Mr. Obama al Seeds&Chips auspica soluzioni per la fame nel mondo – Il tutto per 850 euro ad ascoltatore

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Mr. Obama al Seeds&Chips auspica soluzioni per la fame nel mondo –  Il tutto per 850 euro ad ascoltatore

Mr. Obama al Seeds&Chips auspica soluzioni per la fame nel mondo - Il tutto per 850 euro ad ascoltatoreSeeds&Chips è il summit del Global food innovation summit organizzato da Marco Gualtier, in essere al polo fieristico di Rho Fiera dall’8 al 11 maggio. Sono tanti i temi in discussione, ma il tentativo è uno: cercare di trovare soluzioni per il nostro pianeta, soprattutto in campo alimentare, dove il cibo sembra essere una grande risorsa nonché oggetto di spreco in una certa parte del mondo, mentre in tante altre lande desolate della nostra Terra la malnutrizione miete giorno dopo giorno le sue vittime. Tra i tanti relatori, quello che più ha creato clamore è Barack Obama, ex presidente USA che ha abbandonato la Casa Bianca in favore del neo-eletto Donald Trump, che pare tutt’altro che affezionato ai cambiamenti climatici, al punto da considerarli alla stregua di una bugia.

Proprio sul clima si è soffermato Obama, sottolineando quanto consideri significativo l’accordo raggiunto con Matteo (Renzi) a Parigi, mentre il suo successore riflette se sottocrivere proprio quegli stessi accordi. L’ex presidente è più che convinto che gli USA continueranno nella loro politica per cercare di contrastare i problemi climatici del nostro secolo, auspicando che gli stessi continuino a ricoprire un ruolo di guida per l’Europa tutta in questioni ambientali.

Mr. Obama al Seeds&Chips auspica soluzioni per la fame nel mondo - Il tutto per 850 euro ad ascoltatoreMigranti, giovani e futuro: questi sono solo alcuni dei temi toccati dal premio Nobel per la Pace, che però non sembra avere grandi consigli su come affrontare l’emergenza migranti. Certo, nessuno mette in dubbio che la strategia principale sarebbe l’accoglienza, e come gli extracomunitari siano stati – e siano – la spina dorsale degli USA: d’altro canto, è ormai ovvio che l’Europa non riesca più a contrastare i flussi degli ultimi anni, sostenzialmente in aumento, anche proprio da quelle stesse zone che gli Stati Uniti, di Obama e non, hanno bellamente bombardato per decenni. Se la crisi siriana non trova soluzione ma, anzi, tende solo ad aggravarsi, è anche perché Obama decise di lasciare i territori siriani – dopo averli invasi e bombardati – per evitare di inasprire un conflitto che, ad oggi, ha visto solo l’avvicendarsi di gruppi terroristici in un territorio già abbastanza martoriato. Ma alla fine il tema principale è la Food Innovation, e quindi forse Mr. Obama non voleva soffermarsi troppo su questioni troppo importanti per questa sede.

Obama e Michelle – dopo aver ovviamente sottolineato la bealtà italiana e annunciato numerosi viaggi nel Bel Paese – si sono sempre battuti contro l’obesità nel loro paese: anche perchè, si sa, l’obesità diviene poi un costo per la sanità, facendo spendere soldi che invece potrebbero essere spesi per lo sviluppo.

«Creare una cultura del cibo che sia più sostenibile» è ciò che si auspica Barack, che già si era servito dello chef Sam Kass alla Casa Bianca. Insomma, diminuire il tasso di obesità per usare i soldi per curare bambini malnutriti e non uomini e donne in sovrappeso.

Mr. Obama al Seeds&Chips auspica soluzioni per la fame nel mondo - Il tutto per 850 euro ad ascoltatoreChi non vorrebbe un mondo in cui nessun bambino dovesse più morire per fame, e con lui qualsiasi altro essere umano, indipendentemente dalla sua età?

Certo, l’obesità negli USA è un problema grave, una vera e propria piaga ociale, cosa che in Italia forse è meno sentita. Ma una domanda, a questo punto, si pone.

Per ascoltare Obama si stima che circa 3500 persone abbiano versato 850 euro: pacchetto Vip Platinum per i quattro giorni della manifestazione, nella Milano capitale del cibo. Se di questi soldi sicuramente una parte andrà agli organizzatori e agli sponsor, una buona certa parte andrà certamente nelle tasche di Mr. Obama. Viene da chiedersi se tutti questi denari non potevano essere donati ai tanti che oggi soffrono di fame.

Premio Nobel per la Pace, sì: ma non per la coerenza, forse.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

 

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