“L’amore che mi resta” di Michela Marzano: un racconto alla scoperta della nostra identità più nascosta

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L’amore che mi resta di Michela Marzano: un racconto alla scoperta della nostra identità più nascosta

È un venerdì sera di fine ottobre e Giada, dopo aver assunto una quantità eccessiva di farmaci, decide di lasciare un mondo in cui non riesce più a convivere. Un mondo che non è riuscito a darle tutto il conforto e, soprattutto, tutte le spiegazioni necessarie. Come unica spiegazione lascia un biglietto: «Vi chiedo scusa. Mi dispiace, papà, non ce la faccio proprio ad andare avanti. Dì a Giacomo che lui sa quello che voglio dire. Dì a Paolo che in fondo non c’entra niente. Dì a mamma che lei è perfetta». Michela Marzano, professore ordinario di filosofia morale a Parigi ed editorialista de La Repubblica, pone questo evento alla base dell’ultima vicenda che ha voluto narrare. L’amore che mi resta, edito recentemente da Einaudi, è infatti il racconto del suicidio di una ragazza intenzionata a comprendere quale sia il suo passato, quale sia il motivo per cui Monica, all’età di 16 anni, l’abbia abbandonata in un ospedale, dichiarando di non voler essere rintracciata qualora la bambina si fosse messa alla sua ricerca.

Michela Marzano

L’amore che mi resta è anche il racconto di Daria, una donna persa anche lei tra mille interrogativi riguardanti la sua infanzia e il suo presente, e che desidera ardentemente poter avere una bambina da accudire e da amare con quello stesso affetto che a lei non era mai stato offerto. Per questo, non riuscendo ad avere figli, decide con il marito Andrea di ricorrere all’adozione.

Nonostante le lunghe pratiche burocratiche viene finalmente concesso alla coppia di esaudire il proprio desiderio. Amelia, una neonata di 6 mesi, entra subito nella loro vita: i due decidono di chiamarla Giada, per i suoi lucenti occhi verdi. La bambina si integra subito nella famiglia, ma quando Daria riesce a rimanere incinta di Giacomo, le domande cominciano ad affiorare e la verità viene presto a galla.

Quando sei venuta a prendermi era perché volevi una bambina o perché mi volevi bene?

Giada comincia a scavare dentro se stessa, cercando tra i suoi primi ricordi un’immagine o un segnale che la possa aiutare a comprendere. L’amore per lei diventa uno dei misteri più incomprensibili: non riesce a relazionarsi e ad aprirsi appieno con i suoi famigliari, con gli amici, e nemmeno con Paolo, il primo fidanzato. Teme il suo prossimo abbandono, convinta che non sarà mai in grado di trovare «la propria collocazione nel mondo». Per questo comincia le ricerche, senza dire nulla nemmeno a Daria, la quale è convinta che l’amore possa aiutare a risolvere ogni problema, anche i più irrisolvibili.

Michela Marzano ci fa però comprendere che quello stesso amore a volte non è abbastanza, perché il caos e i disordini che ci portiamo dentro necessitano di una pace difficile da ottenere e che forse non arriverà mai, nonostante gli sforzi e i sacrifici di chi si ha intorno.

L'amore che mi resta di Michela Marzano: un racconto alla scoperta della nostra identità più nascostaL’amore che mi resta è un romanzo che intende analizzare molti tipi di dolore a cui un essere umano può andare incontro nel corso della sua esistenza. Il primo è il dolore di una madre che sopravvive al proprio figlio: un figlio che, pur non provenendo dal proprio ventre, si ha amato profondamente, nonostante fosse impossibile raggiungere davvero il suo cuore. La seconda sofferenza è quella legata alla ricerca della propria identità: si tratta di qualcosa che forse si tende a dare per scontato, senza pensarci troppo. L’esempio di Giada però ci fa comprendere che il senso della propria esistenza si fonda alla consapevolezza che tutti i tratti del nostro carattere che ci rendono indistinguibili sono legati a persone che non possiamo ignorare, e che nessuna legge dovrebbe impedire di incontrare.

La vita non ci appartiene, accade. […] L’importante è accogliere. È questo l’amore. Che non ripara niente, ma accetta. Non basta mai, ma soccorre.

Un romanzo di amore, di dolore, di scoperta e di riscoperta. Ecco cos’è L’amore che mi resta.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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