The School of Life, la scuola che insegna l’antica arte del conversare

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The School of Life, la scuola che insegna l’antica arte del conversare

blog-sugli-smartphone-1Anche affabulare è un’arte, anche saper conversare è arte. Saper intrattenere un dialogo piacevole è considerata una grande qualità, o almeno, era così prima dell’avvento del digitale. Senza voler essere catastrofici né negazionisti né nostalgici di epoche mai vissute, dobbiamo ammettere che la diffusione di internet su larga scala ha dato molte più possibilità a tutti di conoscere sapere, ma ha anche avuto un impatto non sempre positivo sui rapporti sociali.

Siamo ormai incapaci di comunicare in maniera efficace utilizzando la voce? L’ars oratoria è stata dimenticata? Affinché la risposta a queste domande fosse sì, il filosofo  Alain de Botton nel 2008 ha fondato a Londra  The School of Life. Lo so che per gli internauti più giovani questo nome può suscitarec ilarità, ma non si tratta di “un’università della vita” dove si insegna la sopravvivenza a delle presunte ostilità, è piuttosto una scuola dove si viene ri-educati alla comunicazione.

conversation-1Il nome della scuola quindi è emblematico perché ci fa comprendere come il dialogo sia l’unico elemento chiave che ci permetta, attraverso una buona conversazione,  di connetterci all’altro.

WhatsApp ed emoji hanno al giorno d’oggi sostituito per comodità il dialogo vis-à-vis, impoverendo per forza di cose non solo il nostro linguaggio ma anche la capacità di esprimere emozioni e pensieri in autonomia senza l’utilizzo di una faccina colorata. Quello che viene spiegato nei corsi di School of Life , ormai diffusasi in tutto il mondo, potrebbe sembrare banale e scontato, ma fateci caso, non lo è: quante volte vi ritrovate a non aver nulla da dire o non trovate le parole giuste per esprimere quello che vorreste dire e tra e voi e voi pensate che con qualche emoji avreste risolto tagliando corto?

Ma la seduzione non passa per i cuori di WhatsApp, perciò molti sono gli uomini che vanno a scuola per imparare ad ammaliare le proprie prede, mentre molte donne scelgono di seguire i corsi per uscire dal circolo vizioso delle conversazioni noiose basate su argomenti neutri, uno su tutti il clima, che ha salvato sì situazioni imbarazzanti ma ha distrutto altrettante conversazioni.

paricio_dialogue_77881_no_frame-1Conversazione è arte perché quando la comunicazione è piacevole ed efficace, lascia un’emozione, un ricordo, un’opzione un pensiero nell’interlocutore, fa riflettere sul mondo proprio come un’opera d’arte, un film, uno spettacolo, una canzone, un libro.

Come fare dunque per essere incisivi e lasciare un segno in chi condivide con noi l’atto del conversare? Bisogna essere ironici ed acuti,  bisogna saper ascoltare l’altro, aver voglia di sapere cosa avrà da dire e lasciare che si esprima nella sua completezza, bisogna riprendere il proprio vissuto e comunicarlo per far capire qual è la nostra essenza e perché abbiamo certe opinioni. Un dialogo ben riuscito  è quello che fa cadere le maschere costruite da ciascuno di noi per poi svelare ciò che siamo realmente.

Ovvietà non poi così ovvie: il fatto che da 9 anni esista una scuola che rieduca alla conversazione ci dà molto da pensare. Andando oltre l’ironia e i giudizi affrettati, domandiamoci: noi siamo in grado di sostenere una conversazione proponendo argomenti interessanti o siamo abituati a dire tutto quello che vogliamo, o meglio scrivere, non curanti dell’effettivo interesse per l’altro?

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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