Essere Mark Zuckerberg: il re dei social network tra genio e sregolatezza

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Essere Mark Zuckerberg: il re dei social network tra genio e sregolatezza

Essere Mark Zuckerberg: il re dei social network tra genio e sregolatezzaC’è chi lo definisce eccentrico, insensibile, avido e meschino. Chi una persona caritatevole, poco interessata al denaro e con una forte determinazione a rendere il mondo più alla portata di tutti: chi sia in realtà Mark Zuckerberg resta un mistero. Ma si sa, la personalità di un genio è solitamente complessa e contorta ed è spesso difficile individuarne sfumature e contorni.

Che ci piaccia o no, Zuckerberg ha attuato una delle rivoluzioni più importanti della storia umana. Ha abbattuto muri, città, autostrade; ha accorciato la distanza tra Paesi e Continenti e ha dato vita ad un nuovo linguaggio, quello del to share, della condivisione di foto, immagini, esperienze; stralci delle nostre vite che divengono alla mercé di un pubblico vasto e invisibile agli occhi.

Secondo la leggenda, al secondo anno di università (Harvard), una delusione d’amore spinge Zuckerberg ad inventare un social network per mettere in contatto tutti i ragazzi del college: utilizzando le foto dell’annuario scolastico (Face Books), crea una piattaforma che desta una forte curiosità  tra i ragazzi: il mattino dopo l’università è costretta a bloccarla per via del sovraccaricamento di uno degli switch della rete internet.

Da qui l’ascesa di una delle realtà virtuali più conosciute ad oggi: si intuisce subito il potenziale di questo social network tanto che sono in molte le multinazionali che propongono offerte d’acquisto a Zuckerberg. In un’intervista del 2007, il fondatore di Facebook spiega:

Non fu per la somma che ci offrirono. Per me e i miei colleghi, la cosa più importante era creare un flusso di informazioni per la gente. L’idea che le corporazioni mediatiche siano possedute da conglomerati è assolutamente priva di ogni attrattiva per me.

Essere Mark Zuckerberg: il re dei social network tra genio e sregolatezza«L’unica cosa che realmente mi interessa è la mia missione, rendere il mondo “aperto”», sottolinea. Rendere il mondo aperto, collegarlo: è questa la filosofia di Mark Zuckerberg, una filosofia condivisa anche da esponenti dei più disparati ambiti (basti pensare al cantante degli U2).

«In questo secolo, lo sviluppo globale e la connettività globale sono collegate», scrivono i due sul New York Times«Se si vuole nutrire la gente, guarire, istruire e dare lavoro, dobbiamo connettere il mondo». Internet perciò diviene alla stregua di un bene primario, non riservato solo ai pochi: diviene uno strumento strettamente necessario per realizzarsi, per essere partecipanti attivi del mondo che ci circonda.

«Nelle ultime settimane abbiamo visto i profughi alla disperata ricerca di un riparo ai confini dell’Europa. Gli smartphone hanno reso possibile comunicare con i familiari rimasti al di là delle barriere. Internet ci ha permesso di condividere il dolore per la morte del bambino siriano sulla spiaggia in Turchia, diventato il simbolo di ogni rifugiato. I social media hanno trasmesso il messaggio che ha cambiato non solo l’opinione pubblica, ma la politica». Abbattere le barriere e rendere il mondo più unito e solidale, condividendo anche sentimenti, idee ed emozioni: questa è la sfida futura di Zuckerberg che pensa già ad un Facebook-telepatico.

Essere Mark Zuckerberg: il re dei social network tra genio e sregolatezzaLa tecnologia può davvero migliorare il mondo, può davvero aiutare a superare difficoltà che oggi giorno sembrano inaccessibili. Ma sola non basta: bisogna creare dapprima comunità sane, forti e coscienti della potenzialità di questo strumento. E internet è quello strumento volto a promuovere il potenziale umano e l’uguaglianza, rendendo accessibili a tutti le opportunità che il mondo oggi offre: solo in questo modo possiamo pensare di migliorare la  realtà, dando vita ad un posto migliore per i nostri figli e i figli che verranno.

Zuckerberg  ne è consapevole.  È consapevole della potenza di ciò che ha creato, è consapevole dell’importanza della strada che ha spianato davanti noi, della realtà invisibile che ha creato sopra le nostre teste.

Dovremmo iniziare a renderci conto che non si tratta solo di intrattenimento o di comunicazione: internet può essere un’ancora di salvataggio, un ausilio a quelle persone che, a causa di barriere reali, non possono usufruire di un’educazione, di informazioni, di opportunità lavorative.

Uno sforzo a lungo termine che può essere promosso solo dalla buona volontà di chi mette a disposizione nuovi punti di vista da seguire. Nella speranza di creare un mondo più equo.

Buon compleanno al creatore del social network per eccellenza, auguri Mr. Zuckerberg!

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

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