come di una ricchezza che si moltiplica nel tempo e nel tempo diventa sempre più preziosa insieme al potere e alla responsabilità di chi se la ritrova tra le mani e deve saperla ben amministrare e ben utilizzare.

Superata la resistenza per il titolo, ho dovuto scontrarmi contro il mio inguaribile scetticismo per l’ennesimo libro o iniziativa sulle donne. Oggi c’è molto rumore attorno alle donne, delle donne si parla sempre, ovunque e comunque. Sui rotocalchi e nei notiziari perché ci ammazzano o ci violano, in politica, dove le nostre idee si contendono il primato della visibilità con la cellulite che indossiamo sulle nostre gambe, sul web, dove può capitare di imbattersi nel blog rosa di Repubblica lanciato da Concita De Gregorio Cosa pensano le ragazze?, una specie di confessionale a porta aperta in cui le donne parlano delle donne, nei romanzi, alcuni di recente uscita, come Le lupe di Flavia Perina o Lettera a Dina di Grazia Verasani dove si intrecciano dolore, amicizia e ricordi, il tutto raccontato in chiave strettamente “femminile”.

Ma allora  perché leggere Le donne erediteranno la terra di Aldo Cazzullo?
Innanzitutto perché è scritto bene e una buona scrittura è sempre il primo piacere che un libro deve regalare, e poi perché ti sorprende. Se riesci ancora a sorprendenti a leggere, oggi, di donne – argomento che potrebbe essere comodamente accartocciato nei soliti stereotipi e luoghi comuni, allora significa che la lettura ne è valsa la pena.

In questo libro le donne sono raccontate in maniera diversa, anzi in tanti modi diversi, e a parlare sono soprattutto le storie delle donne – storie scelte con cura e portate in scena sulla carta con uno stile asciutto, senza leziosità né retorica e con quel filo di pathos che ci restituisce il punto di vista dell’autore e devo dire che non mi dispiace affatto che sia un punto di vista “maschile”, forse perché ho sempre pensato che alla fine le cose migliori sulle donne le abbiano scritte gli uomini, come alcuni testi di canzoni rimaste nella storia. Forse solo un uomo poteva scrivere Quello che le donne non dicono e parlare delle nostre bugie come di «una mancata verità che prima o succederà»- ed Enrico Ruggeri ci è riuscito benissimo.

cazzullo-5Le donne erediteranno la terra. Cosa ho amato di più di questo libro? Non ho dubbi. L’armoniosa mescolanza di storia, attualità, aneddoti e mitologia. Il modo in cui stanno bene insieme le gesta di Giovanna D’Arco e la simpatia di Valeria Solesin, le vergini guerriere dell’Albania e Lady Oscar, il mito di Tiresia e il rigore scientifico di Rita Levi Montalcini, la tenacia moderna di Valentina Vezzali e lo splendore senza tempo di Maria Callas.

Generazione Hermione. Senza paura di banalizzare il concetto, l’autore scomoda addirittura la saga di Harry Potter per dirci che questo sarà il secolo del sorpasso delle donne sugli uomini. Perché siamo tutte un po’ Hermione, streghe a nostra insaputa, con talenti nascosti che forse nemmeno conosciamo o in cui non crediamo mai fino in fondo – una consapevolezza che stiamo però conquistando giorno dopo giorno e che ci porterà lontano. E poi siamo grintose, super-preparate (anche se qualcuno ama definirci “secchione”) e ambiziose. Ma soprattutto siamo generose, sempre pronte a “prendere al volo” gli uomini un attimo prima che stiano per precipitare nel burrone, proprio come nel sogno glorioso del giovane Holden – solo che lì l’eroe era un uomo e ad essere salvati erano i bambini.
Insomma, per Cazzullo questo è il secolo in cui le donne abbracceranno il potere e non solo.

Le donne ne faranno un uso migliore degli uomini. E li salveranno.

Non si fa fatica a riconoscere la bellezza e il valore di questa Generazione Hermione mentre si attraversa, pagina dopo pagina, questo viaggio nell’universo femminile. Di ogni donna che ho incontrato lungo questo viaggio ho scoperto qualcosa in più, ho imparato qualcosa che non sapevo, ho considerato un punto di vista che avevo a fino a quel momento ignorato, ho ricordato qualcosa che avevo dimenticato.

cazzullo-3Come quando mi sono persa nella storia di Giovanna D’Arco e ho ripescato dai cassetti della memoria lasciati sui banchi di scuola i suoi abiti maschili in cui si stringeva per diventare un guerriero, abiti maschili a cui non volle mai rinunciare – un atto di resistenza che le costò il sacrificio di spirare tra le fiamme di un rogo. Ma anche le sue “voci di dentro” che la guidarono nelle sue scelte e nel suo cammino, e poi la sua verginità che gli uomini inquisitori vollero investigare e scavare più volte per riconoscere un segno tangibile della sua fede e della sua vicinanza a Dio.

O come quando ho scoperto la simpatia di Valeria Solesin. Un tratto di cui nessuno ci aveva mai parlato e che nel libro di Cazzullo la mamma di Valeria tiene invece a sottolineare con cura come la qualità migliore della figlia, sgretolando un po’ tutta quella pomposità con cui i media ci avevano restituito l’immagine di questa giovane ricercatrice veneziana.

Sento parlare di mia figlia come se fosse una santa o un’eroina. Una via di mezzo tra Madre Teresa e Marie Curie. Valeria rimarrebbe stupita. Era una persona normalissima. Anche se certo aveva doti non comuni. Innanzitutto, era molto simpatica

Ho smesso così di pensare a Valeria come la studentessa modello, volontaria di Emergency e cervello in fuga. Per un attimo l’ho immaginata in mezzo a un mucchio di amici con un boccale di birra tra le mani o un calice di vino rosso, travolta da una risata, mentre sorride e fa sorridere. Ad un tratto mi sono state più chiare anche le parole della madre quando ha detto che «Valeria mancherà molto a noi, e anche al suo Paese». Ci mancherà un pezzo di umanità unico ed irripetibile. Mancherà più di tutto e sopra ogni cosa la sua simpatia, che era davvero il tratto unico ed irripetibile di Valeria.

Si potrebbe continuare con gli esempi, perché le storie raccolte in Le donne erediteranno la terra sono tante e tutte permettono di alzare lo sguardo da un modo scontato, e forse pure un po’ vecchio, di parlare o celebrare le donne.

Valeria Solesin
Valeria Solesin

Mi piace solo ricordare che nel libro di Cazzullo c’è spazio anche per un intero capitolo dedicato a La donna masochista dove a fare da contraltare al motto populista “se l’è cercata” c’è un’analisi lucida su un certo modo di essere donne, sempre all’ombra dei propri uomini, ai quali tutto è concesso e tutto si perdona. Sono le donne intrappolate in una bugia d’’amore che esse stesse hanno creato e che alimentano di giorno in giorno con frasi come «Io lo amo», «Io ti salverò», «Con me lui sarà diverso». Quella bugia d’amore che finirà per stritolarle quando arriveranno al punto di nascondere i lividi viola sotto le calze e si prenderanno addosso tutto il peso di una vergogna e di una colpa che non le appartiene.

Le donne. Quello che siamo lo raccontano solo le storie che scriviamo. E raccontarle serve anche per capire quello che domani vogliamo essere, nella società, nella famiglia, nel lavoro o in un rapporto di coppia.

E così, pare che le donne erediteranno la terra. Non lo dicono gli oroscopi, lo dicono gli uomini, che a dispetto delle donne sembrano anche quelli più convinti che questo un giorno possa accadere davvero.

Erediteremo la terra anche io e mia figlia che verrà, che ora nuota in quel liquido amniotico che è fatto anche dei miei pensieri, delle mie emozioni e delle mie paure. C’è scritto così, a penna, sulla prima pagina del suo libro che l’autore mi ha dedicato. Mi sembra un augurio bellissimo. Erediteremo la terra sì, e saremo felici.

Antonella Fumarola per MIfacciodiCultura

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