Marco Bagnoli: apre le porte al pubblico l’atelier dell’artista toscano

0 600

Marco Bagnoli: apre le porte al pubblico l’atelier dell’artista toscano

Chi sono io è la luce che sei tu; come tale sono venuto a te luce celeste, 1986/2017

Ha recentemente inaugurato presso Montelupo Fiorentino, in provincia di Firenze, l’atelier di Marco Bagnoli. L’apertura si è tenuta lo scorso 5 maggio presso la nuova struttura, immersa tra vigneti e campagna toscana, progettata dall’artista in collaborazione con l’architetto Toti Semerano. Lo spazio non si limita ad essere unicamente un atelier, svolgendo le consuete mansioni di archivio e laboratorio, ma resta aperto al pubblico svolgendo un ruolo espositivo ed ospita la sede dell’associazione Spazio X Tempo, di cui l’artista è uno dei fondatori. L’opening è stato dedicato a Michael Galasso, compositore, violinista e direttore di orchestra americano, amico e compagno di avventure di Bagnoli. Nel 1996 lavorarono insieme ad un progetto sperimentale da cui nacque il CD Sogna, con musiche ispirate a Figure di Parola di Marco Bagnoli. Sogna Naturale, traccia 4 del CD, sembra rappresentare lo studio dell’artista, dove regna un sottofondo naturale di cicale, grilli e uccelli provenienti dalla campagna ed un brulichio di voci dei molti accorsi all’apertura; diverge dal brano, l’inaugurazione, solo per l’assenza di pioggia, anche se l’acqua nascosta tra la struttura non manca. In omaggio al musicista americano, scomparso nel 2009 a Parigi, nel corso della serata si è tenuta una performance musicale con voci e strumenti.

Atelier Inaugurazione

Marco Bagnoli, nato a Empoli nel 1949, è uno dei più rappresentativi artisti della scena italiana degli anni Settanta. Dopo una formazione scientifica si rivolge verso l’arte alla ricerca di «un elemento più profondo». Ha partecipato a numerose collettive di rilievo internazionale ed importati enti gli hanno dedicato personali, come Il Castello di Rivoli ed Il Centro per l’Arte Contemporanea di Ginevra. È stato chiamato a partecipare ben quattro volte alla Biennale di Venezia e due volte a Documenta. Molte sue opere site specific sono, inoltre, dislocate sul territorio.

Il nuovo studio sicuramente si integra alla perfezione con il concetto da lui redatto di Opera Scenica: un’opera inserita in un contesto tale da generare la partecipazione dello spettatore. Un contesto espositivo non convenzionale, dove opera d’arte è il pavimento/terreno che calpestiamo, dove riflessi e rimandi ci accompagnano lungo tutto il percorso, con un vero fil rouge che ci conduce dolcemente da un estremo all’altro della proprietà: il colore rosso. Il rapporto tra scienza ed arte aleggia nell’ambiente richiamato da forme, spazi, colori ed opere. Tale dialogo è agevolato anche dalla creazione di ossimori visivi, sia nella struttura, dalle forme solide e nette, ma rivestita da fragili elementi naturali, sia nelle opere, che giocano su ironici contrasti, come in Il Vaso Desiderabile ricoperto di ortiche.

Il vaso desiderabile, 2006

L’artista decide con atto altruista di aprire le porte del suo mondo al pubblico. Il 21 marzo a Milano, presso Prada Headquarters, durante un Summit su sostenibilità ed innovazione, ha anticipato a parole questo gesto generoso e di auto celebrazione, perché diciamolo gli intenti per lo spazio sembrano interessanti, dare vita ad un luogo di co-working dove arte, impresa e territorio possano avanzare insieme, ma la caduta in un mausoleo auto-celebrativo è sempre in agguato.

Gli individui fortemente creativi siano essi poeti, romanzieri, artisti, scienziati, musicisti o personalità spirituali – offrono – la loro opera creativa per il bene comune. Si donano: offrono cioè il risultato del loro fare e del loro sapere per l’arricchimento dell’umanità intera. E il loro esempio dovrebbe valere per tutti, in ogni attività, anche in quella più semplice e quotidiana. La creatività infatti non è un’attività isolata: potremmo dire che è l’immissione di tutta l’esistenza nel canale creativo della Vita Universale.

Confidando nella buona fede delle parole spese da Bagnoli, auguriamo partecipata vita e prosperosa crescita a questo piccolo grande gioiello incastonato nel verdeggiante paesaggio toscano.

Greta Canepa per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.