Dalle città sommerse d’Egitto, arriva a Zurigo la mostra “Osiris”

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Dalle città sommerse d’Egitto, arriva a Zurigo la mostra Osiris

Dalle città sommerse d'Egitto, arriva a Zurigo la mostra OsirisFino a luglio la villa neoclassica che ospita il museo Rietberg di Zurigo accoglie i visitatori con una sorpresa scultorea che nulla ha di neoclassico: tre statue colossali egizie poste all’entrata introducono immediatamente il pubblico alla mostra Osiris – Das versunkene Geheimnis Ägyptens (ovvero Osiride: i misteri sommersi d’Egitto) che, dopo i successi londinesi e parigini, è ospitata dalla città svizzera. Il titolo della mostra è molto accattivante e esplicita i due punti fondamentali dell’esposizione: gli spettacolari ritrovamenti subacquei dalle città sommerse di Canopo e Thonis-Heracleion e il loro legame con il mito di Osiride.

Le città sommerse sono state per molto tempo avvolte dal mistero. Erodoto nelle sue Storie nomina Heracleion, “porto di grandi ricchezze”, nel narrare la fuga di Elena di Troia e Paride. Nessuno studioso è stato per secoli capace di riconoscere nei ritrovamenti terrestri la mitica città, tra le più importanti dell’Antico Egitto prima della fondazione di Alessandria. E infatti la risposta era nel mare. Nel 2000 l’archeologo subacqueo francese Franck Goddio, durante un’immersione nella baia di Abukir alla ricerca delle navi da guerra napoleoniche affondate nel 1798 da Lord Nelson, s’imbatté in un immenso blocco di granito rosa ricoperto dalla fanghiglia del fondale: era un frammento di una colossale statua di Hapi, dio egizio della fertilità. Da allora dal sito subacqueo sono stati rinvenuti centinaia di reperti provenienti sia da Thonis-Heracleion che dalla vicina città Canopus. Sulle cause dell’inabissamento hanno dato spiegazioni gli studiosi dell’Università di Cambridge: analizzando le placche tettoniche del Mediterraneo, è molto probabile che si sia verificato un grande terremoto nel 365 d.C. a cui è seguito uno tsunami che ha trascinato per sempre le città negli abissi. Una calamità che tuttavia ha permesso la conservazione (e la tutela dai furti di tombaroli) dei resti di due città tra le più fiorenti dell’Egitto.

Dalle città sommerse d'Egitto, arriva a Zurigo la mostra Osiris
Osiris

In particolare, i 293 reperti esposti sono stati selezionati secondo un criterio tematico: al fascino delle dinamiche di ritrovamento si aggiunge anche il mistero della leggenda di Osiride. La prima trattazione esaustiva del mito è quella di Plutarco nel suo De Iside et Osiride. Figlio della relazione clandestina tra Nut (il cielo) e Geb (la terra), marito di Iside e padre di Anubi, Osiride era la divinità più venerata del pantheon egizio. La sua duplice natura di dio terrestre e civilizzatore (nume della fertilità e dell’agricoltura) e di dio degli inferi è spiegata dalle fonti attraverso il mito della sua morte. Scrive Plutarco:

Seth tramò contro di lui (Osiride). Tifone prese segretamente le misure del corpo di Osiride e fece costruire un’arca della sua lunghezza bella e finemente decorata. La portò al banchetto e mentre tutti si compiacevano alla sua vista e l’ammiravano, Tifone promise scherzando che l’avrebbe regalata a colui che vi fosse entrato di misura. Quando tutti ebbero tentato senza riuscirci, provò anche Osiride e si distese dentro.

I congiurati allora accorsero, abbassarono il coperchio, lo fissarono dall’esterno con dei chiodi e vi versarono sopra piombo fuso; poi portarono l’arca al fiume e la mandarono in mare aperto […]

Quando Iside venne a sapere quello che era successo a Osiride, si tagliò uno dei suoi riccioli e si vestì a lutto… Si aggirava ovunque senza meta e non passava vicino ad alcuno senza rivolgergli la parola; chiese della cassa anche a dei bambini. Questi, per puro caso, l’avevano vista e le rivelarono la foce attraverso la quale gli amici di Tifone l’avevano gettata in mare […]

(Ritrovata da Iside la tomba) Tifone riconobbe il cadavere, lo fece in quattordici pezzi e lo disperse. Quando Iside se ne accorse, cominciò ad aggirarsi per le paludi in una barca di papiro per rimettere assieme le parti del corpo… Anche per questo motivo si parla delle tante tombe egiziane di Osiride: Iside infatti, per ognuno dei pezzi ritrovati, costruì una tomba lì dove li aveva rinvenuti.

Ricomposto il corpo, Osiride risuscitò tramite pratiche magiche ed assunse il ruolo di giudice supremo nell’Aldilà.

La mostra, articolata in tre sezioni, presenta reperti provenienti dal Britsh Museum di Londra e dal museo del Cairo, oltre che tesori provenienti dai più recenti scavi. Sfondi “dinamici”, suoni sottomarini e proiezioni accompagnano il visitatore in un’esperienza coinvolgente tra mare e terra, passato e presente.

Osiris – Das versunkene Geheimnis Ägyptens
Museum Rietberg, Zurigo (CH)
Dal 10 febbraio al 16 luglio 2017

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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